Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Verso il mese di ottobre. Uno in Cristo, uniti nella missione
“Uno in Cristo, uniti nella missione” è il tema che il Santo Padre ha indicato per la prossima Giornata missionaria mondiale (18 ottobre). L’invito a camminare insieme, uniti nella fede, risuona con maggior forza quest’anno in cui ricordiamo anche il centenario dell’istituzione della Giornata voluta dal papa Pio XI. Cento anni fa l’istituzione della Giornata missionaria mondiale, certamente con una visione di missione e di Chiesa che esprimeva allora attenzioni diverse rispetto a oggi, ma sempre si ribadisce, oggi come allora, l’urgenza della missione per tutta la Chiesa.
Dimensione “essenziale”
Superata l’idea della missione come “funzione” temporanea della Chiesa (per fare sorgere comunità cristiane organizzate laddove non esistono, o per evangelizzare i “lontani” che non conoscono Gesù e il suo vangelo) oggi, dopo il Concilio Vaticano II, resta altrettanto valida e urgente la dimensione missionaria, anzi, diventa “essenziale”, e sta nell’essere stesso della Chiesa. Lo è perché riscopriamo che la Chiesa è missionaria “per sua natura”, strettamente in relazione con l’inviato del Padre, Gesù, che con lo Spirito chiama tutti all’ unione di amore con il Padre e chiede al genere umano di vivere in comunione fraterna (Ad gentes, 2); la Chiesa diventa allora “come sacramento”, segno e strumento dell’unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano. È chiamata a vivere, testimoniare, annunciare, rendere credibile questo amore che viene da Dio, e che il Signore Gesù ci ha mostrato, e che continua a farcelo sperimentare con il suo Spirito, che è per tutti, senza distinzioni. Per questo non è più compito di “specialisti delle missioni”, ma coinvolge tutto il “popolo di Dio” nel suo rapporto con il Risorto e nella sua relazione con il mondo, nel rapporto con tutta l’umanità.
L’evoluzione del magistero
L’insegnamento della Chiesa, dopo il Concilio, cerca di mettere in luce anche una prassi missionaria in sintonia con questa visione. Così, ci viene ricordato che l’annuncio del Vangelo non è slegato dalla promozione umana dalla giustizia, pace, liberazione (Evangelii nuntiandi); che l’urgenza della missione ad gentes (verso chi non conosce Cristo), non esclude anche la cura pastorale dei credenti, la nuova evangelizzazione per chi ha perso la fede nei nostri contesti (Redemptoris missio) Papa Francesco parla, poi, di missione non più come una delle tante attività, ma il paradigma di ogni opera della Chiesa (Evangelii gaudium). La Chiesa deve trovarsi in uno “stato permanente di missione”, superando la prospettiva geografica e proselitistica: la Chiesa non cresce per proselitismo, ma “per attrazione” e testimonianza di una Chiesa “in uscita”, che va verso tutte le “periferie esistenziali e sociali”; lo fa perché così fa Gesù, il Risorto che ci precede con il suo Spirito. Lo fa per “evangelizzare” e lasciarsi a sua volta evangelizzare, specie dai poveri, che sono evangelizzatori da cui lasciarsi istruire, perché “di loro è il Regno”. Papa Leone ricorda che ad attrarre è lo Spirito del Risorto, Lui attrae, e se la Chiesa è “attraente” è perché si fa strumento della sua presenza viva con uno stile di vita evangelico.
La Giornata missionaria mondiale diventa pertanto l’occasione per aiutarci a riscoprire la vocazione missionaria di ciascuno e di ogni comunità, a rimotivarla, a rileggerla alla luce dei tempi. Certo, trovarsi e vivere uno “stato permanente di missione” chiede di superare anche l’idea di “una giornata dedicata”; tutto il tempo è missione, come dicevano i giovani nel Convegno missionario (Comigi) la scorsa primavera! Ma si può iniziare un cammino insieme. Anche il “cammino assembleare” che il Centro missionario sta vivendo ci è utile, cammino che sfocerà nell’incontro diocesano del 14 marzo 2027 a cui tutti, tutti, siamo invitati.
Gli appuntamenti
Nel frattempo ci troviamo il prossimo 25 settembre a Paese per introdurre il tempo di animazione prossimo, il “mese missionario” da vivere insieme nelle nostre parrocchie, vicariati e in Diocesi. Vedremo alcune proposte per ottobre e nei mesi successivi, dove saranno le diverse “veglie”, incontri, l’invio missionario di don Davide Crespi, il 17 ottobre, e altro... ma cercheremo anche di cogliere il valore, il senso, lo stile con cui vivere questo tempo missionario.
A Paese, per chi desidera, possiamo trovarci cenando insieme alla “sagra” (basta iscriversi nel sito, o chiamare Rino 3357370928, oppure inviare una mail al cmd@diocesitreviso.it). Per chi non viene per la cena ci troviamo alle 20.45 nella Casa del Giovane. Non sono attesi solo i gruppi missionari, ma tutti coloro che desiderano, anche non appartenenti ad alcun gruppo ecclesiale; i gruppi missionari possono aprire l’invito, coinvolgere altri...
(Equipe del Centro missionario diocesano)



