Certo è che nessun capo di Stato ha mai osato tanto.
Il Papa ha denunciato quel delirio di onnipotenza...
Una grande partecipazione lunedì 27 aprile, alla messa in cattedrale per la solennità di San Liberale, patrono di Castelfranco Veneto, della città di Treviso e della diocesi tutta.
Numerosi i sacerdoti che hanno concelebrato con il Vescovo Tomasi, presente anche l’arcivescovo emerito di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato. Molto numerosa anche la partecipazione delle autorità civili e militari.
“Ci troviamo insieme per celebrare san Liberale, patrono principale della città e della Diocesi di Treviso, e patrono della città di Castelfranco Veneto – ha sottolineato il Vescovo -. Siamo così invitati ad andare alle radici della fede della nostra Chiesa, della nostra terra. Una tradizione riporta che nel 452, di fronte all’avanzata degli Unni di Attila, gli abitanti di Altino in fuga abbiano portato con sé le reliquie dei propri santi protettori – san Liberale, i santi Teonisto, Tabra e Tabrata – nell’imminenza della distruzione della loro città. Uomini e donne in fuga dalla desolazione di una violenta invasione, portavano con sé il segno tangibile, e a loro caro, dei corpi di un testimone della fede. Questa presenza, questo segno, erano per loro evidentemente di valore vitale, se dovendo fuggire, e lasciare dietro di sé quanto avevano per vivere, avevano deciso di portare con sé proprio queste sante spoglie. Attorno ai resti mortali di questi cristiani di Altino, e in particolare di san Liberale, essi si sono raccolti, hanno costruito le loro vite, le loro abitazioni, il loro lavoro, i luoghi dei loro affetti, le fatiche e le gioie: la loro, la nostra città; la loro, la nostra diocesi. Siamo cresciuti, riuniti attorno alla figura di un laico, che secondo la tradizione ha condotto una vita tutta orientata alla preghiera, allo studio della dottrina cristiana e alla mortificazione corporale”.
“Da san Liberale e da tanti amici santi, da Eliodoro, il santo vescovo di Altino, dal «coro dei beati», i nostri padri e le nostre madri hanno imparato ad ammirare la santa amicizia in Cristo di tutti loro – ha messo in luce mons. Tomasi -. Un’amicizia fatta anche di discussioni, di divergenze, talvolta anche di scontri, ma solida e duratura, perché fondata sulla fede in Cristo, amico vero e unico. Ed è, dunque, sulla santa amicizia che essi hanno dato forma alla nostra città. Fuggendo dalla tragedia dei tempi dolorosi e turbolenti che erano costretti a vivere, hanno portato con sé san Liberale, colui che ha messo Cristo al centro della sua vita, che a Lui ha chiesto ogni benedizione ed ogni grazia nella preghiera fiduciosa e costante, che da Lui ha fatto rinascere una convivenza vissuta nell’amore reciproco e nella concordia di tutta la società, della città intera. Da questa compagnia, da questa amicizia possiamo ripartire anche noi. Nella nostra città, nella diocesi intera. E non in un’uniformità che tutto appiattisce, ma nella continua ricerca della verità e del bene più grande. Nella grande compagnia della nostra Diocesi, fratelli e sorelle innestati in Cristo dal Battesimo, siamo chiamati a gareggiare nello stimarci a vicenda, e a collaborare, affinché il Vangelo di Cristo possa risuonare come proposta credibile e vitale a quanti siamo inviati ad annunciare la notizia buona dell’amore infinito ed efficace di Dio per ciascuno”.
All’interno della celebrazione nella solennità di San Liberale, patrono della città e della diocesi di Treviso, le Cooperatrici pastorali diocesane hanno rinnovato le loro promesse di castità, povertà e obbedienza al Vescovo. Mons. Tomasi ha consegnato a ciascuna il nuovo “Direttorio su vocazione, identità e spiritualità delle Cooperatrici pastorali diocesane”, che entra in vigore proprio oggi, 27 aprile 2026.
In questo contesto, solenne e gioioso al tempo stesso, il Vescovo ha fatto una preghiera di benedizione per la nuova missione della cooperatrice pastorale Lucia Michielin, che nelle prossime settimane partirà per la missione diocesana in Paraguay. “Sorella carissima, cammina al passo dei più piccoli, lasciati evangelizzare da chi servirai, e condividi la vita secondo il Vangelo con la Chiesa che è in San Juan Bautista de las Misiones” ha detto il Vescovo rivolto a Lucia.