Mauro Corona è noto al pubblico anche per la sua partecipazione, in qualità di opinionista e tuttologo,...
Nuovo dormitorio grazie a parrocchia di Monigo e volontari
Sono sempre più numerose le persone senza dimora che, a Treviso, stavano passando i giorni più freddi dell’anno fuori, alla ricerca di ripari di fortuna sotto portici e parcheggi coperti. Nonostante i servizi già aperti dalla Diocesi (Caritas, Oblati, per 27 posti) e dal Comune (dormitorio ex Macello, Santa Maria sul Sile, stazione di Spresiano, 52 posti), la stima era di un’altra quarantina di persone ancora in strada. Da lunedì 26 gennaio, e presumibilmente per tutto il mese di febbraio, c’è un servizio in più per prendersi cura delle persone più fragili: si tratta del dormitorio da venticinque posti, aperto negli spazi dell’oratorio della parrocchia di Monigo di Treviso, grazie alla volontà del parroco, don Giuseppe Mazzocato, e alla rete delle associazioni di volontariato operanti sul territorio e coordinate da Auser cittadini del mondo. Si tratta di Momi associazione migranti Monigo, Gente per gente - gruppo di cittadini, I care Veneto, Caminantes, Amib Triveneto e Passa mani, in tutto tra i cinquanta e i sessanta volontari, come spiega don Mazzocato, che in questo periodo si prenderanno cura dell’accoglienza alle persone senza dimora.
Il dormitorio
“Le cronache cittadine degli ultimi mesi ci raccontavano di tante persone ancora costrette a dormire fuori al freddo - ha narrato il parroco -, così ho pensato che fosse necessario fare qualcosa per loro. Inizialmente ho ipotizzato l’utilizzo degli spazi del tendone della sagra, lì era possibile ospitare una quarantina di persone, mi sono messo in contatto con Auser, e grazie alla collaborazione tra associazioni, siamo arrivati al confronto con la Prefettura e al successivo sopralluogo con i Vigili del fuoco. Purtroppo, il tendone aveva qualche criticità, allora ho pensato agli spazi che fino a dieci anni fa erano della scuola dell’infanzia e che, poi, sono stati recuperati. Quelle aree sono abitualmente utilizzati per il catechismo e per gli incontri delle associazioni parrocchiali, e, quindi, in tre di queste abbiamo potuto allestire venticinque letti. Ci sono i bagni, il riscaldamento e tutti i servizi”.
Nelle prime sere, hanno avuto accesso alla struttura una ventina di persone. L’ingresso è previsto dalle 20 alle 21. 30, mentre al mattino l’uscita, dopo la colazione, è prevista verso le 8. Le associazioni assicurano il servizio di accoglienza serale e la presenza mattutina per le colazioni, oltre che la vigilanza notturna per la quale è stata fondamentale l’esperienza degli operatori della parrocchia di Santa Maria sul Sile. I senza dimora possono accedere al servizio dell’ambulatorio di prossimità dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, alla Madonnina, coordinati dal dottor Loris Confortin (accesso diretto, gratuito e anonimo) dalle ore 14.30 alle 17. L’accesso all’ambulatorio di prossimità è necessario per accedere al dormitorio e per valutare le condizioni di salute delle persone. Nelle prime serate, per agevolare la procedura, tre mediche sono state a disposizione durante l’accesso al dormitorio. La struttura funziona grazie alla generosità dei volontari, che ricevono adeguata formazione prima dell’inizio del servizio, mentre le spese sono sostenute dalle associazioni, attraverso una raccolta fondi lanciata da Auser. Eventuali donazioni possono essere effettuate a Auser cittadini del mondo odv, Iban IT32A0306909606100000180864, causale: Raccolta fondi - emergenza freddo Treviso. Per mettersi a disposizione come volontari, invece, è possibile contattare Auser cittadini del mondo, Albertina Piccolo, e-mail: Cittadinidelmondoauser@gmail.com oppure, Lucia Nicolao, volontaria dormitorio Oblati, e-mail: lucynicolao@gmail.com.
Le altre attività solidali della parrocchia
La parrocchia di Monigo e i suoi parrocchiani non sono nuovi alla solidarietà. In circa otto anni, da quando è partita, la scuola di italiano per stranieri gestita da Momi, associazione migranti Monigo, nata dall’incontro con l’allora direttore di Caritas, don Davide Schiavon, ha accolto più di duecento persone, molte delle quali, poi, grazie alle capacità comunicative acquisite, sono riuscite a trovare lavoro. Inoltre, attraverso i corridoi umanitari gestiti dalla comunità di Sant’Egidio, in un appartamento della parrocchia è stata ospitata una famiglia congolese con mamma e tre figli, di cinque, sette e diciannove anni. Oggi la mamma e la figlia più grande hanno trovato lavoro e una casa in affitto, e, dunque, ora, Monigo ospita una mamma con due bambine, una che va al nido e una in seconda elementare, provenienti dallo Sri Lanka. “Sono esperienze che stanno unendo tante persone - conclude don Giuseppe -, l’importante è cominciare, poiché se nessuno si assume la responsabilità di fare, non si farà mai nulla, possiamo guardare le cose con ottimismo grazie a volontari seri e preparati”. (pagina a cura di Manuela Mazzariol)



