Questo affollamento incalcolabile pone, però, una domanda: “Ma chi sono i santi?”. Se quelli del calendario...
Ecosistema urbano di Legambiente: Treviso 11esima grazie alla differenziata
Puntuale a fine ottobre è arrivata la versione aggiornata del report “Ecosistema urbano” di Legambiente, un’analisi puntuale dei nostri capoluoghi di provincia attraverso 22 indicatori di “salute” della città e, di conseguenza, della sua cittadinanza.
Rispetto alla scorsa edizione, ci sono poche sorprese perché i dati sono pressoché stabili: è cambiato il peso che il rapporto ha voluto dare ad alcuni indicatori. Quest’anno dunque Treviso riguadagna due posizioni: dal 13° posto risaliamo ai margini della top ten, conquistando l’11ª posizione, ma ancora un po’ lontani dal sesto posto del 2024. Un traguardo subito festeggiato dal sindaco, Mario Conte, che sottolinea la presenza sul podio in termini di raccolta differenziata: “È la conferma di un percorso fatto di investimenti, attenzione all’ambiente e impegno quotidiano per rendere la nostra città sempre più verde, sostenibile e vivibile. Grazie a tutti i cittadini che contribuiscono ogni giorno a questi risultati. Il primato regionale è una grande soddisfazione, ma soprattutto uno stimolo a fare ancora meglio”.
Treviso infatti può vantare una terza posizione sull’indicatore “Percentuale rifiuti differenziati sul totale dei rifiuti urbani prodotti”: nel 2025 e 2024 eravamo secondi, ma cambia poco, perché è cosa ormai nota a tutti i cittadini che Contarina faccia scuola e, insieme a Savno, l’azienda da anni rende la provincia di Treviso la più virtuosa d’Italia. Il sindaco Conte ha proprio ragione: “i cittadini contribuiscono ai risultati”, ed è la conferma di come un cambiamento che all’inizio viene fortemente osteggiato diventi con il tempo un’abitudine totalmente digerita e addirittura un motivo di vanto nazionale. Sarebbe interessante vedere dove ci può portare lo stesso coraggio applicato ad altri ambiti della vita in città.
Le buone notizie proseguono sul tema della piste ciclabili: sesta posizione per “Metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 abitanti”, che però, ricorda Legambiente stessa, è un dato solo quantitativo, perché il “come” sono fatte queste piste ciclabili (per esempio se sono promiscue o separate dalla strada) è tutt’altro che indifferente. Treviso è 15ª in “Produzione annua di rifiuti urbani pro capite (chilogrammi/abitante/anno)”, 21ª nella dispersione dell’acqua (“Differenza % tra acqua immessa e consumata”), 25ª in “Percorrenza trasporto pubblico”, 28ª in “Alberi ogni 100 abitanti in aree di proprietà pubblica” (un po’ poco per la città Green Leaf 2025), e poi si va giù, sempre più giù in classifica.
I dati peggiori (e purtroppo non sorprende) riguardano il consumo di suolo (come del resto conferma annualmente l’Ispra) e la qualità dell’aria. Sulle concentrazioni di inquinanti (Pm10, Pm2,5 e NO2) viaggiamo rispettivamente nelle posizioni 80, 82 e 81; un po’ meglio l’ozono, 63esima posizione, ricordando però che la classifica è stilata su dati 2025.
Legambiente stessa ha pubblicato pochi giorni fa i dati aggiornati al 2026 sull’ozono, relativi ai mesi estivi, e Treviso conferma il trend peggiorativo: il capoluogo della Marca registra 60 giorni di sforamento dei livelli di legge (la concentrazione di 120 µg/m3 può essere sforata al massimo per 25 giorni); la centralina di via Lancieri di Novara ha registrato 29 giorni nel 2023, 48 nel 2024, 37 nel 2025 e appunto 60 nel 2026.
Quello dell’inquinamento è un tema particolarmente grave, visto che secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente, nel 2023 l’Italia ha registrato 43.083 morti premature attribuibili all’esposizione al Pm2,5, il numero assoluto più alto nell’Unione europea. In altre parole, l’aria inquinata uccide.
Anche di questo si parlerà al convegno organizzato da Isde - Medici per l’ambiente ci si terrà proprio a Treviso, nella sala conferenze dell’ospedale, sabato 7 novembre; tra i relatori ci sarà anche Mirko Laurenti, coordinatore del report di Legambiente “Ecosistema urbano”.



