Italia

"Lo 'spettacolo' di conflittualità tra scienziati, comunicatori, istituzioni e politici ha indebolito la credibilità delle misure, ha insinuato il dubbio che ci siano interessi nascosti e reso discutibile il messaggio di allarme": parte da qui l'analisi del sociologo Maurizio Fiasco per comprendere le manifestazioni e gli scontri che stanno percorrendo tutta l'Italia in questi giorni, come risposta alle nuove misure anti contagio adottate a livello nazionale e regionale.

Come annunciato, sospese le attività di palestre e piscine e stop a teatri e cinema. Bar, ristoranti, pub, pasticcerie gelaterie dovranno chiudere alle 18 (e al tavolo ci si potrà sedere al massimo in quattro a meno che non si tratti di conviventi) ma, contrariamente alla bozza che circolava ieri, potranno restare aperti la domenica. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti ed è sempre consentita fino alle 24 la ristorazione con consegna a domicilio e da asporto.

Non è una corsa ma l'attesa cresce insieme alle speranze. A dicembre, secondo il premier Giuseppe Conte potrebbero arrivare le prime dosi del vaccino Oxford-Irbm Pomezia-Astrazeneca. L'annuncio ha risollevato la fiducia di molti. "È una buona notizia – afferma Francesco Vaia, epidemiologo e direttore sanitario dell'istituto Lazzaro Spallanzani di Roma - perché la battaglia contro il virus si può combattere o con l'immunità di gregge, per la quale siamo lontani, o con il vaccino".

Presentato in conferenza stampa nella serata di domenica 18 ottobre dal Presidente del Consiglio il nuovo Dpcm con le misure di contenimento contro il contagio da coronavirus. Conte: "Misure per evitare un lockdown generalizzato"

Il direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Università di Padova ha spiegato, durante la lectio magistralis che ha inaugurato martedì 13 ottobre gli incontri dell’Università Popolare dell’Età libera dell’Asolano per il 2020-2021, il successo del Veneto nel controllare la prima fase della pandemia da Covid. Crisanti ha insistito sulla scarsità di tamponi. “La Cina ogni giorno effettua undici milioni di tamponi. Noi, pur facendone molti, per il 30 per cento li concentriamo nelle strutture ospedaliere, tra operati e ammalati e, mano a mano che i contagi aumentano, i tamponi si concentrano sempre più nel sanitario”.

"Un buon compromesso tra sicurezza e necessità di non gravare troppo sulle strutture economiche del paese”. Così l'infettivologo dell'Università Cattolica definisce il nuovo Dpcm con le misure di contenimento dell'epidemia, in vigore da domani al 13 novembre. "Una stretta necessaria" perché "il virus non è mai scomparso". Bene anche le nuove indicazioni del ministero della Salute su isolamento e quarantena. Dall'esperto l'invito a scaricare la App di tracciamento Immuni.

Il nuovo provvedimento varato dal Consiglio dei ministri si occupa prevalentemente del fenomeno migratorio ma contiene anche altre norme in tema di prevenzione e di sicurezza. Il decreto, attraverso il riconoscimento di una “protezione speciale”, ripristina per i migranti un meccanismo analogo alla protezione umanitaria che era stata ridotta a pochissimi casi, con gli esiti che si possono immaginare.

“Lontani dall’essere nostalgici, lamentosi o ripiegati su improbabili scorciatoie, sentiamo la responsabilità di affrontare strade nuove, lungo le quali ridisegnare il volto della nostra presenza ecclesiale”. Aprendo i lavori del Consiglio permanente della Cei, il card. Bassetti si è soffermato sulla necessità di “camminare insieme” in stile sinodale, per affrontare la pandemia in corso partendo dalla consapevolezza che “nulla sarà come prima” e che la “Chiesa ospedale da campo” auspicata da Papa Francesco non è una formula.

Medico, scrittore, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane dal 1998 al 2006, era nato a Roma il 3 giugno 1928. Era erede di una stirpe gloriosa di studiosi e rabbini italiani, nipote di Dante Lattes e discendente di Samuel David Luzzatto (Shadal).

Prima in Italia, l’Università di Padova sta per avviare una sperimentazione su vasta scala che, per la diagnosi sul Covid-19, utilizza il test salivare al posto del tampone orofaringeo. Interesserà inizialmente i circa ottomila dipendenti tra docenti e amministrativi e, nell’intento dei responsabili dell’Ateneo, partirà prima del ritorno delle lezioni in presenza. La prospettiva è quella dell'auto-screening di massa.

“Tutti sapevano, ma non si è riuscito a percepire quel che stava per succedere. In un piccolo centro dove tutti sanno davvero tutto, la cosa sconvolgente è che nessuno è riuscito a intervenire. Stiamo costruendo una società estremamente individualista”. Lo dice al Sir Tonino Cantelmi, psichiatra, professore di Cyberpsicologia all’Università europea di Roma e presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici (Aippc), commentando la morte del giovane Willy Monteiro, sabato notte a Colleferro (Rm).

Le parrocchie erano state incluse tra i possibili beneficiari delle detrazioni del 110% per le ristrutturazioni. Ora non compaiono più nei decreti attuativi del Decreto Rilancio. Solo il Parlamento può trovare una soluzione

“Storico giorno, per Genova, per la Liguria e per l’Italia intera”, ieri, lunedì 3 agosto, “per l’inaugurazione del Ponte ‘Genova- San Giorgio’ al termine di soli 15 mesi di lavoro”. Lo sottolinea una nota dell’arcidiocesi di Genova, che evidenzia come “la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’evento abbia significato il plauso dell’intero Paese per quanto è stato compiuto”.

“Il Governo, qualora venisse confermata qui alla Camera, si atterrà” alla “indicazione temporale” relativa alla risoluzione approvata ieri al Senato che “propone il 15 ottobre” come data per la proroga dello stato di emergenza. Lo ha affermato nell’aula della Camera, mercoledì scorso, il presidente Giuseppe Conte, presidente del Consiglio.

Non mancano situazioni preoccupanti, come quelle emerse a Treviso martedì 28 luglio. I casi riguardano, rispettivamente, alcuni ospiti dell’ex caserma Serena, un’infermiera dell’unità operativa di Malattie infettive del Ca’ Foncello (risultata positiva nell’ambito dei controlli effettuati a seguito della positività di un suo contatto stretto, sintomatico) e un operatore di un centro disabili.

In tutto sono 16 i nuovi positivi nella notte (4 a Padova, 3 a Venezia e 2 a Treviso). Il numero totale degli attuali contagiati in Veneto è di 685 (22 a Padova, 94 a Venezia e 90 a Treviso). Semrpe nella notte, zero decessi e un ricoverato in meno in area non critica. In tutta la regione ci sono 2 ricoverati in terapia intensiva e 30 in area non critica (3 al ca' Foncello).

I positivi nella regione sono risaliti a 643. Tra questi, 200 in provincia di Padova, 87 nella Marca trevigiana, 83 in provincia di Venezia. Ben 2.180 sono le persone in isolamento domiciliare in tutto il Veneto, anche se solo 25 con sintomatologia. 35 i ricoverati in area non critica (di cui 3 al Ca’ Foncello di Treviso), 2 in terapia intensiva. Nel mese di luglio, i positivi sono saliti di oltre 200 unità. Nella maggioranza dei casi i contagi sono partiti da persone che erano state all'estero.

Il provvedimento viene da lontano. Il Forum delle associazioni familiari si batte per l’assegno unico da anni, con una tenacia che non è mai venuta meno di fronte ai continui rinvii e alle promesse non mantenute. Adesso la misura viene a inserirsi nella strategia complessiva che il Governo ha recentemente elaborato nel cosiddetto Family Act, di cui l’assegno rappresenta uno dei pilastri principali.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, riferendo in Parlamento ha ricordato le misure principali che restano in vigore. Tra queste ha sottolineato l'obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi; il rispetto del distanziamento e il divieto di assembramenti; le sanzioni penali per chi vìola l'obbligo di quarantena; l'obbligo di rispettare il protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro.

«Il problema – spiega il presidente del Veneto, Luca Zaia – è che, dal 1° luglio a oggi, abbiamo avuto 28 nuovi casi di positività, 15 dei quali legati a cittadini stranieri tornati in Veneto dall’estero o a italiani tornati a casa dopo un viaggio all’estero. Non possiamo permetterci, dopo quattro mesi di sacrifici e con una situazione tutto sommato tranquilla, di tornare ad avere l’epidemia perché la importiamo».

“A metà 2020 il quadro economico e sociale italiano si presenta eccezionalmente complesso e incerto. Al rallentamento congiunturale del 2019 si è sovrapposto l’impatto della crisi sanitaria e, nel primo trimestre, il Pil ha segnato un crollo congiunturale del 5,3%; i segnali più recenti includono: inflazione negativa, calo degli occupati, marcata diminuzione della forza lavoro e caduta del tasso di attività, una prima risalita dei climi di fiducia”. È la fotografia offerta oggi dal Rapporto annuale 2020, presentato oggi a Roma, a Montecitorio.

Sì a proseguire i tamponi, prudenza nei comportamenti – distanziamento fisico, lavaggio delle mani, mascherina -, meglio evitare ancora gli aerei e attenzione alla pulizia di ristoranti e alberghi. Immuni privilegia la privacy alla sicurezza. Le pandemie sono destinate ad essere un tratto della contemporaneità. Parla il consigliere del ministro della Salute che sottolinea l’urgenza di ripensare e rafforzare il sistema sanitario nazionale, “una tra le nostre risorse più preziose”.

“Continuiamo a fare il nostro lavoro come sempre. Chi aveva intenzione di intimidirci anche stavolta ha ottenuto l’effetto contrario. Io sono già in ottime mani da tempo e sono tranquillo”. A parlare è Nello Scavo, giornalista di Avvenire, autore di numerose inchieste sulle rotte dei migranti nel Mediterraneo per le quali è sotto scorta dal 18 ottobre scorso. Sabato 27 giugno ha ricevuto le ennesime minacce, stavolta via Twitter, dall’ex direttore dell’ufficio del primo ministro di Malta Neville Gafà.