venerdì, 20 febbraio 2026
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Superstrada Pedemontana: il “buco” resta

L’infrastruttura è interamente percorribile da due anni. E i numeri non mentono. Per il pareggio mancano tremila veicoli al giorno. “Colpa”, soprattutto, dei mezzi leggeri

Ormai, sono quasi due anni che la Superstrada pedemontana veneta è interamente percorribile. Cominciano a parlare i numeri, anziché le ipotesi. Nel primo e nel secondo anno di esercizio la Superstrada non si è ripagata. Il cittadino veneto ha dovuto mettere soldi di tasca propria. I pedaggi non sostengono, per ora, il costo del canone che verseremo per 39 anni al concessionario Sis - Società infrastrutture stradali che, oltre alla costruzione, ha in carico la gestione dell’arteria e la sua manutenzione.

I numeri escono con il contagocce dalla Regione Veneto, ma si percepisce una crescita. Il traffico giornaliero medio (tgm) a maggio 2025 era di 21.603 veicoli; a luglio è diventato di 23.628: parliamo sempre di picchi massimi. Gli introiti quotidiani, ad aprile 2025, ammontavano a 523.261 euro, a settembre si è passati a 548.055 euro.

Se si confrontano con le previsioni di traffico presenti nella tabella F del Terzo atto convenzionale del 2017, il tgm dovrebbe essere di 26.844. C’è un gap di circa 3 mila veicoli. Quelli che non rispondono adeguatamente, sono i mezzi leggeri, mentre i veicoli pesanti percorrono la Spv in numero superiore alle previsioni. Gli incassi reali sono di circa 12 milioni a maggio 2025 e salgono a 13 milioni a luglio: una cifra non sufficiente a coprire i 165 milioni di canone del 2025, e neppure i mancati introiti dell’anno precedente. La Regione, per questo, ha messo a bilancio un’uscita di 54 milioni, per coprire il canone di disponibilità. Osservando l’allegato A del Tac, la situazione potrebbe aggravarsi nei 39 anni di durata della convenzione, perché il canone aumenterà con una progressione di circa 70, 80 milioni ogni decade.

Le buone notizie arrivano dal funzionamento delle scontistiche: dal 10 marzo 2025 è entrato in vigore uno sconto del 60 per cento per piccoli transiti di un paio di caselli. L’aumento è netto: tra marzo e ottobre sono aumentati di circa il 40 per cento i transiti nelle giornate da lunedì a venerdì; lo sconto non c’è il sabato e la domenica.

Dall’analisi dei transiti in uscita (dati gennaio 2026), risulta che i caselli maggiormente frequentati sono le interconnessioni con le reti autostradali (A4, A31, A27). Un dato che conferma il ruolo strategico della Spv nella rete autostradale veneta, che finora mancava di un efficiente attraversamento est ovest nell’area settentrionale del Veneto. Sono rilevanti le percorrenze in uscita verso le aree di Bassano del Grappa, Montebelluna e Valle Agno, che dimostrano come la Spv venga utilizzata per la relazione tra le aziende trevigiane e vicentine. I dati mostrano che la Spv è legata al mondo del lavoro e della produzione: il traffico flette nei fine settimana.

La spinta maggiore al traffico è stata data dall’apertura dell’interconnessione a Montecchio Maggiore con l’autostrada A4: da allora, e fino a maggio 2025, i dati del tgm indicano un incremento del 18 per cento. A maggio 2025 la Spv aveva un tgm superiore alla A31 Valdastico e alla A23 Udine Tarvisio, ma inferiore alla A28 Portogruaro Conegliano e alla A27 Venezia Belluno, queste ultime, aperte una nel 2010 e l’altra nel 1973. Campione di transiti è la tratta (brevissima) tra Spresiano e allacciamento A27, seguita da Breganze-Colceresa, Montebelluna-Povegliano-Spresiano.

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