martedì, 07 aprile 2026
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Al vicariato di Asolo un progetto per l’accoglienza di quattro studenti palestinesi

Questa iniziativa rappresenta un segno di speranza, la possibilità di immaginare un futuro di pace e di ricostruzione anche in questo momento così buio, dominato da logiche di forza e di guerra

Un po’ di apprensione nel vicariato di Asolo per le vicende che in questa settimana hanno coinvolto il cardinale Pierbattista Pizzaballa a Gerusalemme. Il rapporto che si è stretto dopo l’incontro in videoconferenza lo scorso ottobre tra il cardinale e i sacerdoti del vicariato, è un legame di amicizia e solidarietà.

“Al momento sembra che tutto possa essere recuperato - commenta il vicario foraneo, don Pierangelo Salviato -. Noi ci teniamo in contatto, anche perché proprio dopo l’incontro avuto a ottobre abbiamo attivato un progetto di accoglienza di quattro studenti palestinesi che, a breve, dovrebbero arrivare nel nostro territorio ed essere ospitati da alcune famiglie”.

Don Paolo Magoga, presidente di fondazione Montegrappa e del Centro di formazione professionale di Fonte, durante la videoconferenza, propose di contribuire all’attività formativa dei giovani palestinesi. Don Davide Meli, cancelliere di monsignor Pizzaballa, raccolse la disponibilità e chiese di permettere ad alcuni giovani di formarsi in Italia, così da uscire dalle logiche di disperazione e di guerra di quei luoghi.

Questa iniziativa rappresenta un segno di speranza, la possibilità di immaginare un futuro di pace e di ricostruzione anche in questo momento così buio, dominato da logiche di forza e di guerra.

“Anche per questa iniziativa il Vicariato ha realizzato lo scorso 25 gennaio una colletta di solidarietà, con la piena collaborazione del Cfp di Fonte - spiega don Paolo Magoga -. Le vicende di guerra, che stanno coinvolgendo il Medio Oriente, forse hanno fatto mettere in secondo piano quello che sta accadendo a Gaza e ai palestinesi. Noi cerchiamo di dare il nostro contributo con questa accoglienza di quattro giovani ventenni che prepareremo per il mondo del lavoro. Rientreranno in Palestina con una formazione solida e preziosa. Certo, è solo una goccia nel mare, ma crediamo possa essere di straordinaria utilità sia per chi viene ospitato sia per noi che li accogliamo. La pace si costruisce anche tra le famiglie, con le scuole, con la formazione”.

“Per questa iniziativa - precisa don Salviato - abbiamo trovato collaborazione anche da parte del nuovo assessore al sociale della Regione Veneto, Paola Roma. I ragazzi avranno tre mesi per impratichirsi con l’italiano e poi quattro o cinque mesi di studio e di pratica professionale”.

Pensare alla ricostruzione è già intravedere una via di pace. Il vicariato ha trovato una formula concreta per intervenire, collaborando al progetto della Cei, che punta a ricostruire cinque scuole cattoliche esistenti a Gaza prima della guerra e a preparare idraulici, elettricisti, muratori per potersi impegnare nella ricostruzione.

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