Scuola e violenza
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Sono 10 candeline quest’anno per “Robe da mati”, il festival ideato e promosso dalla cooperativa sociale Sol.Co. fondato su teatro, arte, cultura e partecipazione. Due gli appuntamenti a giugno più la preview, rivolta soprattutto ai giovani, di questa nuova edizione dal titolo “Matto a chi?”. In arrivo dopo l’estate anche eventi “off” nei quartieri.
La psichiatria al centro
La cooperativa Sol.Co. continua con entusiasmo ed energia a richiamare l’attenzione sul tema della salute mentale. Cooperativa sociale di tipo B nata nel 1992 con sede alle porte di Treviso, quest’anno a marzo ha aperto un nuovo reparto di confezionamento di secondo livello “perché più attività abbiamo, più possiamo rispondere alle esigenze del territorio e delle tante persone che hanno bisogno”, ha spiegato la sua presidente, Luciana Cremonese. Un impegno che non si “limita” alla componente lavorativa, fondamentale per dare scopo, dignità e ruolo sociale anche alla persona con disabilità cognitive, ma che si rivolge anche al grande pubblico, per veicolare il messaggio che la malattia mentale non dev’essere né un tabù né uno stigma. Un’opinione condivisa dalle cooperative sociali del Consorzio Intesa, che attraverso il suo presidente, Marco Tortolì, commenta: “Dobbiamo creare cultura, far passare il messaggio che la psichiatria non va chiusa in un cassetto, deve diventare motivo per un nuovo stile di vita”.
Gli appuntamenti
La decima edizione si è aperta venerdì 15 maggio con “È quasi Robe da mati”, l’ormai tradizionale anteprima ospitata nella sede di Sol.Co., pensata come momento di condivisione aperto a tutti. Il programma proseguirà il 5 e 26 giugno all’auditorium Santa Caterina con due appuntamenti di grande rilievo: un monologo intenso e ironico di Roberto Mercadini “Felicità for dummies - Felicità per negati”, e il reading della scrittrice e performer nota per il suo sguardo satirico Arianna Porcelli Safonov, “Sembrava tanto una brava persona”, tratto dal libro “Storie di matti” di Fazi Editore. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito, senza necessità di prenotazione.
Eventi “off”
Il festival quest’anno non si fermerà qui. L’anteprima si svolge tradizionalmente a maggio per ricordare l’anniversario della legge Basaglia, mentre a giugno si festeggia il compleanno di Sol.Co., ma arriva già una promessa per dopo l’estate: eventi “off” del festival che si svolgeranno non più nel centro della città ma fuori nei quartieri. Spiega Nicolò Martin, da quest’anno direttore artistico del festival: “Credo che oggi Robe da Mati possa definirsi a tutti gli effetti un festival pop, nel senso più alto del termine: aperto, accessibile, trasversale e capace di parlare a pubblici diversi, senza rinunciare alla qualità culturale. La sfida già da quest’anno sarà renderlo sempre più diffuso e presente nella vita della città, portandolo anche nei quartieri e costruendo un percorso culturale che non si esaurisca nella primavera. Perché la salute mentale non può essere un tema da affrontare in momenti isolati”.
La rete
Robe da mati 2026 è organizzato dalla cooperativa Sol.Co. con il contributo istituzionale e organizzativo del Comune di Treviso. L’iniziativa si avvale, inoltre, del patrocinio della Provincia di Treviso, della Regione del Veneto, dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, di Confindustria Veneto Est, della Camera di Commercio di Treviso-Belluno-Dolomiti, di Confcooperative Belluno e Treviso, Csv Belluno Treviso e Centro della famiglia. Sponsor del festival sono Labomar, Bigaran, consorzio Intesa Cca, Colfert, Banca Cmb e Contarina spa, insieme a Carat servizi, Vettorello, Sumus, Service Vending e Pizzolato.