Sabato scorso, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha disposto un’altra delle sue operazioni...
Conferenza Ateneo di Treviso
Venerdì 9 gennaio (palazzo Rinaldi - “Sala Guadagnin”- Piazza Rinaldi, 1 – Treviso, ore 17.30) l’Ateneo di Treviso terrà la sesta conferenza dell’anno accademico 2025-2026. Come consuetudine dell’Ateneo due sono i relatori invitati: Gregorio Piaia con Luigi Stefanini (Treviso, 1891 – Padova, 1956) e la valenza attuale dell’idea di «persona» e Sara Filippin con La ritrattistica fotografica di età risorgimentale in area trevigiana e veneta.
Il consocio Gregorio Piaia ricorderà, ricorrendo il 16 gennaio 2026 il settantesimo anniversario della morte, il pensatore trevigiano Luigi Stefanini, docente presso l’Università degli studi di Padova, cui si deve la più profonda ed efficace elaborazione moderna dell’idea di “persona” in una prospettiva non solo filosofica, ma anche pedagogica e politico-sociale. Di qui l’opportunità di ripercorrere brevemente l’itinerario formativo e speculativo di questo illustre studioso e di mettere a fuoco i nuclei centrali del suo “personalismo”, che a distanza di molti anni risulta quanto mai attuale nella società odierna, in cui il richiamo alla teoria dei diritti umani tende a sconfinare in uno sfrenato individualismo, cui fa pendant, sul versante opposto, il richiamo all’identità nazionale e alla chiusura verso l’“altro”.
La consocia Sara Filippin illustrerà il ritratto, senza dubbio il genere più praticato fin dalla nascita della fotografia. Esso ebbe notevole impulso in età risorgimentale, soprattutto attraverso il piccolo formato della carte de visite che fu il tramite di strategie comunicative non solo nel caso dei protagonisti più noti e amati - in primis Garibaldi - ma per tutti coloro che condividevano l’idea di una Patria unita. Attraverso stilemi e convenzioni volti alla rappresentazione pubblica del “sé” - ad esempio l’uso della divisa militare, l’allestimento degli arredi di ambientazione, ecc. - in quei decenni, il ritratto assunse specifiche funzioni simboliche e narrative, divenne un mezzo per affermare un’appartenenza, per diffondere una fede politica, per costruire il mito di un’epopea gloriosa attraverso i suoi protagonisti, e fu uno strumento fondamentale nella costruzione dell’eroe e delle figure di riferimento condivise dallo schieramento patriottico e nazionale.



