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Lavoro in Veneto, in un anno assunzioni più 4,6 per cento. Si cercano operai specializzati
Cresce la domanda di lavoro delle imprese venete: le entrate programmate a ottobre 2026 sono 46.520, contro le 44.480 dello stesso mese del 2025, con un aumento di 2.040 ingressi, pari al 4,6% in un anno. Oltre il 60% delle assunzioni riguarda aziende con meno di 50 dipendenti.
«La crescita delle assunzioni conferma che le imprese hanno bisogno di persone e competenze per sostenere l’attività produttiva. Per i giovani e per chi cerca una nuova occupazione ci sono opportunità concrete, soprattutto nei profili tecnici e professionali. La sfida è far incontrare questi fabbisogni con una preparazione adeguata, rafforzando l’orientamento, la formazione professionale e l’apprendistato», dichiara Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto.
È quanto emerge dalle previsioni del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, che monitora i fabbisogni occupazionali delle imprese. Per il trimestre settembre-novembre, in Veneto sono previsti complessivamente 134.950 ingressi.
Il mercato del lavoro mostra dinamiche diverse a livello territoriale. Verona è la provincia veneta con la crescita più marcata della domanda di lavoro e si colloca all’ottavo posto in Italia per variazione percentuale delle entrate programmate, con un aumento del 3,1% rispetto a ottobre 2025. All’opposto, Rovigo registra la flessione più significativa del Veneto, con una diminuzione del 9,5% su base annua.
Tra le figure professionali ricercate in regione figurano operai specializzati, meccanici, montatori e riparatori, conducenti di veicoli a motore e addetti specializzati alle rifiniture nelle costruzioni. Profili che confermano il peso delle competenze tecniche nei comparti produttivi e nelle filiere artigiane.
Il quadro regionale si inserisce in una dinamica nazionale positiva: secondo Excelsior, a ottobre le imprese italiane prevedono oltre 539mila ingressi, il 3,7% in più rispetto allo stesso mese del 2025. A livello nazionale, il 29% delle entrate riguarda operai specializzati.
Le opportunità di lavoro si inseriscono in un mercato che deve fare i conti con la difficoltà di reperire competenze adeguate. A settembre, il 31,2% degli ingressi programmati in Veneto riguardava giovani under 30, mentre il 27,7% era riferito a lavoratori stranieri, il 17,9% donne. Quanto ai requisiti formativi, il 15,3% delle posizioni richiede un titolo terziario, tra laurea e diploma ITS Academy; il 40% un diploma di scuola secondaria superiore e il 22% una qualifica di formazione professionale o un diploma professionale.
Resta però significativo il problema del reperimento del personale. A settembre, in Veneto, il 50,7% delle figure ricercate risultava difficile da trovare: nel 31,1% dei casi per mancanza di candidati e nel 14,5% per una preparazione non adeguata.
«Le imprese artigiane possono offrire occasioni di inserimento e crescita professionale, ma è necessario rendere questi percorsi più conosciuti e accessibili. La difficoltà di reperimento segnala che non basta aumentare il numero delle persone disponibili al lavoro: occorre investire sulle competenze richieste dalle aziende, valorizzando i percorsi tecnici, la formazione sul campo e la collaborazione tra sistema formativo e imprese», conclude Boschetto.



