Scuola e violenza
Sul piano educativo ci si trova, spesso, disarmati perché se la violenza minorile sta...
Classe 1927, il prossimo anno avrebbe fatto 70 anni di sacerdozio. Dopo alcuni anni di sacerdozio a Treviso, dove era stato ordinato, il cugino monsignor Ettore Cunial, che diventerà vescovo nel 1953 e vicegerente della diocesi di Roma, lo chiama nella capitale. Era tornato in Pedemontana nel 2007.
Non amava sentirsi chiamare monsignore, don Rino Cunial, scomparso il 14 novembre a Possagno. Aveva trascorso una vita in umiltà e nel servizio alla gente. La veste da monsignore sono riusciti a fargliela indossare solo per il suo sessantaseiesimo di sacerdozio. Classe 1927, il prossimo anno avrebbe fatto 70anni di sacerdozio, in un attimo se lo è portato via il covid. Dopo alcuni anni di sacerdozio a Treviso, dove era stato ordinato, il cugino monsignor Ettore Cunial, che diventerà vescovo nel 1953 e vicegerente della diocesi di Roma, lo chiama nella capitale (dove viene incardinato) e gli affida una zona dell’Agro pontino, dove erano immigrati molti marchigiani e anche veneti.
Là fonda la parrocchia di Sant’Eligio ed è parroco dal 1968 al 2007, assistito dalla sorella, suor Giovanna, dell’istituto del Santo nome di Dio, suore Cavanis. Nel 2007 rientra a Possagno, dove si dedica in particolare alla cura degli ammalati e degli anziani. Don Pierangelo Salviato, parroco di Possagno, lo ricorda instancabile nella collaborazione pastorale di Possagno, Monfumo, Castelcucco e Castelli. “Era un uomo dallo spirito giovanile. Carattere aperto, sapeva trasmettere la speranza della fede”. Era diventato praticamente il padre spirituale dell’Associazione dei Cunial, che raduna tutti i Cunial del mondo originari del paese: suo padre era un Cunial Paetot, ramo dei Lorenzi, mentre la madre era del ramo dei Carli. Monsignor Antonio Cunial vescovo di Vittorio Veneto, fino al 1982, era suo primo cugino.