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Messa in Coena Domini, Papa a Regina Coeli: "Una pena non aperta alla speranza non è cristiana"

“Gesù rischia per ciascuno di noi. Si chiama Gesù, non Ponzio Pilato: non sa lavarsi le mani, soltanto sa rischiare!”. Lo ha esclamato il Papa, nella sua intensa omelia a braccio pronunciata ieri pomeriggio nel carcere romano.

“Tu hai parlato di uno sguardo nuovo: rinnovare lo sguardo… Questo fa bene, perché alla mia età, per esempio, vengono le cateratte, e non si vede bene la realtà: l’anno prossimo dovremo fare l’intervento”. Sono le parole pronunciate, a braccio, dal Papa, prima di congedarsi dal carcere romano di Regina Coeli, dopo aver celebrato la Messa in Coena Domini e aver lavato i piedi ai 12 detenuti.

“Ma così succede con l’anima: il lavoro della vita, la stanchezza, gli sbagli, le delusioni oscurano lo sguardo, lo sguardo dell’anima”, ha proseguito Francesco, esortando ad “approfittare delle opportunità per rinnovare lo sguardo”. Poi ha ripetuto le parole pronunciate durante l’udienza generale di ieri, sempre fuori testo: “In tanti paesini, ma anche nella mia terra, quando si sentono le campane della Resurrezione del Signore, le mamme, le nonne portano i bambini a lavarsi gli occhi perché abbiano lo sguardo della speranza del Cristo risorto. Non stancatevi mai di rinnovare lo sguardo. Di fare quell’intervento di cateratte all’anima, quotidiano. Ma sempre rinnovare lo sguardo. E’ un bello sforzo”. “Non c’è alcuna pena giusta – giusta! – senza che sia aperta alla speranza”, ha esclamato ancora il Papa: “Una pena che non sia aperta alla speranza non è cristiana, non è umana!”.

“Gesù rischia per ciascuno di noi. Si chiama Gesù, non Ponzio Pilato: non sa lavarsi le mani, soltanto sa rischiare!”. Lo ha esclamato il Papa, nella sua intensa omelia a braccio pronunciata ieri pomeriggio nel carcere di Regina Coeli, per la Messa in Coena Domini durante la quale ha lavato i piedi a 12 detenuti. “Gesù inchinato fra le spine, rischiando di ferirsi per prendere la pecorella smarrrita”, l’immagine citata da Francesco: “Oggi io sono peccatore come voi, ma rappresento Gesù oggi, sono ambasciatore di Gesù”. “Oggi quando io mi inchino davanti a ognuno di voi, pensate”, l’invito: “Gesù ha rischiato in quest’uomo, un peccatore, per venire da me e dirmi che mi ama. Questo è il servizio, questo è Gesù. Non ci abbandona mai, non si stanca mai di perdonarci, ci ama tanto”. “Guardate come rischia Gesù”, ha ripetuto il Papa: “Con questi sentimenti, andiamo avanti in questa cerimonia che è simbolica: prima di darci il suo corpo, il suo sangue, Gesù rischia per ognuno di noi, e rischia nel servizio, perché ci ama tanto”.

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