sabato, 20 luglio 2024
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Tragedia del lavoro a San Polo, Cisl: “Servono prevenzione e informazione”

Ennesimo tragico infortunio sul lavoro accaduto nel pomeriggio del 14 settembre, alla cantina Ca’ di Rajo a San Polo di Piave. La vittima, Marco Bettolini, enologo della cantina, ha compiuto un’azione eroica cercando di salvare un collega

“Non basta neppure l’appello del Presidente della Repubblica a spingere a fare di più per la sicurezza, per fermare questa strage quotidiana di morti sul lavoro. Troppa superficialità e poca formazione rimangono ancora concause che spengono vite umane di padri di famiglia e di giovani che trovano la morte sul posto di lavoro”. Queste le parole di Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl Belluno Treviso, alla notizia dell’ennesimo tragico infortunio sul lavoro accaduto nel pomeriggio del 14 settembre, alla cantina Ca’ di Rajo a San Polo di Piave. Secondo una ricostruzione dei fatti, i carabinieri hanno accertato che la vittima, Marco Bettolini, enologo della cantina, ha compiuto un’azione eroica salvando il collega di 31 anni, che in seguito è stato ricoverato all’ospedale di Treviso, in gravi condizioni.

“Le dinamiche e soprattutto le responsabilità di questa tragedia verranno chiarite dalla magistratura - prosegue Paglini -, certo è che non si può non chiedersi se i due lavoratori fossero dotati di dispositivi di protezione individuali e, in caso affermativo, se fossero funzionanti”.

“Non solo - aggiunge Andrea Meneghel, segretario generale della Fai Cisl Belluno Treviso, la Federazione dell’agricoltura -: bisognerà appurare anche se siano state rispettate tutte le procedure di sicurezza e se i lavoratori coinvolti nell’incidente avessero fatto la necessaria e obbligatoria formazione prima di iniziare a lavorare”.“Quello del vitivinicolo - prosegue Meneghel - è un settore molto parcellizzato, difficilmente raggiungibile a livello sindacale e spesso con scarsa sensibilità riguardo alla formazione sulla sicurezza. Se poi si trattasse di lavoratori stagionali, il fatto sarebbe ancora più grave, perché spesso per questa categoria la formazione viene del tutto tralasciata. La Fai, attraverso la contrattazione territoriale in agricoltura, da anni si batte affinchè vengano inserite le figure dei rappresentanti per la sicurezza territoriale, con il compito e l’obiettivo di fare la formazione specifica nelle aziende; una proposta che non risolverà del tutto il problema, ma che potrebbe essere utile a prevenire situazioni di rischio, perché è evidente che il problema riguarda la prevenzione e la formazione dei lavoratori e delle stesse aziende che tendono a considerarla ancora un costo e non un investimento necessario per salvare vite umane”.

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