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Lucia di Lammermoor al teatro Del Monaco
La stagione lirica 25/26 del teatro comunale Mario Del Monaco, con la direzione artistica del maestro Stefano Canazza, volge alla conclusione con il quarto titolo in cartellone. Venerdì 6 e domenica 8 marzo, il teatro cittadino accoglierà il debutto di “Lucia di Lammermoor”, dramma tragico in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvatore Cammarano, in un nuovo allestimento e produzione di Comune di Treviso - Teatro Mario Del Monaco. Una nuova edizione per la quale il teatro di Treviso ha voluto mettere in campo un cast di giovani talenti, quasi interamente under 35, ma tutti con una carriera già affermata, guidati da un giovane direttore che sta facendo parlare di sé a livello internazionale.
La regia è affidata all’esperienza di lungo corso di Giulio Ciabatti, le scene portano la firma di Platon Bardhi, mentre i costumi sono in collaborazione con il Teatro Nazionale Sloveno di Maribor. Sul podio dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta il giovane e già affermato maestro Matteo Dal Maso. Classe 1997, vincitore di numerosi concorsi internazionali, ha recentemente partecipato a Londra al prestigioso “Donatella Flick Lso Competition”, concorso per direttori d’orchestra di tutto il mondo che si contendono l’ambito ruolo di Direttore Assistente della London Symphony Orchestra e che verrà trasmesso in tv in primavera per la nuova serie di Sky Arts “Making A Maestro”. A dirigere il Coro Lirico Veneto il maestro Alberto Pelosin. Per quanto riguarda la compagnia di canto, a interpretare Lucia sarà il soprano Giuliana Gianfaldoni, una delle voci più promettenti del panorama lirico contemporaneo, che ha appena debuttato il ruolo all’Opéra National du Capitole di Tolosa. Il baritono di origini cubane Jorge Martínez sarà Enrico, mentre il giovane tenore sudcoreano Andrew Kim, vincitore dell’ultimo Concorso Internazionale per cantanti lirici Toti Dal Monte, sarà Edgardo, entrambi al debutto nei rispetti ruoli. Massimo Frigato vestirà in panni di Arturo, Manuel Fuentes Figueira sarà Raimondo, Giovanna Lanza Alisa e Andrea Schifaudo Normanno.
Rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli nel 1835, “Lucia di Lammermoor” è il titolo più popolare di Gaetano Donizetti e viene considerata una delle opere più rappresentative del melodramma romantico. Il dramma è ambientato nella Scozia di fine XVI secolo e racconta la rivalità viscerale tra due famiglie, mettendo in scena l’amore segreto e impossibile tra Edgardo e Lucia. Il libretto di Salvatore Cammarano è tratto da The Bride of Lammermoor, romanzo di Walter Scott. A lui si ispirano ben quattro compositori prima di Donizetti: Michele Carafa (Le nozze di Lammermoor), Ivar Frederik Bredal e Alberto Mazzuccato. Donizetti iniziò la composizione alla fine del maggio 1835, la terminò il 6 luglio. Scott, riferendosi alle lotte fra i seguaci di Guglielmo III d’Orange e i fedeli del detronizzato Giacomo II, aveva collocato il suo romanzo nella Scozia del 1689, mentre Cammarano retrodatò Lucia alla fine del Cinquecento. “Lucia di Lammermoor” è un’opera molto amata a Treviso, rappresentata per l’ultima volta nel 2017 in occasione del Concorso Internazionale per cantanti lirici Toti Dal Monte.
“Il mio sguardo muta con il tempo, a maggior ragione ora che affronto per l’ottava volta la messa in scena del capolavoro donizettiano che negli anni mi ha tenuto spesso compagnia. Al centro della mia attenzione non c’è solo la passione tormentata, ostaggio degli odi tra clan rivali, non solo i richiami che mai si placano alla vendetta e al sangue da esigere, non solo i rimandi ai giovani sui quali grava la morte, temi che ho trattato nelle passate edizioni e che ora imprimo in pochi oggetti scenografici, una pietra nera, un ritratto, pareti grigie, un gelido specchio – si legge nelle note di regia di Giulio Ciabatti –. Oggi voglio dare ancor maggior risalto alle luci e alle ombre di ciascuno dei protagonisti, ai conflitti che si instaurano tra il dovere (la Legge) e l’anelito a un altro orizzonte (il Desiderio), agli affanni e ai tormenti, alla lotta interiore che li accompagna fino alla scelta di scivolare verso una follia cristallina o al compiersi del proprio destino attraverso un gesto estremo. Credo che compito di un regista non sia quello di cedere al calco didascalico o a un facile estetismo, ma di interrogarsi e interrogare lo spettatore sui gesti e sulle azioni che si producono sotto i nostri occhi e che ci toccano anche quando sfiorano l’indicibile.”
Per rendere lo spettacolo ancora più accessibile, l’opera presenterà i sovratitoli in doppia lingua (italiano e inglese). Inoltre, grazie all’app “Lyri”, sarà possibile seguire in multilingua e in tempo reale il libretto e la trama direttamente sul proprio smartphone o tablet con l’obiettivo di trasformare un device di comune utilizzo in uno strumento per l’accessibilità dei contenuti dello spettacolo dal vivo.
“Lucia di Lammermoor” sarà in scena al Teatro Mario Del Monaco di Treviso venerdì 6 marzo alle ore 20 e domenica 8 marzo alle ore 16, con anteprima per le scuole mercoledì 4 alle 18.
Ad anticipare gli spettacoli del 6 e 8 marzo, rispettivamente alle 19.15 e alle 15.15, al Ridotto del Teatro si terrà un incontro di introduzione al programma nell’ambito della rassegna “Oltre la scena”, ciclo di incontri introduttivi a cura di Elena Filini, promosso dal Comune di Treviso - Stagione Lirica e Concertistica del teatro Mario Del Monaco, che si svolgono 45 minuti prima dell’alzata del sipario per offrire agli spettatori un inquadramento storico e un approfondimento artistico dell’opera.
I biglietti per gli spettacoli sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Mario Del Monaco e online sul sito www.teatrostabileveneto.it



