Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Signore, perdono per tanta crudeltà
“Signore, abbi pietà del tuo popolo. Signore, perdono per tanta crudeltà”. E' il testo del biglietto, scritto in spagnolo, consegnato dal Papa dopo la firma del “Libro d’Onore” ad Auschwitz. Sono le uniche parole che hanno scandito la visita ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, durata poco meno di due ore. Una visita all’insegna del silenzio e della preghiera.
“Signore, abbi pietà del tuo popolo. Signore, perdono per tanta crudeltà”. E' il testo del biglietto, scritto in spagnolo, consegnato dal Papa dopo la firma del “Libro d’Onore” ad Auschwitz. Sono le uniche parole che hanno scandito la visita ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, durata poco meno di due ore. Una visita all’insegna del silenzio e della preghiera.
Il Papa in preghiera, con le mani incrociate sul petto, mentre il rabbino e il parroco cantano e leggono il “De Profundis”. È un’altra delle istantanee silenziose che rimarranno di questo terzo giorno del viaggio di Francesco in Polonia. A Birkenau, il rabbino capo della Polonia, Michael Schudrich, e il parroco di un paesino in cui viveva una famiglia cattolica interamente sterminata dai nazisti per aver ospitato alcuni ebrei, hanno pregato insieme, il primo con una struggente e intensa melodia, il secondo leggendo una traduzione in polacco del Salmo 130, fatta da lui. Nell’ultima lapide del Monumento alle Vittime delle Nazioni, il Papa ha incontrato 25 “Giusti delle Nazioni”, alcuni accompagnati dalle loro famiglie. Prima di congedarsi, il Papa ha salutato ancora una volta – come aveva fatto ad Auschwitz – il primo ministro polacco e il direttore del Museo. Poco prima delle 11, Francesco ha lasciato, ancora una volta da solo e a piedi, il campo di Birkenau.



