Certo è che nessun capo di Stato ha mai osato tanto.
Il Papa ha denunciato quel delirio di onnipotenza...
Sul piano degli infortuni sul lavoro nei mesi di gennaio e febbraio 2026, si contano 10.821 denunce di infortunio, in lieve aumento rispetto alle 10.793 del primo bimestre 2025. Gli infortuni mortali segnano, invece, un rallentamento: 8 vittime, a fronte delle 15 nel corrispondente periodo dell’anno scorso. Lo scenario dell’anno precedente resta ancora allarmante: in tutto il 2025, in Veneto, erano stati denunciati 71.867 infortuni sul lavoro: sono quasi 200 al giorno, considerando l’intero anno solare. Al netto dei casi di Covid, si tratta del dato più elevato dell’ultimo quinquennio. Durante lo scorso anno, il 3,23% degli occupati veneti ha subito un incidente sul lavoro.
La fotografia è stata scattata dalla Cisl Veneto, che, alla vigilia della Giornata mondiale su Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro del 28 aprile, ha organizzato un Attivo delle delegate e dei delegati Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e Rlst (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali). L’evento, intitolato “Per un lavoro sempre più sicuro”, ha riunito al Capannone Petrolchimico di Marghera oltre 250 persone che si occupano in concreto della prevenzione e della tutela contro gli infortuni nelle aziende, nelle categorie e nei territori, provenienti da tutta la regione.
Con l’aiuto della Fondazione Corazzin, la Cisl Veneto monitora costantemente l’andamento degli infortuni. L’analisi delle ultime annate evidenzia come, a livello regionale, sussista una sorta di “zoccolo duro” intorno ai 70mila infortuni, di cui circa un centinaio mortali: le variazioni di anno in anno risultano contenute, in un senso e nell’altro, e, finora, non si è riusciti a innescare una decisa tendenza alla riduzione. In questo senso, l’impegno della Cisl è di approfondire il fenomeno per attuare azioni sindacali sempre più efficaci.
Peggiora, soprattutto, la voce relativa ai sinistri con esito mortale: dopo essere scesi sotto quota cento nel 2024, l’anno passato i decessi sono tornati a salire fino a 111. A riportare conseguenze letali sono state soprattutto persone tra i 45 e i 54 anni (42 vittime), ma sempre più spesso sono coinvolti in infortuni anche gli under 25, con 1.177 eventi in più nel corso dell’ultimo anno. Gli stranieri rappresentano il 26% degli infortunati, ma il 40% dei deceduti (passando da 20 a 45).
Su questo punto, Massimiliano Paglini, Segretario generale di Cisl Veneto, così commenta: “La strada maestra della sicurezza nei luoghi di lavoro passa per la formazione, in particolare degli occupati “senior”, ma anche dei datori di lavoro. Va rafforzato il ruolo della bilateralità e la partecipazione dei lavoratori nella gestione delle imprese, per rafforzare la formazione stessa e i sistemi di prevenzione e protezione in cui già oggi il ruolo degli Rls ed Rlst è fondamentale per presidiare la sicurezza sul lavoro”.
Nel 2025 sono in aumento anche le malattie professionali: 5.990 (più 8,7%), con 2,7 casi ogni mille addetti. In questo ambito, invece, è possibile rilevare un trend di crescita evidente, indice di una maggiore sensibilità e consapevolezza nel denunciare e nel riconoscere il fenomeno.
La chiosa di Mattia Pirulli, Segretario confederale Cisl nazionale: “Come Cisl, anche a livello nazionale, chiediamo maggiori interventi da parte dell’Inail, in particolare di reinvestire tutte le risorse nella prevenzione e nell’ampliamento del sostegno alle persone, così come, nei tavoli di confronto sollecitiamo maggiore attenzione e investimenti concreti sulla sicurezza”.
All’orizzonte la storica celebrazione del 1° Maggio unitario a Marghera, la prima volta in Veneto, che riunirà tutte le maggiori sigle sindacali.