Scuola e violenza
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Arriva il Giro d’Italia numero 109: il Triveneto in festa. La terza settimana del Giro giunge nelle nostre zone che sono l’ultimo atto di una corsa rosa che in queste due settimane iniziali ha rispettato le attese di spettacolo, proponendo anche personaggi alla ribalta. A dire il vero, per quanto concerne gli italiani siamo ai minimi storici, sia come partecipanti che come vittorie, ma si sa che la corsa rosa, in questi ultimi anni, si è internazionalizzata parecchio. Anche con la partenza, visto che quest’anno il Giro ha preso avvio dalla Bulgaria con tre interessanti tappe, prima di ripartire poi dalla Calabria per risalire lo stivale fino al Nord.
In questi giorni la maglia rosa è stata indossata da qualche personaggio nuovo, come il portoghese Alfonso Eulàlio, ma il simbolo del primato è passato anche per un giorno sulle spalle dell’italiano Giulio Ciccone, mentre Davide Ballerini ha vinto una tappa.
Nelle prime tappe ci sono state anche parecchie defezioni a causa delle cadute, dovute all’asfalto reso viscido dalla pioggia.
Gli sportivi triveneti potranno ammirare il Giro dal vivo, a partire da giovedì 28 maggio, con la 18ª tappa Fai della Paganella-Pieve di Soligo di 171 km, con 2.050 metri di dislivello. La carovana farà sosta a Valdobbiadene alle 14.35 e poi alle 15.30 altra sosta a Ca’ del Poggio, il luogo iconico con la salita omonima particolarmente amato e percorso anche dai cicloamatori; intorno alle 17 è previsto l’arrivo, verosimilmente in volata, a Pieve di Soligo.
Il giorno dopo, venerdì 29 maggio, la carovana si sposterà a Feltre per la partenza della 19ª tappa, Feltre-Alleghe (Piani di Pezzè) di 151 chilometri e 5 mila metri di dislivello. Il tappone prevede il passaggio per il passo Duran, quindi il Palafavera e la Forcella Staulanza (metri 1.766) quindi il mitico passo Giau (metri 2.223) e, infine, il passo Falzarego (metri 2.105), l’arrivo ad Alleghe, ai Piani di Pezzè a 1.456 metri.
Dopo il tappone dolomitico, i corridori si sposteranno in Friuli, a Gemona, per onorare anche l’anniversario dei 50 anni dal terremoto del 1976. La tappa è la numero 20, Gemona-Piancavallo di 200 chilometri e 3.750 metri di dislivello. La tappa prevede l’ascesa del temutissimo Piancavallo con pendenze anche del 14%, che, dopo tre settimane di corsa, sicuramente si sentirà nelle gambe dei ciclisti rimasti in gara. Quindi, l’arrivo a Piancavallo dopo 14 km di salita anche qui con pendenze del 14%, a 1.290 metri di quota.
Infine, domenica 31 maggio trasferimento a Roma per la tappa finale con circuito in centro città, quando oramai la maglia rosa sarà già stata assegnata. Insomma, 21 tappe totali e 3.466 chilometri di questa 109 edizione sconfinata come da tradizione, non solo in Bulgaria per la partenza, ma anche in Svizzera (martedì 26), da Bellinzona a Carì di 113 km.
Una corsa sino ad ora entusiasmante con il favorito Jonas Vingegaard sempre più vicino e convinto a essere lui il successore di Simon Yates, l’ultimo vincitore del Giro d’Italia. Per gli italiani c’è da attendere ancora.