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Risurrezione: il fondamento della nostra speranza. Gli auguri del Vescovo a tutta la Diocesi
“Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto”. Questo l’annuncio dell’angelo alle donne, al sepolcro di Cristo, a Gerusalemme, il mattino di Pasqua.
È Pasqua, e proclamiamo che il Signore è risorto.
Lo proclamiamo ogni domenica, Pasqua settimanale.
Lo proclamiamo ogni volta che troviamo una speranza nuova nella notte più profonda.
Lo proclamiamo ogni volta che non ci rassegniamo a credere che la violenza sia la legge della società, che la guerra sia un male necessario e inevitabile.
Lo proclamiamo ogni volta che ci impegniamo perché la dignità di ogni vita sia rispettata, accolta, protetta e promossa.
Proclamiamo che il Signore è risorto quando ci impegniamo per il bene anche di un bambino soltanto, in ogni parte del mondo, per il bene di un malato, di un povero, di un anziano solamente.
Proclamiamo che Gesù Cristo, il risorto, non è più catturato dal sepolcro, e non lo sarà mai più.
Lo proclamiamo con certa speranza ogni volta che accendiamo il cero pasquale, quando salutiamo per l’ultima volta su questa terra una persona cara, tristi certo per la sua mancanza, ma fiduciosi in un nuovo incontro, nella vita che non muore più.
Proclamiamo che il Signore è risorto quando ci prendiamo cura dell’educazione e della crescita di ogni persona, quando manteniamo l’impegno di una fedeltà fragile e preziosa, quando non ci giriamo dall’altra parte se qualcuno ha bisogno di aiuto.
E proclamiamo che il Signore è veramente risorto in questa particolare domenica dell’anno, la prima dopo la prima luna piena di primavera: Pasqua di Risurrezione.
Questa santa domenica, centro di tutto l’anno liturgico, la proclamazione diventa un saluto che è un augurio: “Buona Pasqua”.
“Buona Pasqua” perché il Signore è risorto ed ha vinto la morte.
Augurio e saluto di gioia perché Gesù Cristo nostra Pasqua è veramente risorto, non soltanto per una festa di primavera, anche se quella gioia è fondamento di ogni autentica primavera di speranza.
Augurio di gioia non per regali, o tradizioni, o feste, anche se la Pasqua è il dono più grande e inesauribile, la festa senza tramonto, la radice squisita di ogni tradizione, la scintilla di eternità in ogni incontro.
Augurio non per dirci parole facilmente consolatorie in tempi difficili, anche se da Pasqua parte ogni vera consolazione, e da Pasqua parte ogni vero impegno per la giustizia e la pace.
Carissimi, auguro a tutti di poter vivere il contenuto della festa di Pasqua che celebriamo, più ancora di ogni sua forma, per quanto bella e tradizionale, perché come ricorda l’Apostolo Paolo ai cristiani di Corinto e ancora oggi:
“Se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede”.
È proprio così: è la risurrezione di Cristo il fatto fondamentale della storia, la vittoria della vita, il fondamento della speranza, l’orizzonte nuovo della nostra esistenza, il contenuto di ogni amore, il canto di ogni gioia.
Viviamo nella fede nella Risurrezione di Cristo, alba nuova, annuncio di verità piena, sorgente della pace.
In questa fede vi saluto e vi auguro dal profondo del cuore:
Buona Pasqua, Cristo è veramente risorto!
† Michele vescovo



