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Epifania: in cattedrale la “messa dei popoli” con le comunità migranti, presieduta dal Vescovo

La Messa sarà presieduta dal vescovo, mons. Michele Tomasi, martedì 6 gennaio alle 10.30, in cattedrale, ed è curata dall’ufficio diocesano Pastorale delle migrazioni (Migrantes)

Il 6 gennaio la Chiesa celebra l’Epifania, ossia la manifestazione di Dio al mondo, ricordando il viaggio dei re dell’antico Oriente giunti ad adorare il Salvatore nato pochi giorni prima.

La diocesi di Treviso festeggia da molti anni questa solennità con la “festa dei popoli”, un appuntamento durante il quale le 19 comunità etniche cattoliche presenti nel territorio si incontrano e festeggiano insieme, con le lingue, i colori, le bandiere, le musiche e le danze di ogni Paese. Tra loro anche l’associazione “Trevisani nel mondo”, che rappresenta i moltissimi fedeli originari della Marca, anche giovani, che vivono la loro fede in altri Paesi del mondo. La Messa sarà presieduta dal vescovo, mons. Michele Tomasi, martedì 6 gennaio alle 10.30, in cattedrale, ed è curata dall’ufficio diocesano Pastorale delle migrazioni (Migrantes). Molti i fedeli trevigiani e le autorità civili che partecipano ogni anno. Quattro cori animeranno la celebrazione, italiano, ghanese, cinese e il coro della comunità francofona, mentre le letture saranno in lingua indiana, spagnola e rumena. Multilingue sarà anche la preghiera dei fedeli.

“I Magi, figura e simbolo delle genti in cammino verso la verità e la luce – spiega il direttore dell’ufficio Migrantes, don Silvano Perissinotto -, ci pongono in atteggiamento di ascolto e di accoglienza verso tutta quell’umanità, fatta di uomini, donne, bambini e anziani, che anche oggi, sulle varie strade del mondo, si mettono in ricerca di casa, lavoro, famiglia e futuro, credendo e sperando nella vicinanza di Dio e nella nostra prossimità umana”.

Dopo la messa, la festa continuerà nell’oratorio della parrocchia di Silea, con il pranzo condiviso e la presentazione reciproca dei diversi gruppi.

Le comunità presenti in diocesi

Le comunità cattoliche originarie di altri Paesi partecipano attivamente alla vita ordinaria delle nostre comunità, spesso anche alla messa domenicale, ma una caratteristica della loro presenza è anche la possibilità di vivere le celebrazioni eucaristiche nella loro lingua originaria, ogni settimana o una o due volte al mese, accompagnati da sacerdoti originari dei loro Paesi o da italiani. La comunità degli africani francofoni (Camerun, Burkina Faso, Costa d’Avorio e Congo), ad esempio, si ritrova nella chiesa di San Zeno, a Treviso; la comunità ghanese a Castelfranco e nella chiesa di San Pio X a Treviso; quella nigeriana a Mogliano (San Carlo), a Noventa di Piave e a Castelfranco; la comunità brasiliana nella parrocchia di San Bartolomeo, a Treviso; quella cinese nella chiesa di Fiera, a Treviso; la comunità greco-cattolica rumena a Croce di Piave; la Filippina a Frescada; i latino-americani di lingua spagnola (Colombia, Venezuela, Ecuador, Perù, Messico, Santo Domingo, Nicaragua) nella chiesa di Santo Stefano, a Treviso; la comunità cingalese nella chiesa degli Oblati a Treviso; numerose le sedi per la comunità cattolica ucraina di rito bizantino: Treviso, chiesa di S. Stefano, San Donà, oratorio don Bosco, Castelfranco (chiesa del Cristo) e Guarda di Montebelluna; la comunità indiana si ritrova a Villa d’Asolo, a Istrana (Ca’ Florens) e nella casa di riposo di Caniezza, a Cavaso del Tomba.

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