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Artigiani: export boom verso l’India, prospettive rosee dopo accordo con l’Unione europea

Forniture mediche e dentistiche, bigiotteria, montature per occhiali, prodotti chimici e di metallurgia: sono questi prodotti a segnare l’exploit più importante dell’export Veneto in India negli ultimi 12 mesi secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato Veneto

Forniture mediche e dentistiche, bigiotteria, montature per occhiali, prodotti chimici e di metallurgia: sono questi prodotti a segnare l’exploit più importante dell’export Veneto in India negli ultimi 12 mesi secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato Veneto. Questi prodotti dell’industria manifatturiera hanno segnato nell’ultimo anno oltre 200 milioni di euro di valore esportato che vanno ad aggiungersi ai 256 milioni di macchinari e apparecchiature. Numeri che fanno esultare il comparto artigiano del Veneto all’indomani dell’accordo di libero scambio chiuso dall’Unione Europea con l’india.

Il primato dell’export resta per macchinari ed apparecchiature, che insieme valgono il 36,4% dei prodotti esportati dal Veneto, cui segue il 13,6% di prodotti della metallurgia, e i 9,7% della chimica e il 9,6% per altri prodotti delle industrie manifatturiere (di cui appunto forniture mediche e gioielleria). Nel complesso in un anno l’export Veneto in India ha segnato numeri da record: +13,8% per un valore esportato di 705 milioni di euro.

“Il raddoppio dei prodotti della metallurgia dell’ultimo anno– sottolinea Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – sono la prova che le imprese venete stanno entrando nelle catene di fornitura dell’industria indiana, offrendo semilavorati e materiali ad alto valore aggiunto. I prodotti della metallurgia sono prodotti destinati a meccanica, automotive, impiantistica, è esattamente questo il tipo di competitività che l’accordo UE-India può rafforzare - aggiunge Boschetto. Sullo sfondo, soprattutto per il comparto legato a bigiotteria e gioielleria rimane la preoccupazione che l’azzeramento dei dazi anche in ingresso possa portare la bilancia import/export in negativo”.

Ne è convinto Piero Marangon, Presidente del gruppo di mestiere orafi di Confartigianato Veneto – “l’accordo potrebbe aprire le porte ai concorrenti asiatici mettendo a rischio la fascia più bassa della produzione dove il Veneto è più vulnerabile. Il Made in Italy del gioiello– aggiunge Marangon- non fa ancora presa sul mercato asiatico ancora molto attratto dall’etnico, infatti il saldo della bilancia commerciale con l’India è ancora negativo seppur l’export stia dando segnali di crescita. Questo accordo – conclude Marangon – potrebbe spingere aziende indiane ad acquisire realtà venete come già accaduto”.

Per il comparto chimico, invece, l’intesa rappresenta un passaggio chiave.“I prodotti chimici veneti esportati in India valgono oltre 68 milioni di euro e il settore continua a crescere – sottolinea Raffaello Giora, presidente della Federazione Chimica Gomma Plastica di Confartigianato Veneto – parliamo di un mercato enorme ma storicamente complesso, caratterizzato da dazi elevati e da standard tecnici molto articolati. La riduzione delle barriere tariffarie – aggiunge Giora – migliora la competitività delle nostre imprese, soprattutto di quelle artigiane e medio-piccole, che fino a oggi hanno faticato ad assorbire costi doganali e adempimenti. Noi lavoriamo materiali che arrivano proprio dall’ India, come dalla Cina a basso costo – conclude - apportiamo il nostro know how caratterizzando il materiale perché il prodotto finale abbia le prestazioni richieste dai mercati, così ne beneficia tutta la filiera.

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