Mauro Corona è noto al pubblico anche per la sua partecipazione, in qualità di opinionista e tuttologo,...
Asolo riscopre l’erbario di Pio Bolzon. In mostra un patrimonio di grande valore
Dagli archivi storici comunali di Asolo riemerge un patrimonio di straordinario valore scientifico e culturale, un erbario che restituisce alla comunità asolana e al mondo della ricerca una pagina importante della storia botanica locale e nazionale. Si tratta dell’erbario di Pio Bolzon, celebre botanico nato ad Asolo il 20 luglio 1867 - figlio di Antonio e della nobile Chiara Fietta - e figura di riferimento per gli studi floristici tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Studente alla Facoltà di Scienze dell’Università di Padova, dopo due anni Bolzon proseguì il proprio percorso accademico all’Università di Bologna dove si laureò nel 1889.
Nel tempo ha lasciato un’eredità scientifica immensa che oggi torna alla luce grazie alla riscoperta del suo erbario, rinvenuto all’interno del Museo Civico in un cofanetto avvolto da giornali dell’epoca, ulteriore testimonianza di una storia che attraversa il tempo e giunge fino ai giorni nostri. Un ritrovamento che rappresenta una risorsa fondamentale per la conoscenza e lo studio della biodiversità del territorio asolano e pedemontano e per la valorizzazione di una figura centrale della cultura scientifica locale. E a questo patrimonio il Comune di Asolo dedicherà una mostra che sarà inaugurata il 14 febbraio al Museo Civico, un progetto espositivo che approfondirà la figura di Pio Bolzon e il valore del suo lavoro restituendo al pubblico un tassello prezioso della memoria e dell’identità della città.
D’altronde, per gran parte della sua vita Bolzon fu insegnante di scienze naturali e chimica nelle scuole superiori, affiancando all’attività didattica una costante passione per lo studio delle piante, con una breve parentesi tra il 1896 e il 1897 come assistente presso l’Orto Botanico di Padova. Proprio la professione di docente lo portò a vivere in diversi luoghi d’Italia, territori che divennero per lui occasione di ricerca floristica, con raccolte, osservazioni e studi confluiti in numerosi opuscoli e contributi pubblicati nei bollettini della Società Botanica Italiana, spesso dedicati alla segnalazione di nuove specie e di endemismi locali. Un legame speciale rimase però sempre quello con Asolo alla quale Bolzon dedicò un’attenzione particolare, erborizzando sistematicamente le specie dei Colli asolani, del Monte Grappa e della vicina pianura ogni volta che vi faceva ritorno prima di morire proprio ad Asolo il 13 gennaio 1940.
«La riscoperta dell’erbario di Pio Bolzon – sottolinea l’assessora comunale alla Cultura, Beatrice Bonsembiante – rappresenta un momento di grande valore per Asolo, perché ci permette di rileggere la nostra storia attraverso uno sguardo scientifico e profondamente legato al territorio. È un patrimonio che parla di biodiversità, di conoscenza e di identità locale che torna oggi a disposizione della comunità e degli studiosi. Da qui nasce la volontà di accompagnare questo ritrovamento con un progetto culturale capace di restituirne il significato e di renderlo accessibile, anche in chiave educativa, a cittadini e visitatori».



