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Resana: concluse le repliche del recital dedicato a san Francesco
Si è chiuso tra scroscianti applausi, sabato 31 ottobre, l’anno di repliche del recital “Francesco: 800 anni di prodigi”. L’ultima emozionante rappresentazione è andata in scena nella palestra comunale di Resana, grazie alla sinergia tra l’aps San Francesco, la biblioteca comunale e la parrocchia di San Bartolomeo.
Un successo itinerante
Il progetto, nato nel novembre 2025 per celebrare gli otto secoli del Cantico delle Creature, ha vissuto un anno intenso, entrando nel vivo con l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi e con il programma dell’anno giubilare.
Curato dalla compagnia “Teatro in movimento” della Parrocchia di Fratte (Pd), lo spettacolo ha toccato anche tre tappe chiave della diocesi di Treviso: la chiesa di San Martino di Lupari, il teatro Ferrari di Camposampiero e, infine, Resana.
In totale, una macchina comunitaria formidabile, che ha visto salire sul palco circa sessanta persone tra attori, figuranti, cantanti e musicisti di ogni età, capaci di catalizzare l’attenzione di centinaia di spettatori.
Tra storia e attualità
Nelle quasi due ore di spettacolo, la compagnia ha saputo tessere un legame magistrale tra il passato francescano e le inquietudini del presente.
In una società spesso confusa e affamata di senso, la figura del Poverello d’Assisi è emersa in tutta la sua forza controcorrente: un uomo che parla di Dio in modo semplice, offrendo una sintesi perfetta tra amore, gratitudine, perdono e la celebre “perfetta letizia”.
Il momento più incisivo è arrivato nel finale, grazie a un dialogo serrato e coinvolgente affidato a un gruppo di attori poco più che adolescenti. Il loro messaggio è stato un siluro alle coscienze: “Sebbene lo spettacolo su San Francesco sia finito, dovrebbe iniziare il momento del nostro cantico”.
Una risposta alla violenza del presente
Il testo ha affrontato senza filtri il pessimismo e il senso di impotenza che spesso catturano l’uomo moderno di fronte alle atrocità quotidiane: dalle violenze pervasive sui più fragili, come bambini e anziani, ai saccheggi della Terra dettati dal delirio di onnipotenza e dalla monetizzazione delle risorse vitali.
Il recital si è trasformato così in un manifesto d’azione: non essere spettatori passivi, non aspettare che siano sempre gli altri a cambiare. L’invito finale, ricalcato sull’umiltà e la determinazione del giovane Francesco, è stato quello di diventare “fari” nel quotidiano, seminando pace nei conflitti e accarezzando la terra con scelte e stili di vita sostenibili.
Il sipario a Resana è calato, ma la forza attrattiva di questo cammino non si ferma: la compagnia è già al lavoro per le prossime repliche dell’apprezzato spettacolo.



