martedì, 14 aprile 2026
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“Scegliamo il dialogo, la comunione, la giustizia”: in cattedrale la preghiera per la pace insieme al Vescovo

Sono risuonati in cattedrale i nomi dei tanti Paesi nel mondo colpiti dalla guerra, e per questi popoli si è pregato “perché cessino le armi, siano protetti i poveri e i più vulnerabili, e si apra presto un cammino di pace stabile e duratura”

La cattedrale di Treviso, poco alla volta, si è riempita di persone desiderose di riunirsi insieme, un sabato sera, per pregare per la pace. A guidare la preghiera il vescovo Michele, che ha ricordato come il ritrovarsi insieme a pregare, in comunione con papa Leone, che nel pomeriggio aveva presieduto un rosario per la pace a San Pietro, e in comunione con tanti fratelli e sorelle in tutto il mondo, sia un modo per far salire al Signore il nostro grido di pace. “E lo facciamo davanti alla croce – ha sottolineato mons. Tomasi -, quella che abbiamo seguito nel pellegrinaggio in città il venerdì santo, quella davanti alla quale hanno pregato milioni di fedeli della nostra città, in tanti anni, la croce davanti alla quale ha tanto pregato santa Bertilla. Ma è una croce fiorita, segno che il legno della croce è vivo e da esso fioriscono frutti di bene”. Ha preso parte alla preghiera anche l’arcivescovo emerito di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.

I brani del Vangelo di Giovanni sulle apparizioni del Risorto ai discepoli nel cenacolo, si sono alternati ai canti, ai salmi, alle intercessioni, e alle parole dei Messaggi per la pace dei pontefici. Una pace, è stato ricordato più volte dal Vescovo, che è il dono del Risorto – “La pace sia con voi!” – ed è “disarmata” e “disarmante, umile e perseverante” come l’ha definita papa Leone.

Sono risuonati in cattedrale i nomi dei tanti Paesi nel mondo colpiti dalla guerra, e per questi popoli si è pregato “perché cessino le armi, siano protetti i poveri e i più vulnerabili, e si apra presto un cammino di pace stabile e duratura”. La preghiera per i responsabili delle Nazioni, ha chiesto al Signore che “lo Spirito di sapienza illumini le loro decisioni e li conduca a scegliere vie di dialogo, giustizia e rispetto della dignità di ogni popolo”; si è pregato anche per per la conversione di quanti stanno compiendo il male, perché “lo Spirito tocchi il cuore di chi porta avanti i conflitti e compie violenze. Si arresti la corsa alle spese militari, il fuoco delle armi, ma siano il dialogo e la solidarietà l’unica forza che vince ogni male”; importante anche la preghiera per gli operatori di pace, “perché il Signore sostenga chi si impegna in favore della giustizia e della pace. Doni a loro perseveranza nel costruire riconciliazione e fraternità fra i popoli”.

Mons. Tomasi, nella sua meditazione, ha sottolineato come il Signore sia apparso ai discepoli che erano insieme riuniti nel cenacolo, e come loro, insieme, lo riconoscano tra loro. “Anche noi, fratelli e sorelle, facciamo fatica a lasciarci raggiungere dal Signore Gesù risorto. Anche noi fatichiamo a lasciarci catturare dall’annuncio della sua pace, del suo perdono – ha sottolineato il Vescovo -. Tutto sembra congiurare il contrario, tutto sembra dirci che sono la forza delle armi e della guerra l’unico modo di ottenere tregua, ordine, pace. Siamo riuniti insieme. Già questo è un primo, fondamentale passo. Riconosciamo di avere bisogno gli uni degli altri, riconosciamo che il Signore si fa riconoscere quando siamo riuniti insieme. Ecco qui il nostro cenacolo, in cui ci troviamo concordi e perseveranti nella preghiera. Potremo gioire insieme per la presenza del Signore, insieme potremo imparare a riconoscere i segni della sua presenza nelle nostre vite, nella storia dell’umanità. Insieme, sempre, mai isolati e separati tra noi. Solo così potremo riconoscere la verità dell’annuncio della pace, che è «disarmata». Solo ascoltando insieme il saluto del Signore possiamo fidarci, proprio perché non c’è arma che sostenga questo annuncio, né arma che sostenga la nostra missione. Solo assieme con Lui e tra noi, riusciremo a fare nostra la legge della croce, che ci chiede di vincere il male con il bene. Solo così potremo fare esperienza che l’incontro con il Signore è «disarmante»: solo l’esperienza viva del suo amore e della sua forza possono guidare nuove persone a questa stessa fiducia, solo in una comunità viva di discepoli potremo rivivere anche oggi l’incontro di Tommaso, e insieme potremo avere la forza della fede che “sposta le montagne”.

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