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Resana: c'è bufera sulla ciclabile del Musonello
Il Consiglio comunale di Resana, nell’ambito del progetto “Adotta un fiume”, il 31 marzo 2016 ha deliberato il ripristino della pista ciclopedonale del Musonello. L’iniziativa, tuttavia, si scontra con il disaccordo degli abitanti della strada comunale del Musonello, i quali propongono di spostare la pista a fianco della strada Castellana.
Sin dall’inizio della bella stagione sono molti coloro che, unendo l’utile al dilettevole, percorrono chilometri lungo le piste ciclabili del territorio, immerse nel paesaggio veneto.
In linea con questa salutare abitudine, e accogliendo la proposta di ben nove associazioni ambientaliste, degli abitanti di via Piagnon, alta Castellana e di diversi cittadini, il Consiglio comunale di Resana, nell’ambito del progetto “Adotta un fiume”, il 31 marzo 2016 ha deliberato il ripristino della pista ciclopedonale del Musonello, che collega il centro di Resana con il Molino Zatta, le sorgenti del Dese e via Piagnon. Venti minuti a piedi, sei o sette il bici, in mezzo al verde, tra le acque del Dese e del Musonello, in una posizione lontana dallo smog e dal pericolo delle auto che sfrecciano in Castellana, ma non troppo isolata da quest’ultima.
L’iniziativa, tuttavia, si scontra con il disaccordo degli abitanti della strada comunale del Musonello, i quali propongono di spostare la pista a fianco della strada Castellana per farla congiungere con la pista pedonale del Gallo.
Durante l’incontro dell’Amministrazione Comunale con i cittadini, avvenuto il 15 luglio presso la Biblioteca comunale di Resana e organizzato dal signor Felice Campagnaro, zelante promotore della pista ciclabile sul Musonello, è intervenuto l’architetto Enzo Bergamin, che ha spiegato la situazione nel dettaglio. La pista, nella parte centrale, è facilmente recuperabile poiché le aree del demanio non sono usucapibili. A Nord c’è un tratto di percorso che pare sia stato acquistato da parte di privati dal demanio. Questi cittadini, sul piano teorico, avrebbero tutto il diritto a mantenere la proprietà a meno che un’iniziativa pubblica intenda avvalersi della legge sull’esproprio. A Sud, invece, poco prima della rotonda del Gallo, c’è un tratto di questa potenziale pista ciclabile che è stato occupato da privati, con alcune costruzioni.
Una questione annosa, dunque: nonostante alcuni dei residenti nelle terre in oggetto si siano dimostrati favorevoli al primo progetto, altri rimangono contrari e sostengono la sua variante. Eppure i costi sono sensibilmente diversi: circa 150 mila euro per la pista sul Musonello; 1 milione 35 mila euro per quella sulla Castellana. Rimane, tuttavia, una certezza: il Comune, pur trovandosi in mezzo ai due fuochi, non può permettersi la seconda opzione.



