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Castelfranco, la storia: seguita dalla fondazione Anselmi, Anna ritrova il futuro

Tra il 2022 e il 2024, la fondazione Tina Anselmi sta accompagnando circa 30 famiglie residenti in provincia di Treviso e una decina di progetti di vita. Si tratta sia di persone adulte, ma ci sono anche famiglie giovani con figli adolescenti disabili, autistici... che iniziano, quando ancora non si sta vivendo fasi di vita acute, a immaginare di costruire un percorso verso l’autonomia. Come nel caso di questa trentatreenne

Anna ha 33 anni, è una giovane donna meticolosa e gentile che ama ascoltare musica e trascorrere del tempo con amici. Ha una disabilità intellettiva ed è seguita dal Centro di salute mentale, perché in sofferenza psichica. “Abbiamo conosciuto il suo papà la scorsa estate, si è rivolto a noi dopo che la moglie è venuta a mancare - racconta Laura Antonello che per la fondazione Tina Anselmi di Castelfranco si occupa dello sportello di ascolto e attivazione del progetto di vita -. Era vedovo da poco, sentiva la responsabilità per questa figlia che, a causa del Covid prima e del lutto dopo, aveva ridotto le sue autonomie e trascorreva tutto il tempo a casa”.

Dopo un tempo di ascolto e orientamento, la fondazione ha aiutato l’uomo a focalizzare due temi centrali: la preoccupazione per il “dopo di lui”, con annesse le questioni economiche e patrimoniali, la costruzione di un futuro sostenibile per la figlia, a breve e medio termine. “E’ tra le nostre finalità principali quella di accompagnare le persone con disabilità a realizzare un progetto di vita come previsto dalla legge 112/2016 - spiega Laura -. Siamo convinti che sia un diritto di tutte e di tutti, e che sia compito di ciascuno di noi, provare a dare un contributo affinché diventi possibile, per realizzare insieme un territorio più inclusivo”. Così, Anna è stata affiancata a una psicologa che è andata a trovarla diverse volte, l’ha conosciuta e ha cercato di capire i suoi bisogni e le sue aspettative. “Insieme, abbiamo capito che l’autonomia abitativa è un obiettivo a lungo termine, perché la casa familiare rappresenta per Anna, ora, la sua sicurezza e il legame che è prematuro per lei recidere. Abbiamo piuttosto, insieme, accolto il bisogno di socializzazione, di uscire e di sentirsi utile per altri”. Una associazione di volontariato del territorio ha accolto la giovane donna, per inserirla in una attività guidata all’interno del doposcuola dei bambini del quartiere.

“Sono contenta di aiutare in questo servizio - racconta Anna -. Per me non è facile svegliarmi presto il sabato mattina! I bambini sono simpatici, qualcuno mi chiama maestra. Mi piace perché mi sento utile”. “In questo luogo - prosegue Laura - ha scoperto di essere precisa e meticolosa nella catalogazione dei libri a disposizione di quel luogo, e questa è senza dubbio un’abilità che potrà spendere, anche quando cominceremo a immaginare insieme un contesto lavorativo”.

Tra il 2022 e il 2024, la fondazione Tina Anselmi sta accompagnando circa 30 famiglie residenti in provincia di Treviso e una decina di progetti di vita. Si tratta sia di persone adulte, ma ci sono anche famiglie giovani con figli adolescenti disabili, autistici... che iniziano, quando ancora non si sta vivendo fasi di vita acute, a immaginare di costruire un percorso verso l’autonomia. Il primo contatto avviene sempre attraverso lo sportello di ascolto, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 15. Laura raccoglie la richiesta e aiuta a individuare l’area di interesse: l’accompagnamento a realizzare un progetto di vita, la necessità di informazioni su strumenti giuridici o patrimoniali a tutela delle fragilità, la consulenza sul “dopo di noi”.

“Grazie alla psicologa che accompagna Anna, abbiamo avviato un percorso di riacquisizione di competenze e autonomie, per esempio in casa e negli spostamenti”. In fondo, Anna, che ha frequentato l’istituto Alberghiero da adolescente, ha bisogno di riprendere sicurezza e fiducia. “Nel suo futuro c’è ora la prospettiva di un inserimento lavorativo in contesto protetto e, più a lungo termine, forse un cohausing”. La sofferenza psichica è, senza dubbio, una componente che si sta allargando e che incide sul bisogno di protezione delle persone, cui non sempre il sistema pubblico riesce a far fronte.

“Il momento storico che stiamo attraversando ci pone molti interrogativi sulla capacità della nostra società di tutelare e includere chi è più vulnerabile - commenta l’avvocata Cristina Arata, presidente della fondazione -. Noi crediamo che la diversità delle condizioni umane non debba e non possa implicare una diversità di diritti. Ecco perché una comunità ha il compito primario di garantire a tutti le stesse opportunità: è questa dimensione che ci può rendere e far sentire veramente uguali gli uni agli altri. E la fondazione Tina Anselmi, come fondazione di comunità, ha raccolto questa sfida: accompagnare le persone con disabilità alla costruzione del loro progetto di vita, utilizzando tutto il sapere del nostro tempo e del nostro territorio”.

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