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Azzardo, un pericolo per la famiglia. Esperti a convegno
Nella sala consiliare del Palazzo dei Trecento alle ore 17, venerdì 28 ottobre, si terrà il convegno “Quando il gioco non è più gioco”, promosso dal Centro della Famiglia di Treviso. Con relatori di grande livello.
C’è un nemico invisibile e silenzioso che minaccia la stabilità della famiglia. E’ un tarlo che di nascosto rode le anime, e provoca danni finanziari sia dove c’è tanto danaro sia dove ce n’è poco. E’ una dipendenza senza sostanza, ma ugualmente distruttiva e alimentata dallo Stato. Si tratta del “disturbo da gioco d’azzardo”. Apparentemente è un gioco. In realtà può diventare una dipendenza. E quando scoppia, a farne le spese siamo tutti, familiari, società e anche casse dello Stato. Perché se guadagna con il gioco d’azzardo, lo Stato spende per curarne i disturbi. E se lo Stato stenta ancora a muoversi, tocca alla società civile organizzarsi attorno ai valori fondamentali della persona e della famiglia.
Tra questi soggetti il Centro della famiglia di via San Nicolò di Treviso, che ha promosso per il 28 e il 29 ottobre, insieme con l’Ordine degli psicologi del Veneto e l’Azienda Ulss 9 di Treviso, “Quando il gioco non è più un gioco”, un ciclo di appuntamenti per sensibilizzare sul tema della ludopatia. “Il fenomeno ha grandi numeri anche dalle nostre parti - dice Walter Colesso, psicologo, psicoterapeuta del Centro della famiglia - ed è necessario unire le forze e adottare metodo e strategia in una rete integrata per aiutare le famiglie e le persone in difficoltà. Il primo intervento viene prestato dal Servizio ambulatoriale dipendenze (SerD) che si prende cura della persona nella fase intesa della dipendenza da gioco, poi devono entrare in campo le associazioni di volontariato per abbracciare l’intera area delle relazioni del malato, con conoscenza scientifica e con solidarietà: attorno alla persona disturbata c’è infatti una moglie (o un marito) e ci sono dei figli. Una volta stabilizzato, infatti, il disturbo può scatenarsi di nuovo se non contrastato coi valori della famiglia”.
Nella mattinata e nella serata di venerdì 28 viene offerto lo spettacolo di teatro civile “Gran Casinò”, storie di chi gioca sulla pelle degli altri, con la regia di Gilberto Colla: alle 11 all’auditorium del Collegio Pio X per gli studenti delle scuole che hanno aderito all’iniziativa e, sempre nello stesso luogo, in serata alle ore 21 per il pubblico.
Nella sala consiliare del Palazzo dei Trecento alle ore 17, venerdì 28, il convegno “Quando il gioco non è più gioco” che sarà aperto da una relazione di Leopoldo Grosso, psicoterapeuta e vicepresidente del Gruppo Abele, cui seguirà una tavola rotonda con gli interventi di Pierpaolo Baretta, sottosegretario al Ministero economia e finanze con delega ai giochi, Manuela Lanzarin, assessore ai Servizi sociali della Regione Veneto, Francesco Benazzi, direttore generale dell’Azienda Ulss 9 Treviso, Gigi De Palo presidente del Forum nazionale delle famiglie, Alberto Franceschini di Volontarinsieme Treviso e Gabriele Mandolesi, coordinatore nazionale Slot Mob. Moderatore dei lavori è Adriano Bordignon responsabile della Fondazione Centro della famiglia. “Siamo felici della partecipazione dell’on. Baretta - dice Bordignon - per poter discutere sui numeri e in maniera costruttiva. Risulta infatti dalla Relazione 2015 del Parlamento che il numero dei giocatori d’azzardo problematici varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione, ossia tra 780 mila e 2,3 milioni di italiani adulti. I giocatori d’azzardo patologici, ossia i malati con dipendenza incontrollabile, sono dallo 0,5% al 2,2%, ossia da 300 mila a 1,3 milioni. Includendo i familiari si raggiunge il 10% della popolazione, circa 6 milioni di italiani. Ecco perché ogni soggetto pubblico o privato del volontario deve accettare di avere un ruolo di aiuto e di contrasto”.
Sono numeri enormi, certificati dalla Relazione del Parlamento. Il gioco ha trasformato un paese di risparmiatori e di giocatori moderati in un popolo di giocatori d’azzardo. Prima le donne non giocavano, oggi giocano quasi quanto gli uomini. Alle slot machine non ci sono solo i giovani, ma anche i pensionati. Un giro di affari imponente: il 10% dei consumi è generato da questa economia, un mercato protetto, alimentato dalla concorrenza sleale dello Stato, che ne detiene il monopolio e che tuttavia a regime guadagna meno di quanto spende. “Sappiamo che una nuova legge sul gioco è allo studio e se ne occupa proprio il sottosegretario Baretta”, ha detto Bordignon, “ma la frittata ormai è fatta e dobbiamo andare in soccorso alle centinaia di famiglie colpite. Il SerD di Treviso, per esempio, ha rilevato 9 casi nel 2009 e 183 casi nel 2014”.
La due-giorni comprende anche attività per gli operatori, un convegno sabato mattina e una giornata di aggiornamento. Tra gli ospiti anche il prof. Miguel Garrido Fernandez, psicologo, psicoterapeuta e docente all’università spagnola di Siviglia, esperto e promotore di un modello di trattamento di famiglie di giocatori d’azzardo.



