Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
II Domenica di Quaresima: La cura che porta anche noi sul monte
In questa seconda domenica di Quaresima la liturgia ci propone il brano della Trasfigurazione, tratto dal capitolo 17 del Vangelo di Matteo. La Quaresima ci sorprende! Siamo soliti considerarla un tempo penitenziale, caratterizzato da sacrifici e rinunce, come domenica scorsa, in cui abbiamo contemplato Gesù messo alla prova nel deserto; oggi, invece, il nostro cammino continua con un brano ricco di luce e di speranza.
L’evangelista inizia la narrazione con un’indicazione temporale: “Sei giorni dopo”. Cos’era avvenuto in precedenza? La Trasfigurazione si colloca dopo alcuni fatti, che provocano nei discepoli dubbi e tensioni. A Cesarea di Filippo, Pietro, sotto l’azione dello Spirito Santo, proclama, per la prima volta, che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Di lì a poco, però, di fronte alle parole di Gesù, che annuncia la sua passione, morte e risurrezione, Pietro si oppone, rifiuta la logica di Dio e resta ancorato alla sua idea di Messia potente e valoroso. È per questo che Gesù arriva a chiamarlo “satana”, colui che divide, e prosegue affermando in modo chiaro: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Il clima non è dei più semplici ed ecco che, dopo questi fatti, Gesù decide di prendere con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e di condurli “in disparte su un alto monte”.
Nell’Antico Testamento il monte è il luogo dove Dio si rivela nella verità della sua gloria ai profeti e ai patriarchi; e anche qui, nella Trasfigurazione, si compie qualcosa di straordinario: Gesù si fa conoscere dal punto di vista divino, con il volto che brilla come il sole e le vesti che diventano candide come la luce.
La logica è chiara: il Padre vuole mostrare che la passione a cui il Figlio sta andando incontro non è l’ultima parola, ma un passaggio che apre alla gloria. Il volto trasfigurato di Gesù è un’immagine da conservare e custodire nel viaggio verso Gerusalemme, come segno di speranza e di fiducia; è un’immagine preziosa da serbare per il giorno più buio, quando essi vedranno quel volto sfigurato dalla crocifissione.
La scelta di Gesù di portare con sé i tre discepoli sul monte e donare loro questa visione, è un gesto di grande comprensione e cura. Anche oggi, Dio continua ad agire così con ciascuno di noi.
Egli sa che la nostra fede è debole, ha bisogno di essere sostenuta e, come è avvenuto per Pietro, Giacomo e Giovanni, ci dona momenti di ristoro, nei quali poter riconoscere che Lui è presente e all’opera nella nostra vita. Si tratta di esperienze semplici, quotidiane, nelle quali poter esclamare: “Signore, è bello per noi essere qui!”.
Forse, anche noi, come i discepoli, portiamo nel cuore fatiche, sofferenze, dubbi... Alla luce di questa Parola chiediamoci quali siano i sentimenti e le situazioni che hanno bisogno di essere illuminati dalla luce di Dio e affidiamoli a Lui. Saliamo con fiducia al monte dove il Signore vuole condurci, per accogliere la verità profonda della sua gloria, capace di illuminare la nostra quotidianità. Nella seconda lettera a Timoteo, S. Paolo scrive: “Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita”!
Come potrà questa luce illuminare il nostro cammino e quello di chi ci sta accanto? La risposta ci viene offerta dalla voce che si ode dalla nube: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”.
Come Gesù ha nutrito la sua relazione con il Padre attraverso l’ascolto della Parola, così siamo chiamati a fare anche noi; in essa troviamo un luogo di incontro e intimità con il Signore, che ci consente di attraversare la vita in modo fecondo. L’ascolto della Parola di Dio ci porta a scoprire la Sua presenza nei fatti della vita e del mondo. Salire sul monte, dietro a Gesù, significa anche conoscerlo per abitare la Sua Parola e imparare ad amare come Lui ha amato. Così scrive san Charles De Foucauld meditando questo brano: “Ascoltiamolo... Obbediamogli: ci parla con la sua bocca; adempiamo i suoi più piccoli pareri, i suoi più piccoli consigli, conformiamoci con tutto il nostro cuore a tutte le sue parole...”.
Continuiamo con fiducia il nostro cammino quaresimale, confortati da questo spiraglio di luce che è anticipo dello splendore pasquale. (Discepole del Vangelo - Riese Pio X)



