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Non autosufficienza, l’amarezza della Cisl trevigiana: “Dal Governo un decreto truffa”

In pratica, il decreto attuativo tradisce l’impianto innovativo contenuto nella legge delega 33/2023 che il governo attuale avrebbe dovuto traghettare in porto”. Questo il commento del segretario generale della Fnp Belluno Treviso Franco Marcuzzo sul recente provvedimento

Il decreto attuativo sulla non autosufficienza pubblicato in Gazzetta ufficiale il 15 marzo ha disatteso le promesse fatte dal governo Draghi che aveva inserito nel Pnrr l’agognata riforma dell’assistenza degli anziani non autosufficienti: nessuna svolta epocale sui servizi residenziali (le case di riposo) rinviata ad un successivo decreto, nessuna svolta epocale sull’indennità di accompagnamento, nessuna svolta epocale sui servizi domiciliari. In pratica, il decreto attuativo tradisce l’impianto innovativo contenuto nella legge delega 33/2023 che il governo attuale avrebbe dovuto traghettare in porto”. Questo il commento del segretario generale della Fnp Belluno Treviso Franco Marcuzzo sul recente provvedimento del governo sulla non autosufficienza.

“L’unica svolta sbandierata - commenta Marcuzzo - è l’introduzione, dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, di una prestazione universale, subordinata allo specifico bisogno assistenziale al fine di promuovere il progressivo potenziamento delle prestazioni assistenziali per il sostegno della domiciliarità e dell’autonomia personale degli anziani non autosufficienti”. Ma se si entra nei dettagli, si capisce che la prestazione di universale ha ben poco. Per averne diritto, infatti, bisogna avere Più di 80 anni, un livello assistenziale gravissimo, un Isee non superiore a 6.000 euro e l’indennità di accompagnamento. “Fatti due conti - dice Marcuzzo - a livello nazionale sono circa 24.500 le persone che potranno usufruire di questo aiuto, a fronte di 3,8 milioni di over 65 non autosufficienti in Italia”.

“Dobbiamo anche ricordare che i 250 milioni stanziati per la non autosufficienza per il 2025 e i 250 milioni previsti per il 2026 sono così ricavati: 75 milioni per il 2025 e 75 milioni per il 2026 mediante la riduzione delle risorse del Fondo per la non autosufficienza (legge 278 dicembre 2006 n.296) e 125 milioni per il 2025 e 125 milioni per il 2026 dalla riduzione del programma nazionale di inclusione e lotta alla povertà. È evidente che la coperta è corta e che non è accettabile che si tolgano risorse agli stessi destinatari a cui il decreto è rivolto ossia anziani in condizioni di estrema fragilità”, conclude Marcuzzo.

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