Mondo

E’ il padre nobile del movimento democratico, il leader di una intera comunità civile. E’ un atto del tutto politico, dimostrativo, intimidatorio e anche disumano, vista l’età avanzata 

Cresce la paura dopo la serie di attentati nella regione moldava. Provocazioni e tentativi di coinvolgere la Moldova nell'azione di guerra: per questo alcuni abitanti della Transnistria hanno lasciato la regione filorussa

Intervista alla vice direttrice Unesco Stefania Giannini. Il 40% dei Paesi a reddito basso e medio-basso non è stato in grado di sostenere gli studenti svantaggiati quando le scuole erano chiuse

Testimonianza di un missionario dal Centro Don Bosco di Chisinau, dove vengono accolti numerosi profughi in fuga dalla guerra

La tragedia dell'Ucraina è sotto gli occhi di tutti. Ciò non accade per altre situazioni di crisi altrettanto gravi, di cui si parla pochissimo, dal Myanmar al Tigray

Quando le persone non hanno nulla da mangiare e rischiano di morire di fame, la guerra rivela di sé la sua parte più disumana. Dobbiamo allora aprire non soltanto i nostri cuori ma chiedere ai leader politici e a tutti coloro che hanno il potere di fare qualcosa, di consentire l’apertura di corridoi umanitari sicuri e l’accesso agli aiuti umanitari”. È l’appello del direttore di Caritas-Spes Ucraina, don Vyacheslav Grynevych.

Riflessioni e discussioni si susseguono nel mondo su quello che accade in Ucraina. E’ corretto parlare di genocidio, nel pieno della guerra, come ha detto più volte Biden nei giorni scorsi?

Domenica scorsa si sono tenute le elezioni nei due paesi con gli esiti che hanno confermato i sondaggi: da un lato la vittoria in Serbia di Aleksandar Vučić con il secondo mandato consecutivo, dall’altro la riconferma in Ungheria per il quarto mandato di Viktor Orbán. Questi risultati rappresentano più di un qualche segnale di gradimento nei confronti di Vladimir Putin, meno chiaro per le scelte politiche della Ue e sul ruolo della Nato nel conflitto ucraino.

60 mezzi, contenenti aiuti umanitari, sono giunti nella cittadina ucraina al confine con la Polonia e ne sono poi ripartiti portando via dalla guerra oltre 300 persone

Evidenti le analogie con la guerra in Ucraina e che alimentano la paura che la Bosnia, con tutte le sue tensioni e instabilità, possa diventare una nuova Ucraina. Due testimoni, il card. Puljic e mons. Tomo Knezevic ricordano i giorni dell'assedio

In un mese più di 10 milioni di persone sono state costrette a fuggire per salvarsi, lasciando le loro case e le loro proprietà. Oltre 6,5 milioni di persone sono sfollate all’interno dell’Ucraina e 3,7 milioni sono stati costretti ad abbandonare il paese. La maggior parte si sono rifugiati in Polonia; in Italia ne sono arrivati circa 70mila.

Intervista a Daniele Bombardi di Caritas italiana. L'operato in Ucraina e i fantasmi della guerra nei Balcani

Le decine di migliaia di profughi giunte anche a Rostov e nelle altre città vicine al confine ucraino. La propaganda di regime. Il consenso verso Putin ancora solido. Queste le informazioni che giungono dal Paese alla trevigiana Mirella Zanon, dell’associazione Papa Giovanni XXIII, che ha vissuto fino al 2019 ad Astrakhan, sul mar Caspio

In aumento le vittime civili del conflitto. Il Paese è al collasso: attualmente è in corso la più grave crisi umanitaria nel mondo

Yoon è un outsider e ha fatto dell’intransigenza e della controversia un marchio di fabbrica. L’anno scorso ha dato spazio all’idea che l’ex dittatore Chun Doo-hwan fosse stato anche un “bravo politico”. Ha, inoltre, cercato di ingraziarsi il movimento antifemminista con la proposta di abolire il ministero della Parità di genere

L'Urss si sciolse ufficialmente il 26 dicembre 1991. Era composta da quindici Repubbliche socialiste, la più grande delle quali era la Russia. Poi, un trentennio di guerre e tensioni. Fino all’odierno conflitto in Ucraina

Si è conclusa la presenza dei nostri missionari “fidei donum” a Manaus, iniziata nel 1996. Contemporaneamente, il Vescovo annuncia la prosecuzione dell’esperienza missionaria in Amazzonia, nella diocesi di Roraima, in collaborazione con le diocesi di Padova e Vicenza

Come risposta alle sanzioni europee all’intervento in Ucraina, Mosca vuole minare la solidità politica dell’Europa uscendo dal principale organismo politico continentale.

Parla il rettore della parrocchia di Nostra Signora di Czestochowa e offre una testimonianza choc: “In questo momento c'è una catastrofe. La città viene bombardata ogni giorno. Oggi un aereo russo ha sganciato una bomba sull'ospedale pediatrico. La zona dove si trova il nostro monastero è stata bombardata per 4 giorni senza sosta”. La città è circondata dai russi. Non consentono l'arrivo degli aiuti umanitari. A causa dei bombardamenti, non c'è acqua, luce o gas.

L'Ucraina chiede alla Corte internazionale di Giustizia un ordine di emergenza per fermare l'ostilità sul suo territorio, sostenendo che la Russia ha applicato falsamente la legge sul genocidio per giustificare la sua invasione.

Luciano Bozzo, professore di relazioni internazionali e studi strategici presso l’Università di Firenze, spiega le mosse compiute e i delicati equilibri che hanno portato al secondo tavolo di negoziato, con il risultato di una tregua per consentire dei corridoi umanitari. Dieci giorni prima dell’attacco all’Ucraina, il docente era fra i pochi a mettere nero su bianco prevedendo la mossa di Putin.

Oltre 100 anni fa nella stessa città il trattato che smantellò l'impero russo, 30 anni fa la fine dell’Urss e ora crocevia di pace tra Russia e Ucraina. Le azioni militari comunque continuano. La capitale Kiev continua a essere bersagliata dai razzi. Al centro della battaglia notturna anche la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa, nella città di Energodar.

Il Presidente ucraino è intervenuto on line alla sessione straordinaria del Parlamento europeo, raccogliendo il favore dell'emiciclo e di tutte le istituzioni comunitarie. Ha denunciato i barbari attacchi voluti da Putin, affermando la sofferenza del suo popolo e la lotta per la libertà. Una risoluzione dell'Assemblea si esprime per lo status di candidato dell'Ucraina alla "casa comune".