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Diaconato: un dono gratuito, senza misura

A don Mattia Gardin l’augurio del Vescovo di essere immagine di Gesù servo

“L’esempio della tua vita, generosa e casta, diventi per tutti un richiamo costante al Vangelo, possa tu essere immagine del Figlio che non venne per essere servito, ma per servire, e giungere così con Lui alla gloria del regno di Dio”: è l’augurio che ha fatto il vescovo, Michele Tomasi, al neo diacono, Mattia Gardin, sabato 20 aprile, al termine dell’omelia nella celebrazione eucaristica con il rito di ordinazione diaconale (nelle foto alcune immagini a cura di Francesco Tesser). Un momento solenne e gioioso al tempo stesso, al quale hanno partecipato molti giovani, le comunità del Seminario, i famigliari e gli amici, le comunità di origine (Liedolo di San Zenone degli Ezzelini) e di servizio di Mattia (Salzano), i sacerdoti che in questi anni ne hanno accompagnato il cammino, la comunità dei diaconi.

Nel giorno in cui la Chiesa, in tutto il mondo, ha pregato per le vocazioni, il Vangelo di Giovanni presentava Gesù come il “buon pastore” che dà la vita per le pecore, diversamente dal mercenario che, in caso di pericolo, le abbandona. “L’amore di Dio è veramente misterioso. E’ assolutamente gratuito, non richiede nulla in cambio e nulla vuole guadagnare: Dio non è in nessun modo mercenario - ha ricordato il Vescovo a Mattia, prima del rito di ordinazione -. «Dio è amore»: non potremo mai esaurire la comprensione del mistero stesso di Dio, ma tutta la storia della salvezza è il suo tentativo di avvicinare noi uomini alla contemplazione e all’accoglienza di questo mistero. «Dio è amore»”. L’essenza della relazione tra il Padre e il Figlio è amore - ha aggiunto il Vescovo -, ed è proprio “in questa relazione eterna, assoluta, gratuita che Gesù ci fa entrare e dimorare, senza nessuna richiesta”. La pienezza del dono totale di sé del pastore porta, poi, alla pienezza di vita delle pecore, perché “Gesù ama noi e noi siamo resi capaci di amare Lui allo stesso modo in cui il Padre ama il Figlio e questi il Padre. E si stabilisce e si sviluppa questa stessa relazione di unità amorevole e amorosa, come tra il pastore e le pecore, così anche delle pecore tra di loro: «ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore». Unità tra gregge e pastore, unità all’interno del gregge”.

“Se davvero siamo desiderosi di amare come Gesù buon pastore, come il Figlio, ci è data la possibilità di farlo - ha sottolineato il Vescovo, indicando la misura alta dell’amore gratuito -. Ci è dato il potere di amare, come il Figlio, fino al dono della vita. E questo non è impossibile, né insensato. E’ pienezza del dono di amore, pienezza della vita che non viene tolta da nessuna forza esterna, ma che viene donata nella piena libertà per amore, senza secondi fini, senza cercare altre ricompense, senza voler ottenere altro in cambio, se non la relazione stessa d’amore”.

La festa è poi proseguita in Seminario.

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