Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Forum internazionale Greenaccord, il card. Stella: “Nessuno è scartato dalla costruzione della nostra casa comune”
Continua il XVII international forum for information on the safeguard of nature, il XVII Forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura che si sta svolgendo a Treviso, promosso dall’associazione Greenaccord, in collaborazione con La Camera di commercio Treviso – Belluno Dolomiti. Un evento che, fino a sabato 21 marzo, riunisce un centinaio di giornalisti da tutto il mondo e che gode di numerosi patrocini, tra cui quello della Diocesi di Treviso
Nella giornata di oggi, la terza e penultima della kermesse, si è parlato di nuovi temi profondi come l’effetto dei cambiamenti climatici sulla psiche e la cosiddetta ecoansia, fino alle tecniche curative della medicina cinese e le foreste come modello per un’economia integrale.
Nel pomeriggio è intervenuto il vescovo Michele Tomasi, che contestualmente al suo saluto, nel quale ha parlato dell’ecologia integrale come “altro nome della Sapienza”, ha condiviso un messaggio da parte di papa Leone XIV.
Tra i relatori anche il cardinale Beniamino Stella, originario di Pieve di Soligo, membro della fondazione vaticana Giovanni Paolo I, che ha approfondito il tema della creazione a 800 anni dal Cantico delle creature, sottolineando come nel santo di Assisi si manifesti una sequela Christi che si fa incessabile ricerca della pace. Per il cardinale, questo forum riassume il carattere di una soglia, non solo come occasione di scambio e confronto ma anche come luogo di discernimento e di azione nei confronti della nostra casa comune e depredata dall’agire umano. “Nessuno è escluso dalla speranza, nessuno è estraneo dalla responsabilità, nessuno è scartato dalla costruzione della nostra casa comune” ha detto Stella, “l’anniversario del Cantico delle Creature è un’occasione propizia per ritrovare un logos, una parola capace di generare inclusione e comunione; ci consegna parole umane che danno vita a una postura spirituale e intellettuale in cui l’umano si colloca come custode. La tutela della natura domanda, se vuole essere più di un adempimento tecnico, una cultura che restituisca dignità al limite, un limite che non è impoverimento ma condizione dell’armonia. Non basta fare di più, occorre fare meglio, non solo innovare ma orientare, non gestire l’emergenza ma prevenire. Il Cantico invita la politica a impegnarsi in modo poliedrico nella co-costruzione della casa comune”.



