Scuola e violenza
Sul piano educativo ci si trova, spesso, disarmati perché se la violenza minorile sta...
Il Collegio dei Docenti dell’Istituto Duca degli Abruzzi di Treviso esprime, in un comunicato, “profonda preoccupazione per il moltiplicarsi dei conflitti armati e delle violazioni del diritto internazionale. Consapevole che la scuola è il luogo privilegiato per la costruzione di una coscienza critica e civile, il Collegio dichiara il proprio impegno educativo e civile in quattro punti fondamentali”.
Il primo unto, è il ripudio della guerra: “Riaffermiamo il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie, in piena coerenza con l’articolo 11 della Costituzione italiana”. Quindi, la centralità del Diritto: “Sosteniamo il primato della Carta delle Nazioni Unite. Crediamo che solo il rispetto delle regole condivise e degli organismi multilaterali possa garantire una convivenza pacifica e duratura tra le nazioni. Sosteniamo il Diritto internazionale umanitario, la protezione dei civili e dei più vulnerabili in ogni contesto, esigendo che le norme dei trattati internazionali siano applicate senza eccezioni”. In terzo luogo, la scuola come presidio di legalità: “Ci impegniamo a trasmettere alle studentesse e agli studenti il valore della legalità, non come mero rispetto di norme imposte, ma come tutela della dignità umana e dei diritti inalienabili di ogni individuo”. Infine, l’educazione alla pace: “La nostra azione didattica sarà volta a promuovere il dialogo, l’ascolto e la negoziazione come uniche vie percorribili per la gestione dei conflitti, ripudiando ogni forma di prevaricazione”.
Conclude il comunicato: “Questo Collegio dei Docenti si è sempre impegnato e si impegnerà per favorire percorsi di approfondimento e momenti di riflessione che aiutino gli studenti e le studentesse a comprendere la complessità degli scenari geopolitici attuali, sempre guidati dai valori della solidarietà, della giustizia sociale e della pace. Il mondo della scuola non può tacere. Attraverso l’educazione e la cultura dobbiamo scongiurare un mondo senza legge, dominato dalla violenza e dal militarismo, dalle guerre e dalla corsa al riarmo, dall’ingiustizia, dalla politica di potenza. Il mondo della scuola non può rimanere silente di fronte alla violenza e all’ingiustizia, ma ha la possibilità, attraverso l’educazione e la cultura, di favorire la nascita di un contesto di pace e di rispetto reciproco”.