mercoledì, 04 marzo 2026
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Inaugurato il nuovo Istituto penale minorile a Rovigo

In un mese il trasferimento da Treviso

Mattinata fredda a Rovigo, quella dello scorso 8 gennaio, per l’inaugurazione del nuovo carcere minorile, realizzato in via Verdi nell’area dove in passato sorgeva il carcere principale della città, chiuso da circa dieci anni. Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e politiche, tra cui il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin, il neo governatore del Veneto Alberto Stefani e il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia. Il carcere è intitolato ad Antonio Vivaldi, che ha creduto nella cultura come riscatto.

Nel suo intervento, il sottosegretario Ostellari ha sottolineato l’importanza dell’apertura del nuovo Istituto penale minorile di Rovigo, che si inserisce in un più ampio piano nazionale dopo le recenti inaugurazioni di strutture analoghe a L’Aquila e Lecce. Ostellari ha anche risposto alle critiche emerse nei mesi scorsi riguardo ai ritardi e alle difficoltà organizzative, chiarendo che l’apertura ufficiale e operativa dell’istituto avverrà tra circa un mese, quando i giovani detenuti attualmente ospitati nel carcere minorile di Treviso verranno trasferiti a Rovigo insieme al personale della polizia penitenziaria.

A seguire è intervenuto il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, già governatore del Veneto, che ha evidenziato come la nuova struttura rappresenti una risposta concreta alla situazione “ormai degenerata” del carcere minorile di Treviso, sottolineando la necessità di spazi adeguati e moderni. Zaia ha definito quello di Rovigo come il miglior istituto attualmente disponibile, soffermandosi anche sul tema della criminalità giovanile in alcune città venete e richiamando l’attenzione sul fenomeno delle cosiddette “baby gang”. Secondo Zaia, il Parlamento dovrebbe intervenire con strumenti efficaci per evitare che i giovani “per bene” vengano condizionati da contesti di degrado.

La sindaca Valeria Cittadin ha invece posto l’accento sulla funzione rieducativa della struttura, auspicando che il nuovo carcere minorile non sia soltanto un luogo di detenzione, ma anche un ambiente capace di accompagnare i ragazzi in un percorso di recupero e reinserimento nella società. Cittadin ha inoltre evidenziato l’impatto positivo che l’istituto potrà avere sull’economia cittadina, grazie all’arrivo di nuovo personale che sceglierà Rovigo come luogo di vita e lavoro.

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