venerdì, 03 aprile 2026
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Scuola paritaria: Fism, “proliferano realtà che vorrebbero eliminare differenza tra profit e non profit”

La differenza "è molto chiara a livello di Costituzione italiana e con riferimento alla normativa europea sugli aiuti di Stato”. Ovviamente, sostiene la nota, “la Fism non intende dare loro alcuna copertura”.

“Stanno proliferando nella comunicazione, sugli organi di stampa, sui social, inviando lettere e inviti, Comitati, Associazioni che dichiarano (e pretenderebbero) di rappresentare servizi educativi e scuole paritarie, infanzia comprese. Si tratta di Comitati, Associazioni, organismi sconosciuti alla Fism che non risulta abbiano operato a favore della scuola paritaria, in tutti questi anni, ma ora – guarda caso – pretenderebbero che la Fism si collocasse ‘sul loro carro’; quindi accodandosi a loro, come se fossero arrivati i ‘salvatori'”. Lo precisa oggi in una nota la Fism (Federazione italiana scuole materne), organismo associativo e rappresentativo delle scuole dell’infanzia paritarie no profit di ispirazione cristiana. “Salvatori – rilancia la Fism – che peraltro non celano alcuni loro obiettivi reali: accreditarsi, non avendo alcuna significativa rappresentanza, sostenere soluzioni che non sono per nulla idonee alla realtà Fism, eliminare la differenza – che invece è essenziale – tra servizi educativi e scuole paritarie non profit e realtà profit. Differenza che è molto chiara a livello di Costituzione italiana e con riferimento alla normativa europea sugli aiuti di Stato”. Ovviamente, conclude la nota, “la Fism non intende dare loro alcuna copertura”.Fanno riferimento attualmente alla Fism 9.000 realtà educative e di istruzione che svolgono il loro servizio educativo in oltre la metà dei Comuni italiani, di cui: 6.700 scuole che scolarizzano il 35% dei bambini dai 3 ai 6 anni, senza fini di lucro e paritarie ai sensi della legge 62/2000; 1.200 “sezioni primavera” per bambini in età 2/3 anni; 1.100 “servizi educativi per la prima infanzia (asili nido, nidi integrati, etc.)”- peraltro in aumento – per bambini in età 0/3 anni, per un totale complessivo che si avvicina a 500.000 bambine e bambini. Il personale docente e non docente assomma a 40.000 unità.

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