Mauro Corona è noto al pubblico anche per la sua partecipazione, in qualità di opinionista e tuttologo,...
Aspettando l'Adunata: oltre 600 alpini al bosco delle Penne mozze
Accorato il discorso del presidente nazionale dell’Ana Sebastiano Favero che ha riportato l’attenzione ai valori alpini, in un periodo di crisi, violenze, paura. “Il nostro auspicio e impegno va all’unità e alla pace, senza cui non si può guardare al futuro con speranza”.
Oltre 600 alpini hanno partecipato sabato scorso alla cerimonia natalizia nel Bosco delle Penne Mozze, a Cison di Valmarino. Un appuntamento tradizionale, giunto alla 21
Emozionante l’immagine del Bosco al tramonto con le 2403 stele dedicate ai soldati trevigiani caduti e centinaia di alpini schierati.
Accorato il discorso del presidente nazionale dell’ANA Sebastiano Favero che ha riportato l’attenzione ai valori alpini, in un periodo di crisi, violenze, paura. “Il nostro auspicio e impegno va all’unità e alla pace, senza cui non si può guardare al futuro con speranza”.
Alla pace facevano riferimento i brani sulla prima Guerra Mondiale letti durante la cerimonia coordinata da Roldano De Biasi, vicepresidente Sezione ANA Vittorio Veneto: tutte lettere dal fronte nella quali non si parlava di morte e immani sofferenze, che pure ci sono state, ma di racconti sulle tregue di Natale accese come lumi lungo le linee del fronte in tutta Europa, Italia compresa.
La lettura è stata arricchita dal canti del Coro Col di Lana diretto dalla maestra Sabrina Carraro e dalle preghiere del diacono Gino Poletto. Suggestiva la benedizione dello spadino di Giacomo Lucheschi, originario di Colle Umberto e allievo della Scuola Militare Teuliè di Milano.
Infine l’accensione del ceppo natalizio il cui scopo in questi tempi bui è: “illuminare le nostre case ma anche il nostro cuore”.



