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Treviso: inaugurata la comunità alloggio all’ex macello

L’intervento complessivo è di 2,1 milioni di euro (1,5 dei quali fondi Pnrr). Accoglie 14 persone in ordinaria e altre 20 in straordinaria (cioè in inverno) e ha 50 posti mensa (ampliabile a 100). Il Comune è alla ricerca della persona a cui titolare la struttura
03/11/2026

È stato inaugurato questa mattina il secondo stralcio del Centro servizi per la marginalità realizzato attraverso il recupero dell’ex macello comunale di via Castello d’Amore. Un intervento dal valore complessivo di 2,1 milioni di euro (1,5 milioni dal PNRR, 536mila fondi comunali) che segna un ulteriore passo avanti nel potenziamento dei servizi di accoglienza e inclusione sociale della città.

La struttura

Il nuovo centro è suddiviso in tre blocchi: cucina, sala polivalente e servizi. Il cuore è rappresentato proprio dalla grande sala polivalente di circa 415 metri quadrati, destinata alla mensa e alle attività di socializzazione con una capienza iniziale di 50 posti, ampliabile fino a 100. “Un’attenzione particolare è stata riservata alla conservazione delle caratteristiche travi reticolari curve in calcestruzzo, che rappresentano un elemento distintivo dell’architettura originaria dell’ex Macello. Si è inoltre puntato su soluzioni tecnologiche avanzate per ottenere un edificio a energia quasi zero” spiega l’assessore Zampese. Il secondo stralcio è stato realizzato dall’impresa Costruzioni Generali Susanna S.r.l., su progetto di TIXA Studio Associato di Bassano del Grappa, con la direzione lavori dell’ingegner Federico Dalla Valle. Siamo inoltre in attesa che venga svelato il nuovo nome: la struttura infatti sarà intitolata a una persona, ma non ci si sbilancia sulle ipotesi.

Dignità, parola del giorno

La parola “dignità” è stata al centro dell’inaugurazione, accanto alla benedizione da parte di don Marco che ha riportato il celebre passo dal Vangelo di Matteo. “Con questo nuovo spazio rafforziamo un modello di accoglienza che mette al centro la persona, la sua dignità e i suoi bisogni”, sottolinea l’assessora alla Città Inclusiva Gloria Tessarolo. “Vogliamo che questo centro sia un punto di riferimento per chi attraversa un momento di particolare fragilità, un luogo in cui trovare protezione, servizi essenziali e soprattutto ascolto, attenzione e relazioni umane. L’accoglienza, infatti, deve essere il primo passo di un percorso più ampio, capace di restituire fiducia, favorire l’autonomia e creare nuove opportunità. La possibilità di condividere un pasto, incontrare altre persone e partecipare alla vita della comunità rappresenta un elemento fondamentale per contrastare l’isolamento e ricostruire legami. Il nostro obiettivo è che ogni persona possa trovare qui una porta aperta e, insieme al sostegno necessario, anche una prospettiva concreta da cui ripartire”.

Emergenza accoglienza

La struttura si presenta quindi accessibile e versatile, “finalmente a norma per consentire un’accoglienza dignitosa” dicono a più parti dal Comune di Treviso, puntando il dito su tutte le altre strutture (dormitorio di via Pasubio e Caserma Serena in primis) evidentemente inadeguate, ma che hanno risposto a una difficoltà concreta e cronica del territorio. Un’emergenza che non viene di certo risolta con questa inaugurazione odierna, poiché di persone per strada ce ne sono ancora. Ad oggi la conta dei posti letto proposta dal Comune di Treviso per l’inverno 2026/2027 è di 124 posti (anche se nella realtà è più reale contarne a spanne) in cui comprendono anche i 12 posti a Spresiano (perché parte dell’Ats di Treviso) e 20 posti dell’ex macello, che a ben vedere in realtà risultano essere 14. Fondamentale la collaborazione con le associazioni del territorio, poiché circa 70 di questi circa 124 posti derivano da Caritas, Sant’Egidio, Passamani e Rete Ti vedo (coordinata da Auser Treviso), tutti in Comune di Treviso. “Ovviamente servirebbe sempre di più e il nostro impegno in questo ambito non si esaurisce con questo intervento: continuiamo a progettare altri luoghi, ma al momento spazi e risorse ci consentono di fare questo” spiega il sindaco Conte.

La polemica

Il sindaco rivendica un aumento posti letto a, appunto, 124, contro i 38 dell’amministrazione Manildo, e un aumento dei fondi investiti in accoglienza da 370mila euro annui dell’amministrazione di centrosinistra ai 720mila euro annui attuali. La replica non tarda ad arrivare, per voce delle consigliere Maria Buoso (Treviso Civica) e Caterina Dozzo (Pd), presenti all’inaugurazione: “Siamo felici dell’apertura della nuova mensa di via Castello d’Amore, ultimo passo di un percorso iniziato dieci anni fa con l’amministrazione Manildo. È doveroso, onesto e bello ricordare che nel 2016 viene aperto il primo asilo notturno della città: nei vent’anni precedenti di amministrazione leghista nessuno ci aveva pensato. Non ricordiamo, delle amministrazioni Gentilini e Gobbo, iniziative per l’accoglienza e la dignità delle persone senza dimora, valori ripetuti da sindaco e assessori all’inaugurazione della mensa. Senza la volontà dell’assessora Manfio e del sindaco Manildo oggi forse non avremmo la comunità alloggio, l’asilo notturno e la mensa. E probabilmente nemmeno senza i fondi del Pnrr, che hanno contribuito in modo determinante alla loro ristrutturazione. Anche questo va detto, quando ci si confronta con i bilanci di dieci anni fa”.

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