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El Greco ultimo mese: e c'è anche L'Ultima cena del Tintoretto

L'"Ultima Cena" s’inserisce nel percorso espositivo in comparazione con ”Ultima Cena” di El Greco (1568/1570) della Pinacoteca Nazionale di Bologna, a riprova del ruolo cruciale che il nostro Paese ebbe sull’artista.

La mostra El Greco in Italia. Metamorfosi di un Genio, organizzata da Kornice di Andrea Brunello a Treviso a Casa dei Carraresi, a un mese dalla sua chiusura, omaggia il pubblico di studiosi e appassionati di un “ultimo regalo”, secondo quanto si legge in un comunicato dei promotori: un’opera inedita di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, l'“Ultima Cena”, che arrichisce il percorso espositivo visitabile fino al 1 maggio 2016, e a cui El Greco si ispirò per la sua omonima opera presente in mostra.

La storia del quadro, inedita prima versione dell'"Ultima Cena" di Tintoretto custodita nella chiesa di San Trovaso a Venezia, e l’importanza che esso ebbe, quindi, per il percorso artistico de El Greco, sono stati presentati martedì 5 aprile 2016 alle ore 11.00 a Casa dei Carraresi, in una conferenza aperta a tutti. Hanno partecipato alla presentazione la Dott.ssa Maria Letizia Paoletti, storica dell'arte che per anni ha studiato il dipinto, il Prof. Lionello Puppi, curatore della mostra, e la Prof.ssa Serena Baccaglini, membro del Comitato Scientifico.

Il dipinto, un olio su tela databile 1559 circa e appartenente a collezione privata, fu acquistato in Svezia dalla vendita dei beni del Castello Örbyhus (Uppsala), i cui ultimi proprietari avevano rapporti stretti con Hermann Göring, leader della Germania nazista e appassionato collezionista d’arte, dagli attuali proprietari e nel 2009, in seguito a analisi diagnostiche e un accurato restauro, fu finalmente riportato a splendore il tratto inimitabile ed unico del Tintoretto.

L'"Ultima Cena" s’inserisce nel percorso espositivo in comparazione con ”Ultima Cena” di El Greco (1568/1570) della Pinacoteca Nazionale di Bologna, a riprova del ruolo cruciale che il nostro Paese ebbe sull’artista. Fu proprio il suo soggiorno in Italia a cambiarne lo stile fino a trasformare El Greco nel genio visionario che lo ha reso famoso in tutto il mondo.

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