Certo è che nessun capo di Stato ha mai osato tanto.
Il Papa ha denunciato quel delirio di onnipotenza...
Saranno le note di “Breath of water”, eseguite dal chitarrista e compositore trevigiano, Andrea Vettoretti, ad inaugurare giovedì 30 aprile, alle ore 18, in palazzo Zorzi a Venezia (sede dell’Ufficio Unesco), la mostra Water dream memory, a cura di Eriberto Eulisse.
Presentata durante la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la mostra espone le opere di Sara Bonaventura e Lukas Taido, selezionate dal Global Network of Water Museums (WAMU+NET), “iniziativa faro” del Programma Idrologico Intergovernativo dell’Unesco, e di cui Vettoretti è “ambassador”. Il progetto espositivo, parte del programma S+T+ARTS Aqua Motion, supera le narrazioni puramente tecniche per promuovere un approccio al cambiamento ambientale centrato sull’essere umano.
Gli artisti traducono i dati scientifici in immagini viscerali e tensioni spaziali, permettendo all’acqua presente, assente o ricordata, di emergere come una forza vibrante benché vulnerabile. Attraverso questa ricerca estetica, la mostra promuove una “nuova cultura dell’acqua”, riconnettendo le comunità all’acqua intesa come patrimonio condiviso e responsabilità collettiva.
Rifiutando le tradizionali narrazioni catastrofiche, “Water Dream Memory” crea “zone di attenzione” immersive; invita il pubblico a rallentare ed a confrontarsi con l’acqua intesa non solo come “risorsa neutrale”, ma come “materia vivente” plasmata dal tempo, dalla ciclicità e dalla necessità della cura, richiamando la verità filosofica, secondo cui l’acqua non è soltanto una sostanza, ma il fluido stesso, attraverso cui percepiamo il mondo.
Nel cuore di Venezia, dove i confini fluidi di tra storia e futuro si dissolvono costantemente, l’acqua si riafferma non come una semplice risorsa, ma come uno stato profondo dell’immaginazione umana.