Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Lavoro: donne che non si arrendono
Quattro giovani donne disoccupate si raccontano, tra le difficoltà di trovare un lavoro e l'impegno ad aggiornarsi, ma anche la voglia di dedicarsi alla famiglia, al volontariato e a tante attività prima trascurate. E anche aprire un blog può aiutare ad orientarsi
L’8 marzo, festa della donna, diventa un momento importante per riflettere sulla condizione della donna anche alla luce della crisi economica che stiamo vivendo. Vogliamo raccontare alcune storie di donne che, sebbene attualmente disoccupate, hanno avviato progetti, attività, investito su se stesse per rendere questo tempo particolare un tempo utile e fruttuoso.
Francesca, grafica pubblicitaria e mamma
Francesca vive in provincia di Treviso, ha da poco superato i 40 anni ed è grafica pubblicitaria. E’ mamma di un bambino di 5 anni, disoccupata da gennaio, vive un momento molto particolare in quanto anche il marito ha perso il lavoro a dicembre.
“Ho frequentato il liceo artistico - racconta - e l’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Ho lavorato nel campo del restauro per poi passare alla grafica pubblicitaria”. In 14 anni ha collaborato con diverse agenzie di comunicazione.
“Lo scorso anno - continua - ho intrapreso, a mie spese, un corso professionale di web design, programmazione e web marketing per avere la possibilità di entrare in una struttura del mio settore. Ho dovuto spostarmi, in base al mercato ed alle esigenze dei clienti, nel web. Sono stata costretta, dopo 15 anni di lavoro, a rivedere la mia professione con tutte le insicurezze del caso: i giovani hanno più possibilità a livello contrattuale, mentre quelli della mia età sono tagliati fuori perché non ci sono più agevolazioni per assumerci”.
A metà marzo Francesca porterà a termine il corso di formazione ed affronterà un esame che potrebbe inserirla in una banca dati di professionisti a stretto contatto con aziende medio-grandi della nostra zona: “Il corso a cui ho partecipato è sovvenzionato dalla Regione del Veneto. Durante quest’anno abbiamo fatto una montagna di esercitazioni ed esami intermedi di verifica”. Francesca ha deciso, inoltre, di proporre al proprio Comune l’avvio di un’attività ludico-ricreativa per bambini: “Ho pensato ad un progetto per i ragazzini che abitano nel mio comune. Volevo lanciare un laboratorio di pittura in uno spazio pubblico, magari anche al sabato o la domenica. Dopo l’esame del corso mi proporrò”.
“Purtroppo - conclude - al momento nonostante tutti i curriculum che ho inoltrato non ho ricevuto alcuna risposta. Tuttavia bisogna cercare di essere sempre positivi perché se ci si piange addosso non si conclude nulla. Speriamo che chiusa una porta si apra un portone...”.
Margherita, già responsabile nel manufatturiero
Margherita ha 45 anni, due figli, vive a Treviso e lavorava in un’importante azienda del settore manufatturiero della provincia. In seguito all’implosione del mercato edile la sua azienda ha subito una forte battuta d’arresto che ha portato alla cassa integrazione dei lavoratori e, purtroppo, al fallimento. “Per 23 anni ho fatto parte dell’ufficio tecnico - spiega - e mi occupavo dei prodotti dalla loro creazione fino all’allestimento nei negozi, con altri colleghi. Io lavoravo part-time e nonostante l’azienda abbia fatto di tutto per salvarci siamo rimasti a casa in tanti. Nonostante l’azienda sia stata acquisita da un’altra realtà non tutti siamo stati reintegrati”.
Il primo periodo di disoccupazione è stato molto duro: “Ci si sente disorientati. Al di là della situazione economica ti trovi a dover riorganizzare tutta la tua vita dopo 23 anni di lavoro. Inizialmente ho fatto colloqui e girato per le agenzie interinali ma con due figli le aziende faticano ad assumerti. Tra l’altro, avendo una professionalità specifica è difficile proporsi. Oggi ci sono giovani molto preparati ed abili soprattutto col pc; io pur sapendolo usare ho solo la mia esperienza da vendere. Devo reinventarmi”.
Tuttavia Margherita non si è persa d’animo e ha deciso di coltivare i suoi interessi e di mettere a disposizione degli altri le sue abilità ed il suo tempo: “Amo dipingere, lavorare a maglia, so ricamare e così, con altre due amiche disoccupate, abbiamo deciso di frequentare un corso di patchwork. Oltre a noi si è aggiunta un’altra ragazza. Una volta la settimana ci troviamo a casa mia accompagnate da un’insegnante. Tra di noi si è creato un bel clima e ci scambiamo molti consigli: un’amica mi ha insegnato l’uncinetto e io ho insegnato a fare la pasta in casa. Infine, mi sono buttata nel volontariato in parrocchia: aiuto al Grest in estate e durante l’anno faccio catechismo”.
“Ho tanta voglia di fare - conclude Margherita - di approfondire le mie conoscenze. Vorrei tornare nel mondo del lavoro e fare qualcosa di bello. Il lavoro nobilita veramente l’uomo, e la donna! Speriamo che tra qualche tempo ci sia più offerta”.
Agata, una carriera nel turismo
Agata ha 38 anni, vive in provincia di Venezia, ha girato mezzo mondo ed ha una lunga carriera nel settore turistico alle spalle. Conosce tutti i segreti e le regole della gestione dei tour operator ed il suo ruolo è il “capo centro” nelle zone di villeggiatura. Da settembre 2013, dopo una stagione in Francia, è rientrata in Italia per fermarsi ma non ha ancora trovato lavoro. “Dopo la laurea in filosofia a Padova nel 2004 - spiega - ho frequentato un master in turismo a Ca’ Foscari. Ho fatto uno stage in un’emittente televisiva locale e per due anni ho collaborato con un quotidiano della zona; dopodiché ho risposto ad un annuncio per assistente turistico e sono stata scelta da Alpitour per fare la stagione estiva. Una volta conclusa sono stata richiamata anche per l’inverno e così, partendo da assistente sono poi arrivata al ruolo di capo centro che gestisce tutta la vita delle zone di villeggiatura”.
Per otto anni e per diverse agenzie che collaborano con i maggiori tour operator italiani, Agata ha gestito i servizi di accoglienza, informazioni, risoluzione dei problemi di tutte le strutture alberghiere, il contatto con i clienti, i reclami, i contatti con i direttori degli hotel, i fornitori, il personale, le escursioni in loco in Spagna, Grecia, Tunisia, Egitto, Messico, Croazia e Zanzibar.
“Nell’estate 2013 ho lavorato come receptionist in Francia e chiusa la stagione ho deciso di provare a fermarmi in Italia - continua a raccontare - ma sono disoccupata da ottobre e nel frattempo ho portato avanti alcune collaborazioni occasionali. Qui in Italia chi ha un’esperienza come la mia non trova lavoro e veniamo scambiati per animatori turistici”.
Tutte le mattine Agata accende il pc e risponde agli annunci di lavoro: “Quando sono a casa trovare un lavoro è «il» lavoro. Oltre a questo frequento dei corsi di lingua per tenermi in allenamento, studio marketing turistico sui libri per aggiornarmi, aiuto in famiglia, faccio sport, porto a spasso i miei cani, mi tengo occupata. Non ci si deve buttar giù, perché altrimenti si rischia la depressione. Per il futuro spero di rimanere in Italia ma se non trovo nulla dovrò partire di nuovo”.
Cristina, blogger per sfida
E infine, ci sono io. Mi chiamo Cristina, ho 29 anni, sono mamma da un anno e mezzo, e dai primi di febbraio sono disoccupata. Ho lavorato per quattro anni e mezzo nel campo della comunicazione, da ottobre 2009 ho il piacere di collaborare per “La Vita del popolo”, ed attualmente sono alla ricerca di lavoro.
I primi giorni a casa non sono stati facili e l’umore non era dei migliori. Un bel giorno, mentre passeggiavo con il mio bimbo, mi sono chiesta: “Che cosa posso fare per rendere questo periodo difficile una risorsa?”. E così è nata l’idea di lanciarsi nel mondo dei blog: Unmondointorno (unmondointorno.wordpress.com) è la mia piccola finestra dalla quale, due o tre volte la settimana, dico la mia su attività di volontariato, iniziative sociali, lavoro, eventi e manifestazioni culturali.
Al blog, inoltre, ho dato un “leitmotiv” di fondo, una sorta di rubrica intitolata “Manuale di sopravvivenza alla disoccupazione”. Sono degli articoli a puntate che racchiudono consigli su come affrontare al meglio il periodo della disoccupazione: dall’iter per ottenere l’assegno di disoccupazione alla ricerca di lavoro sui siti di annunci, fino ad attività più pratiche come l’effettuare tutti i lavori domestici sempre rimandati, oppure l’impegno in attività di volontariato, o ancora l’aggiornamento professionale tramite corsi o libri di testo. In poche parole, tutto ciò che quotidianamente svolgo o vedo svolgere da altre persone che come me vivono questa condizione. In attesa di dare ancora il nostro contributo alla società e al mondo del lavoro con le nostre competenze e la nostra passione. (Cristina Tronchin)



