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Le Olimpiadi sul palco

In scena al teatro del Monaco l’opera di Pietro Metastasio, musicata da Antonio Vivaldi, proprio nella giornata di chiusura delle Olimpiadi invernali. È un progetto del conservatorio Steffani
20/02/2026

Appuntamento speciale domenica 22 febbraio, alle 16 al teatro Mario del Monaco: in scena (dopo l’anteprima per le scuole) “L’Olimpiade” di Pietro Metastasio, musicata da Antonio Vivaldi, proprio nella giornata di chiusura delle Olimpiadi invernali 2026. La messa in scena è l’esito del progetto “Musical theatre and new technologies: toward a new paradigm in opera studies and performance” (teatro musicale e nuove tecnologie), finanziato dal Pnrr con capofila il Conservatorio Steffani di Castelfranco.

L’opera

“L’Olimpiade” è un testo magistrale, tra i più musicati della storia: circa 60 compositori, oltre a Vivaldi, vi si sono cimentati; eppure, questa perla della musica barocca, è ancora molto poco conosciuta dal grande pubblico. Siamo a Olimpia, nell’antica Grecia, là dove i giochi olimpici (appunto) affondano le proprie radici. Le gare e la competizione sono, però, in sottofondo, al centro della storia ci sono intrecci di vita, di amicizie, di amori, di legami filiali, di oracoli e di destini che si compiono, e il tema della morte aleggia su tutto. “Non c’è una catarsi, sono due ore di intrighi che si sciolgono in trenta secondi - scherza Gemma Bertagnolli, preparatrice vocale del cast -. Questo è lo spirito olimpico, non tanto la competizione, ma l’incontro internazionale: è proprio quello che è successo con questo progetto”.

Il progetto

La produzione nasce, infatti, all’interno di un progetto di respiro internazionale che integra ricerca musicologica, formazione specialistica internazionale e sviluppo di scenografie digitali e tecnologie immersive per il teatro musicale, con l’obiettivo di costruire nuovi modelli produttivi e didattici per l’opera barocca. Nell’ambito del progetto, il conservatorio di Castelfranco Veneto è ideatore e capofila di una partnership a undici soggetti di calibro nazionale. Un lavoro monumentale, che per il direttore del conservatorio Steffani, Paolo Troncon, “è la dimostrazione delle capacità dei «bistrattati» conservatori: fare squadra e realizzare eventi complessi”. La selezione e formazione dei cantanti è stata affidata all’accademia Vivaldi della fondazione Giorgio Cini, che ha scelto i tredici cantanti borsisti fra più di cinquanta domande pervenute da tutto il mondo, mentre i venticinque orchestrali sono stati selezionati tramite una call internazionale coordinata dall’ufficio Erasmus del conservatorio Steffani, e andranno a formare la Steffani international orchestra, compagine di giovani a cui sarà affiancato l’ensemble barocco I Sonatori de la Gioiosa Marca, orchestra tutor del progetto.

Giovani talenti

Sul palco salirà dunque un cast di tredici giovani cantanti provenienti da sette Paesi diversi (Serbia, Italia, Francia, Giappone, Russia, Ucraina e Canada) che hanno avuto modo di formarsi in una masterclass di dieci giorni all’accademia Vivaldi della fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio. Con loro un’orchestra di venticinque elementi formata dai migliori allievi degli istituti musicali europei, quasi tutti archi e due corni (presenti soltanto in due arie). La città di Treviso ha voluto dare spazio alla “restituzione” di questo lavoro con un’anteprima per le scuole medie e superiori della Marca (sabato 21 febbraio) e una esibizione per il pubblico (domenica 22 alle 16). Da parte della produzione c’è l’augurio che altri teatri nazionali si interessino, ma lo scopo principale del progetto, dichiarano, è stata la masterclass, ovvero la formazione dei giovani talenti e l’approfondimento di un musicista, Antonio Vivaldi, ancora tutto da scoprire.

In scena

L’Olimpiade sarà diretta da Francesco Fanna, maestro concertatore e direttore dell’Istituto italiano Antonio Vivaldi della fondazione Giorgio Cini. La messinscena e il progetto visuale sono invece frutto della collaborazione con l’Accademia “Silvio d’Amico”: la regia è di Fabio Condemi, le scene e costumi – donati da United colors of Benetton – sono a firma di Daniele Spanò, mentre l’artista multimediale Igor Renzetti si occupa delle videoproiezioni. La gestione delle luci è affidata a Sebastian Pascual e Alejandra D’Ambrosio, docenti dell’Università Una di Buenos Aires, istituto partner del Conservatorio grazie al progetto Erasmus+. Due borsisti dell’Accademia di Perfezionamento del teatro alla Scala di Milano saranno a Treviso con il ruolo di attrezzisti e tecnici di palcoscenico. Infine, le riprese video saranno a cura di Laba - Libera Accademia Belle arti di Firenze, altro istituto partner del progetto Pnrr. L’esecuzione si basa sull’edizione critica pubblicata da Ricordi, curata da Alessandro Borin, docente di Storia della musica dello Steffani, frutto di un approfondito lavoro di ricerca musicologica.

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