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Palazzo Da Borso e i suoi affreschi tornano a splendere

Svelato questa mattina il risultato del lungo, oneroso e importante intervento di restauro in piazza San Francesco a Treviso, in pieno centro storico. Sarà occupato da uffici pubblici: molto probabilmente Camera di Commercio, in alternativa il settore Lavori pubblici del Comune di Treviso
24/09/2026

Palazzo Da Borso tornerà a essere un luogo vitale, pubblico e rappresentativo della città. Manca giusto qualche mese per lavorare sugli arredi (l’appalto non è stato ancora fatto), ma di strada nel frattempo se n’è percorsa parecchia.

L’edificio, del resto, si trovava in un significativo stato di degrado, con la struttura secentesca originaria “aggredita” non solo dal degrado delle componenti architettoniche ma anche degli “aggiustamenti” novecenteschi realizzati per adeguare l’edificio a scuole medie, prima, e a scuola musicale (dopo). Non solo: la scoperta degli affreschi, realizzati in più fasi storiche, ha fatto lievitare tempi e costi. Il Palazzo è composto di tre piani fuori terra per una superficie totale di circa 900 mq, resi totalmente accessibili anche a persone con disabilità.

L’investimento complessivo è stato di 4,3 milioni di euro, finanziati in parte grazie a due importanti contributi europei: 605.407,18 euro nell’ambito del Programma Operativo Regionale 2014-2020, a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr), per il miglioramento dell’efficienza energetica, e 589.285,70 euro attraverso il programma Veneto Fesr 2021-2027, Azione 2.4.2, per il miglioramento sismico.

Il progetto architettonico è stato curato da DEMOGO Studio di Architettura di Treviso, con la direzione dei lavori affidata all’architetto Simone Gobbo.

Restauro conservativo

Si è trattato di “un intervento particolarmente complesso”: Sandro Zampese, assessore ai lavori pubblici del Comune di Treviso, lo afferma chiaramente. Si è trattato di un restauro conservativo, dunque si è tentato di riportare alla luce l’originario spirito secentesco. Uno degli obiettivi principali del progetto è stato proprio il recupero dell’impianto planimetrico tripartito, tipico delle residenze veneziane tardo-rinascimentali, caratterizzato dalla presenza di un salone centrale e di ambienti disposti ai lati.

Al piano nobile e al secondo piano sono state introdotte pareti vetrate che consentono di mantenere una lettura complessiva degli spazi originari. Particolare attenzione è stata dedicata al recupero degli apparati ornamentali, risalenti ai secoli XVII-XIX, e al restauro delle facciate. Gli intonaci cementizi sono stati rimossi e sostituiti con intonaci a base di calce, mentre le superfici decorate del prospetto nord, caratteristiche dei palazzi storici trevigiani, sono state recuperate. I marmorini originali sono stati conservati e, dove necessario, ripristinati attraverso tecniche applicative tradizionali.

È stato inoltre valorizzato il solaio ligneo a vista del salone d’ingresso, caratterizzato da un ordito alla sansoviniana. L’intervento ha previsto anche la rimozione delle superfetazioni, tra cui la scala secondaria nell’angolo nord-est, e il recupero delle finiture interne.

Efficientamento energetico e adeguamenti sismico

Accanto al restauro architettonico, i lavori hanno interessato il miglioramento delle prestazioni energetiche dell’immobile. Sono stati sostituiti tutti i serramenti esterni con nuovi elementi in alluminio color bronzo dotati di vetrocamera e sono stati realizzati interventi di isolamento termico dell’involucro edilizio.

Il nuovo impianto di climatizzazione invernale ed estiva utilizza una pompa di calore e sistemi per il trattamento dell’aria. Sono stati inoltre installati impianti elettrici e sistemi intelligenti di gestione, regolazione e monitoraggio dei consumi energetici, con sensori di presenza e luminosità per ottimizzare l’illuminazione degli ambienti.

Sul fronte della sicurezza strutturale, il progetto ha previsto il miglioramento sismico dell’edificio, con l’obiettivo di raggiungere una capacità di risposta pari ad almeno il 60% della forza sismica di progetto prevista per una nuova costruzione. Gli interventi hanno riguardato, tra gli altri, il consolidamento dei solai lignei, il ripristino di murature portanti e il collegamento a livello fondazionale di alcune porzioni delle strutture perimetrali.

Il futuro del palazzo

”Siamo in trattativa con la Camera di commercio” conferma il sindaco Conte, “si tratta solo di definire la durata esatta della convenzione. Dopo di loro ci sposteremo l’ufficio lavori pubblici del Comune, attualmente all’Appiani”. Ma l’Appiani, garantisce, non si svuoterà: “stiamo facendo una ricognizione di tutte le sedi degli uffici comunali. Prossimamente daremo un nuovo annuncio su questa materia”.

Apertura al pubblico

Il palazzo sarà visitabile già nel prossimo fine settimana, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Sabato 26 e domenica 27 settembre, alle ore 10 e alle 11 (due turni, fino alle ore 12), i cittadini avranno l’opportunità di entrare nell’edificio e scoprire da vicino gli ambienti restaurati, gli elementi architettonici recuperati e il risultato dell’importante intervento di riqualificazione.

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