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DIRETTA REFERENDUM. Il No quasi al 54%. In Veneto quasi il 60% vota Sì, ma Nordio è sconfitto nella sua città, a Treviso. Zuppi: “Prevalga il dialogo”

Il risultato di circa 56 mila sezioni (più del 90 per cento) accredita il No del 53,86%, quasi 8 punti percentuali sopra il Sì. Già superata la soglia, assolutamente imprevedibile, di 13 milioni di voti. Il Sì nettamente in testa nel nostro territorio, ma il No vince a Treviso, la città del ministro della Giustizia Nordio, e, ancora, a Mogliano Veneto, Spinea e Mirano
23/03/2026

18.07. “Tenendo sempre conto l’equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che tutti devono preservare, ci auguriamo che sia scelta la via di un dialogo responsabile e costruttivo tra le forze sociali e culturali e le diverse parti politiche, nella ricerca dell’indispensabile consenso possibile attorno a soluzioni di bene”. E’ l’auspicio espresso dal card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, sul referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia, mentre stanno arrivando i risultati. “Su questo avremo modo di elaborare una riflessione più attenta”, ha annunciato il cardinale al termine della sua introduzione al Consiglio permanente, in corso a Roma fino al 25 marzo. Sul referendum, Zuppi ha sottolineato “l’attenzione rivolta a questo appuntamento nonostante le pericolose polarizzazioni che non hanno aiutato a comprendere la materia di fondo e quella opinabile”. Un dato confortante, per il presidente della Cei, è inoltre la partecipazione: “questa sta al cuore della nostra Costituzione e, pur tra le differenze, permette a tutti e a ciascuno di esprimersi al meglio”. “Il dibattito che ha preceduto il referendum e i dati di affluenza confermano l’importanza di ragionare sull’esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, che soffre per molte difficoltà”, ha concluso il cardinale.

18.05. “Abbiamo vinto. C’è una maggioranza del Pese che ha fermato una riforma sbagliata, resa ancora più bella dal fatto che eravamo dati spacciati solo qualche mese fa. I giovani per il 71% hanno votato no. Nonostante sia stato impedito ai fuori sede di votare. Il nostro impegno quando andremo al governo dí correggere questa stortura. A tutti dico restate mobilitati per costruire un’alternativa”. Lo dice la segretaria Pd, Elly Schlein nel corso di una conferenza stampa nella sede del partito a Roma.

17.41. “Le ragioni del No hanno prevalso a livello nazionale proprio perché la maggioranza degli Italiani ha capito che la conferma della “riforma” Nordio avrebbe riportato indietro le lancette della Storia, a epoche in cui chi governava il Paese era in grado di controllare e indirizzare l’operato della magistratura. E dell’affermazione del No è stato vittima, in particolare, proprio il ministro della Giustizia Nordio che ha registrato la sconfitta referendaria anche a Treviso, la sua città, in cui il No ha prevalso sul Sì con 21.147 contro 20.936. La partecipazione popolare non fa sconti neppure ai ministri”. Lo afferma il trevigiano Gigi Calesso, di Coalizione civica per Treviso

17.35. “Oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini. Questo risultato tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Abbiamo contribuito a preservare l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione. I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia. Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione. La relazione con la società civile ha arricchito la magistratura e sapremo trovare gli strumenti perché questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese. Abbiamo assistito a una mobilitazione importante, che nasce dal confronto con la società civile e che si è tradotta in una partecipazione democratica al voto che restituisce un senso di appartenenza alle istituzioni repubblicane che è il modo migliore per festeggiare gli 80 anni del suffragio universale”. Lo afferma la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati in una nota.

17.22. Il Sì vince in modo netto in provincia di Treviso, più di misura nelle province di Padova e Venezia. Nella Marca, il Sì è al 60,84%, quando manca una manciata di sezioni. Il No, però, vince nel capoluogo, la città del ministro Carlo Nordio, di strettissima misura, per circa 300 voti (50,39%), e pure a Mogliano Veneto. Nel Veneziano, il Sì è al 53,67%, ma perde nel capoluogo, dove il No è sopra il 55 per cento, e anche a Mirano e Spinea. In provincia di Padova, il Sì è al 55,46%, ma perde nettamente nel capoluogo.

17.10. Lo scrutinio procede abbastanza rapidamente, e si attende tra non molto il risultato definitivo, che cambierà, al massimo, di qualche decimale. Il risultato di circa 56 mila sezioni (più del 90 per cento) accredita il No del 53,86%, quasi 8 punti percentuali sopra il Sì. Già superata la soglia, assolutamente imprevedibile, di 13 milioni di voti. Il No vince in 17 Regioni su 20: il record in Campania (oltre il 66%), risultati significativi, oltre il 60 per cento, anche in Sicilia e in Basilicata, nette vittorie anche in Toscana ed Emilia Romagna. Il Sì si impone solo in Lombardia, Veneto e Friuli. In Veneto, il Sì è circa al 58%.

17.05. “Chi vince le elezioni non ha un potere costituente, non si può cercare di dividere il Paese con la Costituzione, spero che ora si trovi la strada dell’unità del Paese”. Così Rosy Bindi del Comitato Società civile per il no, in conferenza stampa al Centro Frentani.

17.04. “Questa è una importante vittoria per il campo progressista. Dobbiamo fare un percorso importante, dobbiamo consentire ai cittadini di poter contribuire a un progetto di governo per il paese. Per la leadership apriamo alla prospettiva delle primarie. Non possiamo soffocare questa voglia di partecipazione dei cittadini”. Tra brevissimo partiranno 100 spazi aperti per la democrazia per scrivere insieme il nuovo programma di governo”. Lo dice il leader m5s, Giuseppe Conte nel corso di una conferenza stampa nella sede del Movimento a via di Campo Marzio a Roma

17.02. “Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social commenta la vittoria del No al referendum. “La sovranità appartiene al popolo, e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il Governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo, e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini. E i cittadini hanno deciso, e noi come sempre rispettiamo la loro decisione”.

16.44. Secondo una stima di Youtrend, il No vince in 14 regioni. Le 3 regioni in cui trionfa sicuramente il Sì sono Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto. In Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Umbria e Valle d’Aosta l’esito è invece incerto al momento.

16.30. In Veneto è stata del 63,47% (quando mancano solo due sezioni da scrutinare) l’affluenza al referendum sulla riforma della giustizia. Il record a livello di territorio va alla provincia di Padova con una affluenza alle urne (100% delle sezioni scrutinate) del 65,93%. Quanto allo spoglio, con 2.827 sezioni scrutinate su 4.729, il ‘sì’ era al 57,84% e il ‘no’ al 42,16%.

16.11. La seconda proiezione realizzata dal consorzio Opinio Italia per la Rai con copertura del campione pari al 37%, il no è avanti con il 53,9 mentre il sì è al 46,1.

16.05. L’instant poll Youtrend per Sky TG24 mostra che, tra chi ha votato Sì, le ragioni di merito dominano in modo netto. Il primo fattore citato è il sostegno alla separazione delle carriere nella magistratura (59%), seguita dal sostegno alla divisione del CSM in due rami (35%) e all’istituzione di un’Alta Corte disciplinare (34%). Il sorteggio dei componenti del CSM raccoglie il 30%. Segnali di carattere più politico - il desiderio generico di modificare la Costituzione (24%) e il voto di sostegno al Governo Meloni (18%) - si collocano in coda alla classifica.Il quadro è più netto per il fronte del No. La motivazione principale è il desiderio di non modificare la Costituzione (61%), segnale di un orientamento conservativo-istituzionale più che di opposizione politica contingente. Al secondo posto si colloca il desiderio di contrastare il sorteggio dei componenti del CSM (39%). La componente esplicitamente politica - dare un voto di opposizione al Governo Meloni - si attesta al 31%, terzo posto, subito davanti alla contrarietà alla divisione del CSM (27%) e all’Alta Corte disciplinare (17%). Quasi irrilevante la quota di chi ha seguito le indicazioni di partito (7%) o si è opposto alla separazione delle carriere per sé (4%).Complessivamente, il 69% degli elettori dichiara che sulla propria decisione di voto ha pesato di più “il giudizio nel merito della riforma”, contro il 28% che ha agito principalmente con la volontà di dare un segnale politico. Il 3% non sa. La componente di voto politico è tuttavia più marcata tra chi ha votato No: il 34% degli elettori del No riconosce di aver voluto dare un segnale politico, contro il 21% degli elettori del Sì.In caso di vittoria del No - che boccerebbe la riforma proposta dall’esecutivo - il 54% degli italiani ritiene che Giorgia Meloni dovrebbe continuare a guidare il governo. Solo il 26% chiede le dimissioni (il 20% non si esprime).La frattura politica è marcata: l’87% degli elettori del Sì ritiene che Meloni debba restare (solo il 7% vorrebbe le dimissioni), mentre tra gli elettori del No la quota scende al 37% - con il 47% favorevole alle dimissioni.Prima del voto, gli italiani erano spaccati sulle previsioni di esito: il 32% si aspettava la vittoria del Sì, il 30% quella del No, e ben il 38% non sapeva pronunciarsi. Come atteso, gli ottimisti del Sì sono soprattutto gli elettori del Sì stresso (66%), mentre il 57% degli elettori del No pronosticava la vittoria del proprio campo. (agenzia Dire)

15.51. I dati in arrivo sono tutti coincidenti, e sembrano prefigurare una vittoria del No superiore alle previsioni e più netta anche rispetto agli Exit poll. La prima proiezione Opinio Rai delinea una vittoria del No 53% contro 47. Lo scrutinio del Viminale è giunto quasi a un quarto, e il Sì è al 54,38%. In Veneto il Sì è circa al 58%, e in provincia di Treviso al 61%. Nel capoluogo, Treviso, è in testa di misura il No. La vittoria del No è costruita sui risultati del Centro, e, più ancora del Sud, e comunque delle grandi città.

15.31. In arrivo i primi dati reali, ancora molto parziali. Quando sono state superate le 2000 sezioni su oltre 61 mila (in pratica, il 3 per cento dello scrutinio), il No è al 53 per cento. Il risultato è capovolto in Veneto, con il Sì al 60%, mentre in provincia di Treviso il Sì è, al momento, sopra al 62%. Decisivo sarebbe il voto del Sud (in Campania i No superano il 70 per cento, ad esempio.

15.19. Affluiscono, intanto, i dati dell’affluenza, destinata a sfiorare, se non a superare, il 59% su base nazionale. Attualmente, con circa 50 mila sezioni su 61.533, sia al 58,78%. Il Veneto al 63% circa, così come la provincia di Treviso, mentre in provincia di Padova si arriva a circa il 66 per cento.

15.01. Il No è in vantaggio sul Sì al referendum costituzionale, secondo gli Exit poll, ma l’alta percentuale di votanti e la differenza abbastanza lieve suggerisce di attendere. Secondo gli exit poll Opinio/Rai, Swg/La7 e Tecnè/Mediaset, la “forchetta” è la medesima. Il Sì è stimato tra il 47 e il 51 per cento, il No tra il 49 e il 53. Se si guarda al dato “mediano” la tendenza è 51 a 49 per cento per il No. Un quarto exit poll, YouTrend/Sky Tg24, accredita al No un ulteriore mezzo punto, ma non esclude un ribaltamento, con una forchetta che va dal 49,5 al 53,5%, mentre il Sì sarebbe tra il 46,5 e il 50,5%.

11.00. Partecipazione ben oltre le previsioni nella prima giornata del referendum confermativo sulla riforma costituzionale che riguarda l’ordinamento giudiziario. Il dato dell’affluenza nazionale si è attestato al 46,07 per cento degli aventi diritto, prefigurando un’affluenza complessiva ben sopra il 50 per cento. In Veneto la partecipazione ha registrato una percentuale del 50,55 per cento. Si tratta della quarta regione per affluenza, dietro a Emilia Romagna, Toscana e Lombardia. In generale, dunque, la partecipazione è trainata dalle regioni del Nord e del Centro, mentre è molto più bassa al sud. Per quanto riguarda le province del nostro territorio, a Padova si è recato alle urne il 52,65 per cento degli elettori, seguita da Treviso con il 50,18 per cento e da Venezia, con il 49,69 per cento. Il “podio” della partecipazione spetta a Casier (56,81%), Casale sul Sile e Mogliano (entrambe al 53,97%). Subito dietro Mirano (53,96%) e Paese (53,86%).

I seggi saranno aperti fino alle ore 15. Quindi, il via allo scrutinio.

8.00. Seggi aperti, domenica 22 e lunedì 23 marzo, in tutta Italia, per il referendum confermativo sulla legge di riforma costituzionale che riguarda l’ordinamento giudiziario.

Domenica 22 si vota dalle 7 alle 23, lunedì 23 dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi e, trattandosi di un voto secco, è prevedibile che le operazioni si svolgano con rapidità.

Il referendum confermativo di una riforma istituzionale è uno strumento ben diverso rispetto al referendum abrogativo di una legge. Nel caso del referendum confermativo, la sua validità non è legata al numero di cittadini che vanno a votare. Non è, insomma, necessario raggiungere un quorum, e la votazione sarà valida con qualunque percentuale di persone che si recheranno ai seggi.

“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?»”. Questo il testo, riformulato dalla Cassazione, che votanti troveranno sulla scheda, di colore verde. Chi è d’accordo con la conferma della riforma, vota Sì; al contrario, chi vota No boccia la scelta del Parlamento.

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