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Nasce in ambulanza durante la corsa al Ca’ Foncello
Iacob non ha aspettato di arrivare in ospedale per farsi abbracciare dalla sua mamma. È venuto al mondo stanotte, in un’ambulanza diretta al Ca’ Foncello di Treviso, sorprendendo i genitori e il personale del Suem 118 con la sua fretta di nascere. Ora dorme tranquillo: quasi 3,7 chili e due guancette rosa che nulla lasciano immaginare di un arrivo così movimentato. Accanto a lui mamma Elena, ancora sorpresa, può finalmente sorridere e raccontare quelle poche, intense manciate di minuti.
Erano le 3:40 quando Elena, a casa nella cintura urbana di Treviso con il marito e il primogenito di due anni e mezzo, ha avvertito le prime contrazioni. Inizialmente pensava si trattasse delle avvisaglie del travaglio. Ma tutto è precipitato in pochi minuti. La mamma ha fatto appena in tempo a chiamare un’amica perché stesse con il figlio più grande, poi, insieme al marito, ha capito che il parto era ormai imminente e che andare in ospedale in auto sarebbe stato impensabile.
La coppia ha quindi chiamato il Suem. L’ambulanza è arrivata in pochi minuti ed Elena è salita a bordo accompagnata dal personale del 118, il dr Filippo Testa e gli infermieri Elisa Zanette e Andrea Cremasco. “Abbiamo fatto appena in tempo a partire, ma è stato subito chiaro che Iacob sarebbe nato di lì a poco. L’autista Septimiu Baias ha accostato l’ambulanza e, dopo appena quattro o cinque contrazioni, il bambino era nato”, racconta Elena.
Più sorpresa che spaventata, la mamma, una volta giunta al Ca’ Foncello, è stata accompagnata direttamente in sala parto. Iacob, avvolto in una coperta per essere tenuto al caldo, è stato visitato dai medici. Tutto è andato per il meglio. “Il bimbo sta bene - aggiunge mentre il piccolo riposa nella culletta trasparente accanto al letto -. Dopo una nascita così movimentata, abbiamo potuto ritrovare la calma con due ore di pelle a pelle”.
Un evento raro un parto in ambulanza, ma per il quale il personale del SUEM è preparato ad affrontare ogni possibile scenario. “In tutto il territorio dell’Ulss 2 si verificano ogni anno non più di una decina di parti in ambulanza. I medici del SUEM sono prevalentemente anestesisti e rianimatori e non capita spesso di assistere una donna durante il travaglio. Per questo, quando accade, è sempre una grande emozione. In un parto fisiologico, come quello di Elena, si tratta soprattutto di prestare assistenza alla mamma e al neonato, accompagnandoli in sicurezza in un momento così delicato. Il personale è però formato anche per riconoscere e affrontare eventuali complicanze, che possono presentarsi in modo improvviso”, spiega la dr.ssa Silvia Orazio, responsabile della Centrale Operativa SUEM 118.
“La formazione è fondamentale: in collaborazione con il reparto di Ostetricia vengono organizzati corsi specifici per la gestione del parto precipitoso in ambiente extraospedaliero. Quando gli eventi sono frequenti, l’esperienza diretta aiuta a mantenere allenate le competenze. Ma proprio perché situazioni come questa sono rare, è importante esercitarsi e avere a disposizione tutti gli strumenti per affrontarle al meglio. Il personale che ha assistito Elena e Iacob ha saputo gestire con professionalità e tempestività un momento tanto delicato quanto emozionante”.



