mercoledì, 04 febbraio 2026
Meteo - Tutiempo.net

Lavori in via di estinzione: ci salveranno gli anziani?

Molti impieghi scompariranno nel giro di qualche anno, a causa dell'automazione di alcuni processi, dell’impatto delle moderne tecnologie e della continua innovazione. In salita sono tutti i lavori legati alla cura della persona, dall'infanzia alla terza età.

Lo aveva detto a Treviso lo scorso ottobre Enrico Letta, professore a Parigi a Sciences-Po, lo ha ribadito qualche settimana fa il filosofo ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari: non ci sono posti di lavoro per tutti, molti sono in via di estinzione e in futuro non ne nasceranno di nuovi. Ecco perché, tra le proposte del Movimento 5 Stelle, quella da considerare, secondo entrambi gli esponenti con passato politico, è il reddito di cittadinanza. Come declinarlo e con che copertura economica è un problema tutto da risolvere.
Quella dei lavori in via di estinzione è una preoccupazione che ci riguarda da vicino: secondo studi provenienti dall’«avanguardia» americana tra i primi dieci a scomparire entro il 2020 (a essere benevoli... 2025) a causa dell’impatto delle moderne tecnologie e della continua innovazione c’è il giornalista. Ma anche l’assicuratore, il bancario puro e semplice, l’agente di viaggio, il fotografo, l’addetto al centralino, il postino (poche lettere vengono imbucate e già ora quelle poche faticano a giungere a destinazione), il lettore di contatori... Ancora braccia verranno “rubate” all’agricoltura grazie all’automazione di molti lavori, più o meno pesanti. Ma se sei un esperto di orti verticali, come quelli visti in molti padiglioni all’Expo di Milano, hai il futuro assicurato.
Quello che sembra chiaro è che la tecnologia taglia quella che è l’intermediazione tra chi usufruisce del servizio e il servizio stesso: l’assicurazione posso comprarla online, tante operazioni bancarie some ormai home banking, le foto, scattate col cellulare, posso svilupparle in casa se sono ancora amante del cartaceo, le e-mail hanno sostituito le lettere e le cartoline non si inviano più.
Non è una novità l’estinzione di impieghi. L’automatizzazione dei lavori, fin dalla rivoluzione industriale, ha sempre voluto dire un cambio di professionalità richieste. Solo che ora non ci si riferisce più a impieghi in stabilimenti industriali, ma anche a lavori mediamente intellettuali e, finora, pagati bene.
Dove rivolgere, allora, la propria intelligenza per sperare di avere un impiego nei prossimi anni? In lavori che hanno bisogno di originalità, che non può essere sostituita da un collegamento internet, in tutti i lavori che hanno a che fare con il benessere della persona e con le mutate esigenze date dalla longevità, ma anche nelle professionalità legate alla continua innovazione da ricercarsi nel campo dell’ingegneria (non tanto all’edilizia...): automative, alimentare, tessile, e-commerce, sviluppatore di software, analista di sistemi informatici.
Quello degli anziani e delle loro esigenze è un mondo ancora tutto da sviluppare e che offrirà sempre più posti di lavoro. Terapisti, logopedisti, audiologi, accompagnatori e organizzatori del tempo libero...
Allora è meglio prepararsi e ribaltare il modo di dire comune: non è vero che i bambini sono il nostro futuro, sono gli anziani ad essere il futuro dei giovani d’oggi. Almeno quello lavorativo.

L'AGENTE DI VIAGGI: IL FAI DA TE E' PREROGATIVA SOLO DEI GIOVANI

“Non è una bella prospettiva”. Sorride Giuliano Cazzaro, titolare dell’agenzia di viaggi Hirondelle di Treviso, pensando che nelle previsioni il lavoro di agente di viaggio scomparirà nel giro di 5/10 anni.
Sorride perché non è convinto che sia così: “Queste previsioni c’erano negli Stati Uniti già anni fa. E invece già lì sono aumentate le persone che per i loro viaggi si affidano ad una agenzia. Certo, c’è spazio solo per chi ha molta preparazione e specializzazione“. Le agenzie erano 12.500 in Italia prima della crisi, ora sono 8.500: si prevede che si posizioneranno sul numero di 6.000.
Che non saranno pure e semplici agenzie di viaggio: “Non possiamo certo aspettare in ufficio che ci arrivino i clienti, dobbiamo andare a cercarli noi”. Come ha fatto Hirondelle in questi anni, variando l’offerta e comprendendo prima che fossero espressi, i desideri dei clienti viaggiatori. “La nostra clientela si concentra in una fascia medio alta di età, il giovane attento solo al prezzo, che viaggia con lo zaino, già prima non si affidava a noi”. Il “fai da te” nel mondo dei viaggi è prerogativa soprattutto della meglio gioventù, quella che smanetta in internet cercando l’offerta buona per partire. “Noi abbiamo dimostrato ai nostri clienti, con il sistema di confronto dei prezzi, che non è vero che con l’agenzia il viaggio viene a costare di più”. Hirondelle, in ogni caso, per stare sul mercato ha diversificato le proprie offerte e ampliato il raggio di clientela: è diventata tour operator, vendendo i propri viaggi, ha puntato sull’incentive, i viaggi organizzati dalle aziende per i propri clienti, sulla biglietteria e l’organizzazione dei viaggi di lavoro per le aziende (non sempre si può demandare alla segretaria), sul supporto logistico ai tour di cantanti...
E poi offrendo un servizio qualificato per il turista che non vuole intoppi in vacanza. Quindi assistenza specializzata in loco nei vari paesi, una guida a disposizione per tutto il tempo, personale che parli l’italiano e che sia preparato a dare ogni tipo di informazione e a risolvere problemi, dai più grandi a quelle piccole grane che possono rovinare le ferie. Spaziando in questi settori, Hirondelle non ha conosciuto la crisi, crisi di clientela e crisi dovuta all’apertura delle agenzie in franchising: “Anzi, in questi due anni siamo cresciuti, come le dicevo, andando a cercare i clienti fuori dalla piazza di Treviso, da Roma a Milano”.

LAVANDERIA: LA PRFESSIONALITA' NON SI SOSTIUISCE CON UN GETTONE

Le catene di lavanderie self-service non hanno “rubato” il lavoro alle professioniste come Marilena Manente, da 35 anni nel settore, ora aiutata dalla figlia: “Ma se non ci fosse stata lei a continuare il lavoro avrei già smesso”. Più che altro i clienti, che tentano di fare da soli, lavando e asciugando a casa o nel più capiente self-service, poi vanno a cercare di rimediare agli errori da chi questo lavoro sa farlo e si aggiorna in continuazione: “Può sembare strano, ma anche noi per stare sul mercato dobbiamo aggiornarci. Anche se non è facile trovare il tempo e spesso non si raggiungono i numeri per dar vita ai corsi. Fibre sempre nuove, confezioni fatte all’estero in modo diverso, tinture, attenzione all’impatto ambientale e clientela sempre più esigente”. Fino a tre anni fa madre e figlia avevano un negozio a testa, ora, complice anche la crisi economica, hanno riunito le forze aprendone uno nuovo in strada Sant’Angelo, nella prima periferia trevigiana.
Gli affari vanno bene, il lavasciuga a gettoni aperto a un chilometro non preoccupa Marilena, e altri servizi come il suo sono nel quartiere, ma, afferma convinta, quando sarà rientrata dell’investimento fatto per aprire il negozio, si godrà la pensione. La professione è in buone mani, quelle della figlia.

SEGUICI
EDITORIALI
archivio notizie
13/11/2025

La settimana scorsa abbiamo pubblicato una presentazione della lettera apostolica di papa Leone sull’educazione:...

30/10/2025

Il Governo Netanyahu

In questo, il Governo di Benjamin Netanyahu, tenuto sotto scacco dalla destra estrema,...

TREVISO
il territorio