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Milano-Cortina, Bosio (Coni Veneto): “Saranno un successo”
Ne è passato di tempo da quel lontano 1956, quando andarono in scena i Giochi invernali ospitati a Cortina d’Ampezzo. Un periodo storico in cui lo spirito olimpico — inteso come senso di fratellanza — era più evidente di adesso. Parole di Dino Ponchio, presidente del Coni Veneto, che attende con entusiasmo e grandi aspettative per gli atleti azzurri l’avvio ufficiale delle gare.
Lo sguardo è proiettato a ciò che accadrà nelle settimane a venire, ma un tuffo nel passato, quando a Cortina si tennero le prime Olimpiadi invernali italiane, è comunque inevitabile. «Giochi olimpici di un altro secolo — osserva Ponchio —. La tecnologia, nel tempo, ha fatto passi da gigante anche nello sport: basti pensare al materiale degli sci. Uno sviluppo che ha portato ad alzare il livello delle prestazioni. Rispetto a una volta, ora tutto è più veloce».
Ma a essere mutato negli anni è anche un altro aspetto. «Specie le Olimpiadi invernali rappresentavano un grande momento d’incontro fra persone e popoli, in cui c’erano “anche” le gare. In un certo senso, oggi, abbiamo a che fare con un “altro sport”, dove lo spirito olimpico aleggia ancora, ma insieme a molto business». Il riferimento è agli sponsor degli sportivi che, fornendo risorse, richiedono una certa visibilità. «Ora gli atleti sono molto concentrati sulle gare e su se stessi: sanno di avere l’onere e l’onore di rappresentare l’Italia. Nel villaggio olimpico si vive bene, l’atmosfera è sempre indescrivibile; tuttavia le pressioni, anche mediatiche, sono talmente forti che gli atleti, forse, non hanno il tempo di vivere serenamente, nel pieno spirito dell’Olimpiade, quei giorni. Una cosa, questa, che tende ad avvenire solo nel post-gara, quando si torna a una certa normalità».
Sono 196 gli atleti italiani che prenderanno parte ai Giochi di Milano-Cortina 2026, di cui 16 veneti. «Il mio slogan è: “Sarà un successo”. A livello tecnico-organizzativo, logistico e agonistico. Anche il presidente nazionale del Coni, Giovanni Malagò, ha detto che quest’anno puntiamo a una medaglia in più rispetto all’ultima edizione. I veneti convocati ci sono e siamo convinti che andremo bene. Storicamente abbiamo avuto risultati importanti nelle discipline del ghiaccio e anche nella discesa maschile e femminile abbiamo qualche rappresentante. Poi è chiaro, puntiamo pure sugli atleti delle altre regioni», commenta Ponchio, convinto di come le Olimpiadi faranno da volano prezioso, portando tanti giovani veneti ad avvicinarsi al mondo dello sport.
«I risultati dei nostri grandi atleti saranno la fiaccola che farà ardere nelle ragazze e nei ragazzi la voglia di cimentarsi in qualche disciplina, alimentando la base della piramide. Ci saranno gare che andranno bene, altre male, ma in ogni caso avremo a che fare con un investimento sul sociale e sulla “cultura” della pratica motoria, con una voglia di fare attività sportiva ancora più alta. Insomma, un investimento per la società tutta, poiché sappiamo quanto lo sport contribuisca a formare i buoni cittadini di domani».
I numeri parlano da sé. Le due Federazioni dedicate alle specialità su ghiaccio e sci, in Veneto, hanno raggiunto un numero di tesserati elevato, superiore agli anni pre-pandemici. Dai Giochi di Milano-Cortina, secondo il presidente, erediteremo anche una serie di migliorie in termini di viabilità, infrastrutture e impianti: dalle gallerie a Tai e Valle di Cadore, lungo la sempre trafficatissima statale Alemagna, alla nuova pista da bob, «che sono sicuro funzionerà meglio di quella di Torino 2006. È vero, è costata molto, ma diventerà il centro mondiale del bob, dunque non sarà riservata a pochi».
Ponchio ha accennato anche alle polemiche connesse all’abbattimento di oltre 800 alberi per realizzarla, ricordando come il ministro Matteo Salvini abbia recentemente precisato che, tra quelli nuovi già messi a dimora e quelli che saranno ripiantumati, si arriverà a 10.000. E le polemiche hanno riguardato, almeno in parte, anche la scelta dei tedofori. «I grandi campioni meritano di portare la fiamma olimpica, certo; ma se si fossero fatti sentire prima, invece che dopo, forse sarebbero stati ascoltati. Senza contare che era stato messo a disposizione un link proprio per chiedere di far parte dei tedofori. Anche le loro Federazioni, forse, avrebbero potuto segnalarli».
Poi un accenno alla vicenda della squadra del curling, con il responsabile azzurro della disciplina, Marco Mariani (veneziano di nascita), che ha scelto di convocare la figlia Rebecca, di 19 anni, al posto della veterana Angela Romei. «Chi è chiamato a decidere porta avanti le sue scelte. Nella vita ho fatto il commissario tecnico della nazionale di atletica: ho preso anche decisioni che hanno lasciato l’amaro in bocca, ma bisogna pur sempre prenderle. Sono sicuro che quelle relative al curling siano state fatte con coscienza e criteri oggettivi. Alla fine, comunque, a parlare davvero saranno i risultati».



