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Festa del Battesimo di Gesù: Il Figlio amato, volto di Dio

Questa domenica chiude il tempo di Natale e ci apre al Tempo ordinario

La celebrazione di questa domenica conclude il tempo di Natale e ci accompagna verso il Tempo ordinario. È un racconto di “passaggio”, una soglia tra due tempi diversi della vita liturgica e della vita stessa di Gesù.

Varcare una soglia, che spesso è una porta o un portale, è un passaggio importante, lo abbiamo appena sperimentato con l’anno giubilare. Questo richiede anche di darsi il tempo per contemplare e rileggere ciò che si è vissuto e per aprirsi all’accoglienza di ciò a cui si va incontro.

Contempliamo alcune scelte dei protagonisti del brano del Vangelo, perché ci accompagnino a varcare la soglia, verso il Tempo ordinario.

Innanzitutto guardiamo all’altro protagonista di questo episodio, oltre a Gesù: Giovanni Battista. Già da tempo sta battezzando e proponendo al popolo di Israele di convertirsi per accogliere il Messia. In quel momento la sua fama è molto diffusa e in tanti vengono al Giordano a farsi battezzare. Quando arriva Gesù per farsi battezzare, il Battista non capisce: se davanti a sé ha il Messia atteso, quello a cui lui stesso “non è degno di portare i sandali”, perché Gesù si umilia, si abbassa così tanto, fino a stare in fila con i peccatori? La richiesta di Gesù sembra proprio un’inversione di ruoli incomprensibile.

Eppure, il Dio che si è fatto uomo, che si è fatto bambino a Natale, ha già “invertito i ruoli”, ha cercato di scardinare la nostra idea di un Dio lontano da noi e dalla nostra vita concreta.

La scelta di Gesù di andare a farsi battezzare da Giovanni è la dichiarazione di Dio di voler scendere fino in fondo alla condizione umana, nel punto più basso, fino al peccato. Dio desidera entrare in ogni parte della nostra storia

La scelta di Gesù di andare a farsi battezzare è la dichiarazione di Dio di voler scendere fino in fondo alla condizione umana, nel punto più basso, fino al peccato. Dio desidera entrare in ogni parte della nostra storia, essere il Dio-con-noi, non tanto quando siamo bravi e capaci, ma soprattutto quando siamo poveri, fragili, peccatori. Charles de Foucauld è stato sempre molto colpito da questa scelta di Dio e spesso nelle sue meditazioni ritorna su questa convinzione: “Gesù, quando si è fatto uomo, ha preso l’ultimo posto, che nessuno gli potrà togliere”.

Questa conversione di sguardo su Dio non è così semplice. Anche Giovanni Battista, infatti, era convinto che il Messia avrebbe agito in un modo completamente diverso. Giovanni, però, ci testimonia sempre l’umiltà, cioè la continua disponibilità a rimettersi in discussione, a tirarsi da parte, per “lasciar fare” a Gesù.

L’ultimo protagonista del Vangelo di oggi è Dio stesso, che finora era rimasto in silenzio: “Ed ecco...”. Queste due brevi parole sono usate dall’evangelista per richiamare l’attenzione di chi ascolta: Dio sta irrompendo nella storia, si sta rivelando attraverso Gesù e le sue scelte. Il modo di agire di Gesù è proprio il volto che Dio vuole mostrare al mondo: questo è proprio il suo Figlio, l’Amato, in cui ha posto il suo compiacimento, è il Suo volto per eccellenza.

La festa del Battesimo di Gesù ci apra al Tempo ordinario, alla vita di tutti i giorni, con questa prospettiva da “figli del Dio-con-noi”: accogliere e donare la sua misericordia, senza temere di lasciarlo entrare in ogni angolo della vita umana, nelle gioie, nelle sofferenze, nelle difficoltà e nelle scelte quotidiane, per essere immagine del suo volto, figli amati. (Discepole del Vangelo - Castelfranco Veneto)

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