Mauro Corona è noto al pubblico anche per la sua partecipazione, in qualità di opinionista e tuttologo,...
Davide Patron, il divulgatore della lingua inglese
A 26 anni, Davide Patron è diventato uno dei divulgatori linguistici più seguiti in Italia, un punto di riferimento per chi vuole imparare l’inglese in modo semplice, diretto e soprattutto realistico. I canali social Instagram Facebook, Youtube e Tiktok, con cui veicola i suoi contenuti, oggi contano complessivamente quasi 2 milione di follower. La storia di questo ragazzo entusiasta e caparbio, però, non nasce sulle piattaforme: affonda le radici a Mogliano Veneto, dove cresce con una naturale curiosità per le lingue e per tutto ciò che riguarda la comunicazione.
“A scuola me la cavavo con l’inglese, ma soprattutto sulla carta” racconta ricordando gli anni delle superiori a Venezia dove ha studiato Relazioni internazionali per il marketing. “Alla fine del mio percorso quinquennale, sapevo scrivere un tema ma conversare era una grande fatica. Non ero capace di raccontare cosa avevo fatto la sera prima o parlare con l’idraulico per sistemare la lavatrice”.
Dopo la maturità decide di fare il grande salto: parte per Dundee, città della Scozia, dove vive una cugina che studia all’università. Abiterà poi anche a Glasow e alla fine Edimburgo. In terra scozzese scopre un mondo nuovo. Si iscrive a un corso universitario e rimane affascinato da un sistema accademico molto diverso da quello italiano: una biblioteca immensa e costantemente accessibile, strumenti digitali avanzati, un approccio allo studio più pratico e diretto. Anche gli esami funzionano in modo differente: niente appelli infiniti, niente possibilità di ripetere esami, bivaccando al college. Si studia, si affronta la prova e si va avanti. Un metodo che lo responsabilizza e lo motiva. Si laurea con il massimo dei voti in Economia e Finanza, ma nel frattempo continua a coltivare la sua vera passione: le lingue.
“Proprio come moltissimi ragazzi, fino a qualche anno fa non parlavo l’inglese fluentemente. Riuscivo a comunicare con le persone, ma senza essere totalmente convinto che mi capissero davvero. Durante le mie esperienze all’estero e in particolare dopo un corso intensivo di inglese ad Oxford, capii che la pronuncia era quello che faceva veramente la differenza per riuscire a comunicare efficacemente”.
Si impara solo... sbagliando
Per migliorare il suo inglese, decide di studiare da solo, osservando, ascoltando, provando. E soprattutto sbagliando. “Ho fatto una valanga di figuracce” racconta ridendo. Una delle più celebri è diventata un aneddoto ricorrente nei suoi video: in vacanza con gli amici chiede “the phone” pensando all’asciugacapelli, e gli portano il cellulare. Alla fine deve mimare il rumore dell’aria calda sparata tra i capelli per farsi capire. È proprio da situazioni come questa che nasce la sua filosofia: non si può dire “Capisco, ma non parlo” per paura di sbagliare. L’errore non è un ostacolo, ma un passaggio obbligato. “Sbagliare fa bene, è inevitabile e ti fa imparare, crescere”.
Un altro episodio, che lui stesso racconta spesso, riguarda i suoi primi mesi in Scozia. Partecipò a un pub quiz con alcuni compagni di università, convinto di poter fare bella figura. Ma l’accento scozzese lo travolse: capiva una parola su dieci. A un certo punto rispose ad alta voce a quella che credeva fosse una domanda... ma il presentatore stava solo spiegando le regole del gioco. Il locale scoppiò a ridere e Davide capì che l’inglese “vero” non è quello dei libri, ma quello che si vive sulla pelle.
In un’altra occasione, mentre stava assaggiando dei deliziosi dolcetti al cioccolato, un amico gli chiede: “What do you make of it?” e lui comincia ad enumerare gli ingredienti con cui pensa sia stato fatto il pasticcino. L’altro lo guarda sorridendo e gli spiega che gli ha chiesto: cosa ne pensi, non di cosa sono fatti....
Nel 2020, durante un Erasmus a Barcellona, in pieno periodo Covid, scopre TikTok, allora una piattaforma ancora in evoluzione. Li dentro c’è chi parla di Psicologia, chi fa fisioterapia, chi cucina. Lui decide di provare con un contenuto sulle lingue: una “challenge” (sfida), in cui ne parla sei in un minuto. Quel video cambia tutto. Nel giro di poche settimane il suo profilo esplode, attirando migliaia di persone incuriosite dal suo stile diretto, veloce, amichevole. “Non sono un insegnante rigido” spiega. “Nei miei video sembro più un amico che ti parla in inglese, che ti dice cosa si usa davvero e cosa no, basandomi su ciò che ho vissuto sulla mia pelle”.
Il sistema scolastico tradizionale non basta
Il suo approccio funziona così bene che, negli anni successivi, molti altri creator iniziano a seguire la stessa strada, contribuendo a creare una vera e propria ondata di divulgazione linguistica online. Un fenomeno che nasce anche da una consapevolezza condivisa: il sistema scolastico tradizionale non basta. Insegna la grammatica, ma non sempre prepara alla vita reale. E spesso alimenta un pregiudizio duro a morire: quello sulla pronuncia “perfetta”, sull’accento “giusto”, sulla paura di sembrare ridicoli. Paure che blocchino più della mancanza di vocaboli.
“Molti studenti – racconta - si rivolgono a me perché si vogliono trasferire in Inghilterra, vogliono comunicare in modo più efficace nel mondo del lavoro, fare esperienze di studio all'estero, creare amicizie e relazioni con persone di origini diverse, o, semplicemente, perché adorano la lingua inglese. Sono tutte motivazioni più che valide per lavorare sulla lingua e perfezionare la pronuncia inglese, e non c'è nulla che mi dà più soddisfazione che aiutare i miei studenti a raggiungere i propri obiettivi”.
Per Davide, invece, l’apprendimento di una lingua è un processo, come ogni altra cosa nella vita. Richiede tempo, costanza, esposizione, e soprattutto la libertà di sbagliare. I social diventano così un laboratorio quotidiano: video brevi, efficaci, pensati per insegnare una cosa utile al giorno. Pronuncia, espressioni idiomatiche, errori comuni, situazioni reali. Tutto ciò che a scuola spesso non si impara.
Dal 6 giugno 2020 a oggi ha pubblicato centinaia di contenuti e creato una piattaforma formativa sempre più strutturata. Nel 2024 nasce la sua start-up, organizzata in modo snello e dinamico, con un primo corso di inglese che nel giro di poco tempo si trasforma in cinque percorsi diversi. I contenuti dei suoi video e dei suoi corsi nascono dalla vita quotidiana: “A volte penso di avere il blocco, che non mi venga più in mente nulla. Poi mi accorgo che le parole sono ovunque, basta vivere il mondo con curiosità”.
Tra una cosa e l’altra ha trovato il tempo anche di scrivere un libro: “Racconto alcune delle mie migliori gaffe e presento i miei amici che mi hanno preso in giro fino alla noia, ma che allo stesso tempo mi hanno insegnato a non vergognarmi mai. Sbagliando si impara! Il libro è come una sorta di paracadute, un manuale di inglese che aiuta a sopravvivere in ogni occasione”.
La seconda casa in Scozia
Oggi Davide abita a Edimburgo, in Scozia, Paese che considera una seconda casa. “La Scozia mi è sempre piaciuta, è meravigliosa. Adoro questa città: le persone sono accoglienti e amichevoli, riesco a gestire in modo semplice la mia attività. E questo è il mio sogno”. Nel 2025 ha lanciato anche un podcast che ha ottenuto ottimi riscontri, e ora sta lavorando a nuovi progetti dedicati alla sensibilizzazione linguistica e alla diffusione della cultura britannica.
Il futuro guarda ancora più avanti: integrare l’Intelligenza artificiale nei percorsi di apprendimento, esplorare nuovi formati, rendere l’inglese sempre più accessibile. Perché, come ripete spesso, imparare una lingua non è una missione impossibile: è una pratica quotidiana, fatta di tentativi, curiosità e buona volontà. E soprattutto può essere semplice e divertente, se affrontato con lo spirito giusto.



