martedì, 14 aprile 2026
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”Dignità e pace”: Leone XIV primo pontefice in Algeria

Il papa approda oggi in Algeria, prima tappa del terzo viaggio apostolico internazionale in Africa

Doveva essere il primo viaggio del suo pontificato: oggi papa Leone XIV arriva in Algeria, primo pontefice a farlo. Un “sogno” che si avvera, come ha sottolineato il cardinale Jean-Paul Vesco, salutando il Papa al suo arrivo.

“Dio desidera per ogni nazione la pace: una pace che non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità”, il saluto pronunciato durante la visita al Monumento dei martiri della guerra di indipendenza: “E questa pace, che permette di andare incontro al futuro con animo riconciliato, è possibile solo nel perdono”. “Il futuro appartiene agli uomini e alle donne di pace”, la tesi di fondo del Pontefice.

“In un mondo pieno di scontri e incomprensioni, incontriamoci e cerchiamo di comprenderci, riconoscendo che siamo una sola famiglia”, l’appello nel suo secondo discorso, rivolto alle autorità, alla società civile e al Corpo diplomatico dal palazzo presidenziale di Algeri. “No” alla diseguaglianza e all’ esclusione, “sì”, invece, al dialogo “con le istanze di tutti”, vicini e lontani, senza moltiplicare incomprensioni e conflitti, ma rispettando la dignità di ognuno per diventare “protagonisti di un nuovo corso della storia, oggi più urgente che mai, a fronte di continue violazioni del diritto internazionale e di tentazioni neocoloniali. Promuovere una società civile viva, dinamica, libera, in cui specialmente ai giovani sia riconosciuta la capacità di contribuire ad allargare l’orizzonte della speranza per tutti”, l’invito alle autorità, “chiamate non a dominare, ma a servire il popolo e il suo sviluppo”.

“Sono illeciti guadagni quelli di chi specula sulla vita umana, la cui dignità è inviolabile”, il monito del Papa, che ha esortato a non fare del Mediterraneo e del Sahara – da millenni luoghi di reciproco arricchimento fra i popoli e le culture – “cimiteri dove muore anche la speranza”: “Liberiamo dal male questi immensi bacini di storia e di futuro! Moltiplichiamo le oasi di pace, denunciamo e rimuoviamo le cause della disperazione, combattiamo chi lucra sulla sventura altrui!”.

“No” alle “assurde polarizzazioni” generate dal fondamentalismo e della secolarizzazione, che si trasformano, da una parte, in “linguaggi blasfemi di violenza e di sopraffazione” e, dall’altra, in “segni senza più significato, nel grande mercato di consumi che non saziano”.

La parola dignità, insieme alla parola pace, è risuonata anche nelle parole pronunciate a braccio nella visita alla Grande Moschea di Algeri: “Con lo spirito, con questo luogo preghiera, con la ricerca della verità anche attraverso lo studio e con la capacità di riconoscere la dignità ogni essere umano sappiamo – e oggi con questo incontro ne abbiamo la prova – che possiamo imparare a rispettarci mutualmente, a vivere in armonia e a costruire un mondo di pace”. “Questo pomeriggio prego per voi, per il popolo di Algeria, per tutti i popoli della terra perché la giustizia del Regno di Dio si faccia presente anche in mezzo a noi e che siamo tutti sempre più convinti della necessità di essere promotori di pace, di riconciliazione, di perdono, di quella che è veramente la mente di Dio per tutta la sua creazione”, ha concluso.

“Promuovere pace e unità, in un mondo dove divisioni e guerre seminano dolore e morte tra le nazioni, nelle comunità e perfino nelle famiglie”, la consegna alla comunità algerina, incontrata nella basilica di Nostra Signora d’Africa. L’esempio è ancora quello dei martiri di Algeria, che “di fronte all’odio e alla violenza sono rimasti fedeli alla carità fino al sacrificio della vita, assieme a tanti altri uomini e donne, cristiani e musulmani”.

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