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Messico, ucciso in “Mencho”, cartello di Jalisco scatena il caos nel Paese. Gli appelli della Chiesa

Domenica di terrore in Messico dopo l’uccisione di El Mencho, leader del Cártel Jalisco Nueva Generación. Blocchi stradali, incendi e assalti in diversi Stati, con allerta massima in Jalisco. La presidente Claudia Sheinbaum invita alla calma, mentre la Chiesa, con Aguiar Retes, chiede di costruire insieme la pace sociale
23/02/2026

Blocchi stradali, veicoli incendiati, centri commerciali e negozi assaltati e dati alle fiamme. Domenica di terrore in Messico, a partire dallo Stato di Jalisco e in altri Stati del Messico centrale e centro-settentrionale (in particolare Michoacán, Colima, Tamaulipas e Guanajuato). È la reazione del più potente cartello del narcotraffico del Paese, assieme al cartello di Sinaloa, il Cártel Jalisco Nueva Generación (Cjng), all’uccisione del proprio capo, Nemesio Oseguera Cervantes, più conosciuto come “El Mencho”. L’assalto, avvenuto ieri, è stato condotto nel municipio di Talpa (Jalisco) dalle Forze speciali dell’Esercito messicano, con il supporto dell’aviazione e la collaborazione dell’intelligence statunitense (Dea). Oltre al leader, sono stati uccisi altri sei membri del gruppo criminale; tra gli arrestati anche Audias Flores Silva, alias “El Jardinero”, considerato il braccio destro di El Mencho e suo potenziale successore. Tre militari sono rimasti feriti durante il violento conflitto a fuoco.

Il governatore del Jalisco, Pablo Lemus, ha attivato il “codice rosso” di massima allerta. Le lezioni scolastiche sono state sospese e molti eventi pubblici sono stati cancellati per motivi di sicurezza.

Cartello sanguinario e potentissimo

Molte compagnie di autobus hanno sospeso le corse e diversi voli verso Guadalajara, capitale del Jalisco, e Puerto Vallarta sono stati cancellati o dirottati. Un invito alla calma è stato lanciato dalla presidente della Repubblica, Claudia Sheinbaum. In un messaggio diffuso attraverso i propri profili social, la presidente ha affermato che esiste un “assoluto coordinamento con i Governi di tutti gli Stati messicani” e ha assicurato che, nonostante i blocchi e le manifestazioni violente, nella “maggior parte del territorio nazionale” le attività si svolgono con “piena normalità”. “Dobbiamo mantenerci informati e calmi”, ha sottolineato Sheinbaum. Resta la forte preoccupazione per le conseguenze, sul territorio, di eventuali lotte di potere e controllo, sia all’interno del potentissimo cartello, organizzato come un vero e proprio esercito – solo nell’operazione di ieri è stato sequestrato un vero e proprio arsenale, con lanciagranate e missili terra-aria – sia nei confronti dei cartelli rivali.

Nato nel 2009 come costola del cartello di Sinaloa, il Cártel Jalisco Nueva Generación è divenuto in breve uno dei principali attori del narcotraffico in Messico. Radicato nello Stato di Jalisco, opera in tutto il Paese e lungo il confine con gli Stati Uniti. Gestisce traffici di cocaina e fentanyl, oltre a estorsioni, tratta di persone e furto di carburante. Le stime parlano di 15-20mila affiliati e di circa 70mila omicidi tra il 2017 e il 2023. Nel Comune di Teuchitlán è stato scoperto un campo clandestino con forni crematori rudimentali, dove avrebbero trovato la morte almeno 1.500 persone.

Dalla Chiesa invito alla prudenza e alla preghiera

Da parte della Chiesa messicana sono molte le voci che si stanno levando in queste ore. L’arcivescovo di Guadalajara, il card. Francisco Robles Ortega, ha emesso un breve comunicato. “Davanti ai deplorevoli avvenimenti che si stanno sviluppando sia nella zona metropolitana che nell’interno dello Stato, eleviamo con fede e insistenza le nostre suppliche a Dio Padre, Signore della Storia, e a nostro Signore Gesù Cristo, Principe della Pace, affinché non ci siano vite di persone innocenti da piangere e ritorni la tranquillità nel nostro territorio”, ha scritto l’arcivescovo, aggiungendo: “Seguiamo con attenzione le indicazioni delle autorità competenti per adottare le precauzioni che ci verranno segnalate”. A intervenire è anche la presidenza della Conferenza episcopale messicana (Cem), in una nota firmata dal presidente, mons. Ramón Castro Castro, vescovo di Cuernavaca, e dal segretario generale, mons. Héctor Pérez Villarreal, vescovo ausiliare di Città del Messico: “Mentre ci troviamo nel mezzo di episodi di violenza che si vivono in diverse regioni del nostro Paese – si legge nel messaggio –, vogliamo farci vicini a ciascuno di voi, alle vostre famiglie e comunità, condividendo la vostra preoccupazione e invitandovi alla prudenza e alla preghiera. Vi esortiamo, con spirito pastorale e fraterno, a rafforzare le misure di sicurezza personale e comunitaria, a ripararvi nelle vostre case quando necessario e a evitare spostamenti non necessari, seguendo sempre le indicazioni delle autorità civili. Come Popolo di Dio, vi invitiamo a intensificare la preghiera per la pace di cui la nostra nazione ha tanto bisogno: nelle famiglie, nelle parrocchie, nell’Eucaristia domenicale e in ogni comunità”. Da registrare anche gli interventi di singoli vescovi, a partire dal primate del Paese, il card. Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Città del Messico, che in una nota afferma: “Con piena fiducia nel Signore Gesù, facciamo un appello per costruire insieme la pace sociale nella nostra Patria. Come Chiesa che vive in Messico, siamo impegnati a favorire la pace in tutti gli ambiti della nostra Nazione”.

Prosegue il porporato: “Siamo consapevoli dei momenti difficili che affrontiamo come società; per questo rivolgo questo messaggio per rianimarci e fare un appello a essere collaboratori del bene comune, promuovendo la giustizia e la pace sociale di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo anche collaborare a guarire le ferite di coloro che sono stati feriti o indirettamente colpiti”. Quindi l’invito alla preghiera, affidando questo momento “a Santa Maria di Guadalupe, Madre e Regina del Messico”. Tre le richieste rivolte ai fedeli da mons. Jaime Calderón Calderón, arcivescovo di León: prendersi cura dell’integrità personale e familiare, evitando di uscire di casa e mantenendosi informati; intensificare la preghiera chiedendo con fede la fine di ogni violenza; celebrare l’Eucaristia chiedendo a Dio il dono prezioso della pace.

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