Certo è che nessun capo di Stato ha mai osato tanto.
Il Papa ha denunciato quel delirio di onnipotenza...
Treviso ha ormai ceduto la “foglia verde” del Green leaf award, ma qualcosa per fortuna continua a muoversi in termini di tutela del verde e della biodiversità, in particolare a San Pelajo, nella bellissima e delicata zona delle risorgive del Botteniga, che da anni le associazioni ambientaliste si sono mobilitate per far conoscere.
Proprio oggi, martedì 31 marzo, è stato ufficializzato quello che l’Amministrazione comunale di Treviso ritiene “un passo concreto verso la realizzazione del parco del Botteniga”, ovvero l’approvazione dello schema per l’acquisizione di un’area privata di oltre 17 mila metri quadrati lungo via Mandruzzato e l’avvio di un concorso di idee e progetti per definire il disegno del futuro parco. L’obiettivo è raccogliere proposte di alta qualità che sappiano unire tutela ambientale, fruibilità pubblica e innovazione progettuale. “Con questa operazione poniamo un tassello fondamentale nella costruzione del parco del Botteniga, un progetto che vuole raggiungere un duplice obiettivo in termini di valorizzazione ambientale e mobilità sostenibile”, afferma l’assessore all’Urbanistica Andrea De Checchi. Un tassello, appunto: per arrivare al Parco del Botteniga la strada è ancora lunga visto che 17mila mq sono poco più di due campi da calcio.
L’operazione è stata perfezionata attraverso un accordo pubblico-privato con compensazione tramite crediti edilizi, e “in particolare l’intervento permetterà di completare il tracciato ciclopedonale di connessione tra via Mandruzzato e via Celsi, rafforzando la rete di percorsi sostenibili e sicuri” spiegano da Ca’ Sugana. Le associazioni ambientaliste possono tirare un primo sospiro di sollievo, anche se permangono molte perplessità sulla pista ciclabile, che sarebbe progettata in un punto particolarmente delicato e quindi inadatto a questo tipo di intervento.
C’è anche da chiedersi dove saranno spostati questi crediti edilizi: se, come nel caso di san Paolo, il supermercato di turno sarà spostato di qualche chilometro, oppure se atterreranno in un’area dismessa.
Legambiente Treviso, tra gli altri, ha posto da anni il Botteniga e la fascia delle risorgive sotto l’attenzione della cittadinanza, proponendo già nel 2025 l’istituzione di un “Parco delle risorgive”. Rispetto alla notizia odierna, tornano sull’argomento: “Alla luce di questo importante traguardo, e in vista del concorso di idee, auspichiamo l’apertura di una costruttiva interlocuzione con l’Amministrazione. L’obiettivo è arrivare alla piena costituzione del Parco del Botteniga, ma con uno sguardo più ampio: puntiamo alla creazione di un Parco delle Risorgive Diffuse e attorno ad esse, perché no, di un vero e proprio Parco Agricolo. Si tratta di strumenti fondamentali per tutelare tutti questi fragili ambiti, evitando in modo categorico ogni nuova cementificazione. Riteniamo inoltre che i tempi siano ormai maturi per avviare finalmente un “Contratto di Risorgiva” in ambito urbano e periurbano, un patto territoriale da noi fortemente e da tempo auspicato per la gestione condivisa e sostenibile della risorsa idrica”. Confermano la volontà di partecipare e “sedersi ai tavoli di confronto progettuale. Al nostro fianco, a vigilare e proporre, ci sono le storiche realtà del territorio come Fiab, Lipu, Wwf e Italia Nostra, e il sostegno dei tantissimi cittadini che negli ultimi anni sono stati sensibilizzati e si sono attivati in prima persona per la tutela della natura e dei fiumi trevigiani”.