venerdì, 06 novembre 2026
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Nasce in ambulanza durante la corsa al Ca’ Foncello

Assistita dal Suem, mamma Elena ha dato alla luce Iacob durante il tragitto verso l’ospedale

Iacob non ha aspettato di arrivare in ospedale per farsi abbracciare dalla sua mamma. È venuto al mondo stanotte, in un’ambulanza diretta al Ca’ Foncello di Treviso, sorprendendo i genitori e il personale del Suem 118 con la sua fretta di nascere. Ora dorme tranquillo: quasi 3,7 chili e due guancette rosa che nulla lasciano immaginare di un arrivo così movimentato. Accanto a lui mamma Elena, ancora sorpresa, può finalmente sorridere e raccontare quelle poche, intense manciate di minuti.

Erano le 3:40 quando Elena, a casa nella cintura urbana di Treviso con il marito e il primogenito di due anni e mezzo, ha avvertito le prime contrazioni. Inizialmente pensava si trattasse delle avvisaglie del travaglio. Ma tutto è precipitato in pochi minuti. La mamma ha fatto appena in tempo a chiamare un’amica perché stesse con il figlio più grande, poi, insieme al marito, ha capito che il parto era ormai imminente e che andare in ospedale in auto sarebbe stato impensabile.

La coppia ha quindi chiamato il Suem. L’ambulanza è arrivata in pochi minuti ed Elena è salita a bordo accompagnata dal personale del 118, il dr Filippo Testa e gli infermieri Elisa Zanette e Andrea Cremasco. “Abbiamo fatto appena in tempo a partire, ma è stato subito chiaro che Iacob sarebbe nato di lì a poco. L’autista Septimiu Baias ha accostato l’ambulanza e, dopo appena quattro o cinque contrazioni, il bambino era nato”, racconta Elena.

Più sorpresa che spaventata, la mamma, una volta giunta al Ca’ Foncello, è stata accompagnata direttamente in sala parto. Iacob, avvolto in una coperta per essere tenuto al caldo, è stato visitato dai medici. Tutto è andato per il meglio. “Il bimbo sta bene - aggiunge mentre il piccolo riposa nella culletta trasparente accanto al letto -. Dopo una nascita così movimentata, abbiamo potuto ritrovare la calma con due ore di pelle a pelle”.

Un evento raro un parto in ambulanza, ma per il quale il personale del SUEM è preparato ad affrontare ogni possibile scenario. “In tutto il territorio dell’Ulss 2 si verificano ogni anno non più di una decina di parti in ambulanza. I medici del SUEM sono prevalentemente anestesisti e rianimatori e non capita spesso di assistere una donna durante il travaglio. Per questo, quando accade, è sempre una grande emozione. In un parto fisiologico, come quello di Elena, si tratta soprattutto di prestare assistenza alla mamma e al neonato, accompagnandoli in sicurezza in un momento così delicato. Il personale è però formato anche per riconoscere e affrontare eventuali complicanze, che possono presentarsi in modo improvviso”, spiega la dr.ssa Silvia Orazio, responsabile della Centrale Operativa SUEM 118.

“La formazione è fondamentale: in collaborazione con il reparto di Ostetricia vengono organizzati corsi specifici per la gestione del parto precipitoso in ambiente extraospedaliero. Quando gli eventi sono frequenti, l’esperienza diretta aiuta a mantenere allenate le competenze. Ma proprio perché situazioni come questa sono rare, è importante esercitarsi e avere a disposizione tutti gli strumenti per affrontarle al meglio. Il personale che ha assistito Elena e Iacob ha saputo gestire con professionalità e tempestività un momento tanto delicato quanto emozionante”.

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